Non chiamarmi poetessa
Mi chiami poetessa,
ma son anima errabonda
che ti lirica
il suo rumore
il suo silenzio…
Una folle visionaria,
che tra un verso
ed un atto di fede,
t'accompagna
dentro le tue notti nere
a cercar
dietro le colline del rinnego
quel sole che hai spento…
Una grulla bambina…
senza fronzoli
femmina donna e amante,
che ti lascia cavalcare
le sue irrequiete onde.
Annusare quel profumo di petricore sul suo viso
‐mentre asciugato il pianto
ti sparpaglia girasoli sul cuore‐
Carezzi ogni mio miraggio,
ma è un lontano non morire
che mi ha cucito ali di Icaro
sulle spalle solcate dal dolore…
Mi chiami poetessa,
ma son tutto quello
che la tua anima non sa dire…
Voli gongolando nel mio cielo,
lasciandoti poi cullare
dai miei sospiri d'amore.
– E tra i miei rovi
mi vedi smagliante macaone
volare sulle rose –