Rimembro quando,
In cor lieta vi era notizia,
Del tuo arrivo presso la mia dimora.
E facevamo all’amore,
Col sole che lentamente baciava
I nostri nudi corpi.
E tu che lo sguardo mi volgi,
Orgasmica presenza,
Cosa rimane
Quando il cuor non suona la medesima orchestra?
Niente, non rimane niente,
Solo il sigillo di un dolce amor
Che di amaro dolor,
Impregna la mia patetica,
Smaniosa,
Incessabile,
Voglia di vivere.
8 marzo 2025
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Primavera, ahimè, stagione dolce e lieta per chi possiede il dono (forse) del cor romantico: passeggiare diventa un’intrisa sensazione di profumi, dolci odori ed olezzi che solo Madre Terra può donare a noi, avidi figli, che piedi poggiam su verde distesa e rimaniamo lì, come trafitti, come pugnalati, da cotanta bellezza che lo sguardo volge oltre, verso infinite vallate e nuovi amori da far sbocciar.