A volte ho paura che tu venga via dalla mia mano come la scheggia che l'ago, longilineo rabdomante dal tartufo ben addestrato, stana scartando fra le pieghe della pelle, provando e riprovando. Io sento allagarmi dal tuo sguardo e spero di annegare così. Ma la tua assenza e' un'impagabile indovina : lei sola sa di quante morti morirò e, gesticolando, mi indica la prima.
29 novembre 2012
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Scrivo perchè le mie dita sanno dire meglio della voce.