Per Te, Mamma…

Quel 12 luglio di tanti anni fa
ha spezzato la mia infanzia.
Avevo solo dieci anni,
tu appena trentadue.
E in quel giorno, Mamma, sei morta
nel supremo olocausto della maternità,
immolandoti per generare nuova vita,
Ti sei inchinata alle inflessibili leggi della natura,
quelle che ogni donna porta incise nel sangue,
rinunciando a te stessa in nome dell'amore assoluto.

Vorrei rivederti,
anche per un attimo;
donarti quel bacio
rimasto sospeso nel tempo.
Vorrei stringerti tra le braccia,
ritrovare il tepore della tua presenza,
sentire l'essenza della tua pelle
come un ricordo che non svanisce.

Vorrei parlarti,
condividere con te
questo dolore silenzioso,
ascoltare la tua voce,
come carezza che placa l'anima,
vivendo il ricordo
del tuo amore sconfinato,
Vorrei... Vorrei...
ma tu, Mamma, non puoi.

Eppure,
il tuo respiro invisibile
mi confida piano:
"Non piangere...
Io sono la brezza che ti tocca,
la luce che ti scalda,
la pioggia che ti bagna...
Io vivo nel tuo cuore.”

Giovanni Mascellaro


Esistono legami che sfidano le leggi del tempo e dello spazio.
Avevo solo dieci anni quando un 12 luglio ha spezzato la mia infanzia.
Oggi, a ottantatré anni, quel bacio rimasto sospeso è diventato un dialogo quotidiano, un 'engramma' indelebile che guida ogni mio passo e ogni mio successo.
Condivido questi versi per onorare il sacrificio di mia Madre e per celebrare quel 'ritorno all’essenziale' che solo l’amore puro sa insegnare.
Perché lei non è un ricordo, ma una presenza viva:
nella brezza, nella luce, nel mio cuore.