Conosco le note,
le frequenze,
le stoffe rasate della tua anima.
Conosco la polvere,
il bianco e nero,
i topi, la nausea; il sopravvivere.
Conosco, vigliaccamente, più te che me.
Conosco la rabbia, il perdono,
l’ennesima fuga in quei mondi paralleli.
La sabbia,
l’arsura delle rocce esposte al sole.
Conosco i cristalli,
le ferite ai piedi,
il tragitto,
il sangue che non può fermarsi
se non per l’ultima supplica:
amare ancora.
23 maggio 2011
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Non potremo mai rispettare pienamente gli altri in quanto il loro silenzio coinciderà sempre con la nostra rumorosa gioia di vivere e viceversa.