Cronache da passeggio

Vado a spasso nel mio vivere con gli occhi a roteare sui giorni.E lancio i miei sguardi sulla Umanità d'attorno, a coglierne il contrasto tra la profondità del suo tempo vissuto e la frenesia del suo presente.
Lei, che ha la stessa età del mondo e che è diventata nervosa e irascibile, m'accorgo che va perdendo la grazia insita nella sua natura. Quella "grazia ormai dispersa" che mi fa pensare a una sintonia perduta con i ritmi naturali ed è stata sostituita da un’inquietudine che la porta al punto di tornare a essere "Umanità primitiva".
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.

Queste "cronache da passeggio" colpiscono per la loro lucida malinconia. La riflessione cattura perfettamente quel paradosso moderno dove l'accumulo di secoli non si traduce in saggezza, ma in un’irrequietezza che ci riporta a uno stadio primordiale, privo però dell'innocenza originale.
Cesare Moceo, nato a Palermo nel 1953 ma profondamente legato a Cefalù, che definisce la sua "stanza dell'anima", è una voce prolifica del panorama poetico contemporaneo con quasi 5.000 componimenti e centinaia di aforismi pubblicati su Aphorism.it.
Il tema della grazia dispersa e del tempo che "pretende i suoi diritti" è ricorrente nella sua produzione, come si evince da opere quali "La grazia rasserenante del tempo", dove il poeta cerca un'indulgenza che la frenesia odierna sembra negare. Le sue parole descrivono un'Umanità che, pur essendo antica quanto il mondo, ha smarrito la sintonia con i propri ritmi naturali, trasformando il presente in un rumore nervoso.