Orsù, le scarpe getta lontano,
Son zavorre imposte
E con me prendi il volo,
Corri come se coscienza tua ti inseguisse,
Come se ci fosse rimasto,
Un ultimo atto per amare.
Corri
Ripariamoci dalle raffiche della vita,
In un barlume
Grotta tenebra,
A fantasticar sul candore
Che di spiaggia bianca son granelli infiniti
E noi, essi.
8 marzo 2025
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Dov’ero io, prima che tutto iniziasse? Forse solo un’idea, amabile visione di un figlio che qualunque cosa succeda sarebbe stato lì, immobile, austera scultura maneggiata da abili mani.
No, son figlio dell’universo, essenza di polvere di stelle che brama per tornare nella sua interstellare origine e di pillole di lettura si anima il mio occhio stanco.
Amami, stringimi e scostami, anche solo di un millimetro, dal peso del mio essere.