Ho consumato molte scarpe per arrivare sin qui,
oltre i no, i forse e i sì.
Oltre la memoria, oltre i ricordi,
oltre un pentagramma di note e accordi,
oltre la musica e il suo eco,
oltre il naso e il passo cieco.
Oltre le righe di fogli sparsi,
la punta d’una stilo e i versi scarsi,
oltre le mille volte lanciati in cielo
oltre la tristezza e il suo velo.
Oltre l’ispirazione e i tempi d’attesa
incrollabile arresa, senza pretesa.
Oltre il mio cuore e i suoi sbagli
oltre me e i miei abbagli.
Oltre il lampo, il tuono e il suono
guardo oggi l’uomo che sono.
11 febbraio 2026
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Chi teme l’abisso
non trova la sua via,
un vuoto percettibile,
un nulla necessario
per ritrovare sé stessi.
*
Wer den Abgrund fürchtet,
findet seinen Weg nicht,
eine spürbare Leere,
ein Nichts, das notwendig ist,
um zu sich selbst zu finden.