Racconto

Ho sempre pensato al mio scrivere non come forma d'intrattenimento, ma come trasferimento d'emozioni scaturite da esperienze di vita vissuta. Ed è una distinzione profonda: passare dal ruolo di narratore a quello di testimone.
Vedere la scrittura come un "trasferimento" significa trattare il vivere non come un palcoscenico, ma come un ponte. In questa prospettiva, la tecnica passa in secondo piano rispetto all'autenticità: là non si scrive per farsi dire "che bella storia", ma perché qualcuno possa sentire esattamente quello che si ha provato in certi momenti, eliminando la distanza tra la propria pelle e la carta.
E questo diventa un approccio viscerale che trasforma l'inchiostro in memoria condivisa.