Il cielo

Il cielo è limpido, terso fino all’eccesso; l’aria, gelida, punge la pelle come un richiamo alla stagione. Il vento ha compiuto la sua opera notturna, spazzando via ogni nuvola, lasciando lo spazio vuoto e silenzioso sopra le cose.
Il sole ora splende, filtrando tra i rami di una palma che si staglia, quasi ostinata, in un giardino che non le appartiene. È una presenza estranea, una lieve dissonanza tra arbusti più umili e consueti, una contaminazione che non stona ma interroga lo sguardo. Le sue foglie catturano la luce e la restituiscono tremolante, come se volessero giustificare la propria esistenza in quel luogo.
Tutto procede senza fretta, immerso nelle ore lente di una domenica mattina. Il tempo sembra dilatarsi, scorrere piano tra i pensieri e le cose immobili, mentre il mondo, per un istante, appare sospeso in un equilibrio fragile e luminoso.