Amante o fidanzato?
Quando si tratta di una donna sposata. la differenza tra amante o fidanzato è fondamentale (per me).
Leggendo gli ultimi due e‐book che ho pubblicato, molti lettori mi hanno domandato: “Perché definisci Alberto come il tuo fidanzato e non come il tuo amante?”
Ritengo che la differenza tra fidanzato e amante sia fondamentale: l’amante è la persona che frequenti di nascosto, all’insaputa del tuo partner fisso, generando una vera e propria relazione extraconiugale, fatta di sotterfugi e menzogne che, per la mia indole, sono inaccettabili, specialmente perché amo profondamente mio marito e con lui ho un’unità spirituale e una complicità molto rare.
Il mio fidanzato, invece, è la persona con la quale ho deciso di estendere la mia sessualità al di fuori del matrimonio, senza un vero e proprio coinvolgimento amoroso. Ma, e questo è fondamentale per la differenza con l’amante, mio marito mi è totalmente complice, e spesso è lui a dirmi: “Perché non telefoni ad Alberto e uscite insieme? È un po’ che non vi vedete.”
Infatti, non incontro Alberto molto di frequente – diciamo, in media, una volta ogni due mesi – quando lo stress per il lavoro mi porta a trascurare il mio tempo libero. Alberto è più giovane di me di oltre vent’anni, e ciò contribuisce a farmi sentire ancora desiderabile, nonostante abbia molti altri corteggiatori.
Quando superi i ampiamente i cinquant’anni e sei stata una strafica da capogiro, vi garantisco che essere ancora al centro dei desideri degli uomini è una necessità costante, sebbene nel mio matrimonio sia pienamente appagata, sotto tutti i punti di vista. Manuel mi riempie di attenzioni, è galante, sempre disponibile ad aiutarmi e mi venera come una dea. Ma, dopo vent’anni di matrimonio, queste cose diventano un po’ una routine, facendoci perdere la piena consapevolezza del loro inestimabile valore.
Un giorno, dopo aver ceduto al corteggiamento di Alberto ed essermi fatta una scopata memorabile in sella alla sua moto, confessai il tradimento a mio marito. Con mia sorpresa, non manifestò rabbia o gelosia. Anzi, fu lui a capire che avevo necessità di qualche “distrazione” dal nostro menage quotidiano.
Io lo rassicurai che quella con Alberto non sarebbe stata una relazione stabile o frequente. Piuttosto, un diversivo che, occasionalmente, mi avrebbe permesso di compiacere la mia necessità di sentirmi cercata e desiderata da un uomo molto attraente, che avrebbe potuto ambire a donne molto più giovani di me ma, per qualche motivo, mi preferisce a tutte le altre.
Nell’arco dei circa undici o dodici mesi successivi, incontrai Alberto solo in quattro occasioni. Ogni volta, domandai preventivamente a mio marito il suo assenso che arrivò puntualmente con sincero entusiasmo.
Per Manuel e me, i momenti che precedono il mio incontro con Alberto sono un piacevole rituale: io scelgo con cura come vestirmi, tenendo conto dei particolari gusti di Alberto, mentre Manuel rimane a osservare, estasiato ed eccitato, ogni fase della mia preparazione, dal trucco alla vestizione, godendosi con gli occhi quanto Alberto gusterà anche con il tatto e con altro.
Prima di uscire, saluto appassionatamente mio marito saggiando la sua immancabile erezione, promettendogli che la soddisferò al mio rientro. Lui ricambia con ammirevole devozione, concedendosi qualche toccatina alle mie parti intime, giusto per “fissarsi” nella mente ciò che, da lì a poco, il mio fidanzato condividerà con lui.
Ognuna delle nostre uscite ha un copione identico: cena sempre nello stesso ristorante, molto carino e riservato, quindi conclusione della serata al vicino motel. Non c’è la necessità di fare altri programmi o di domandarci cosa fare dopo il ristorante. È già tutto definito. Per lui, perché arde dalla voglia di scoparsi la sua dea. Per me, perché al di fuori del sesso e delle fasi di adorazione che lo precedono, non c’è altro di Alberto che m’interessi.
Quando entriamo in camera, nei pochi istanti che Alberto mi concede prima di saltarmi addosso, invio di nascosto un cuoricino a Manuel, giusto perché sappia quando iniziamo a fare sesso.
Alberto nutre una fortissima gelosia nei confronti di Manuel, tanto che non posso accennare a nulla che faccia riferimento al nostro rapporto, anche se non attinente alla sfera sessuale. In pratica, devo parlare e comportarmi come fossi single o la sua fidanzata.
Sul versante opposto, ciò che mi fa stare bene è il suo aspetto fisico che riflette in pieno il mio ideale erotico maschile e la sua totale sottomissione nei miei confronti. Mi accorsi molto presto di questa sua indole e non tardai ad approfittarne: nei discorsi, mi piace provocarlo e far prevalere la mia opinione. Oppure, cogliere qualche suo errore e rimproverarlo anche più di quanto meriti. Come risultato, ottengo una sempre maggiore devozione e attaccamento.
Tra un incontro e l’altro, non sento assolutamente la mancanza di Alberto e nemmeno lo penso, nonostante Manuel, molto spesso, lo citi facendo qualche battuta spiritosa e mi chieda di raccontargli, con una certa insistenza, i dettagli più pornografici dei nostri rapporti.
Così, da quasi tre anni, prosegue il mio rapporto a tre. Con Alberto ho fatto una crociera, sola con lui, e già due vacanze con anche mio marito, potendo constatare che, se si vivono i rapporti e i sentimenti con saggezza, maturità e senza stupidi egoismi, si possono aprire interi universi di piacere e di benessere.
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