Stringe il freddo
la sua morsa sottile,
all’alba—
uno sgambetto alla primavera.
E lei, già in fiore,
aveva acceso la terra
di colori lievi,
sotto un sole alto
che chiamava alla vita.
Ma la neve scende,
libera, ostinata,
e riscrive il paesaggio
con mani silenziose.
Passi veloci,
cappotti chiusi sul petto,
e il cuore ritorna
al tepore del camino,
al legno che canta piano.
A un libro aperto,
al tempo che rallenta,
al dolce abbraccio
di una cioccolata calda.
28 marzo 2026
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Ci sono giorni che non finiscono mai. Uno scavo nel profondo della consapevolezza , vorresti solo andare via e lasciarti tutto alle spalle. Fisicamente, sei dove non vorresti essere, con il cuore oltre il confine di questa stupida realtà. Oltre l'incastro, nella mera luce dell'appartenenza.