Metti un molo che si posi
sull’Adriatico verdastro, nel pomeriggio,
con un vento che salmastro
imbiondisce i capelli; e che il sole
delle quattro ancora bruci.
Metti che sul molo siamo tu ed io
con un morbido cappello di paglia
la canotta alla rovescia e una tenera voglia
che si accende
alla prima voce di temporale.
Metti che sia come lo racconto
il nostro sederci accanto, in silenzio:
non sarebbe un bel nuovo inizio
dopo tanto tempo?
10 aprile 2016
Altri contenuti che potrebbero piacerti
[Senza titolo]
di Alessandro Betta
Da qui comincio a scivolare
lentamente fuori.
Una rapida goccia sulle grondaie.
C’è assai(…)