Porto nel petto un cuore in prigione

Mi scuso, sono in difetto.
Porto nel petto
un cuore in prigione
che arde, che teme, che sente
e ogni volta che ama,
si strugge e si nasconde.
Il dolore all'amore si confonde.
Vado in letargo
per non pensare,
patisco il fuoco
che mi attraversa le vene,
poi mi risveglio,
voglio tornare a guardare la luna
e il silenzioso volo delle falene,
voglio scrivere parole
perché so di essere mortale,
voglio tornare ad essere
senza catene,
portare matite dentro le tasche
per disegnare quel volto
che ho dentro la mente,
quel volto che mi guarda
senza parlare,
ma che con i suoi occhi
mi dice l'amore.

Gabriella Stigliano