Romeo: gatto indipendente
Avevo incontrato, quello che poi sarebbe diventato il mio gatto Romeo, in una fredda serata davanti a un centro culturale della mia città.
Era lì da tempo, si capiva dal suo pelo intirizzito e dai suoi occhi spenti.
Non lo avevo mai notato prima,eppure quel centro era uno dei luoghi che, in quel lungo inverno, avevo frequentato quasi quotidianamente.
Mi guardò con interesse e mi si avvicinò.
Lo accolsi, come si accoglie un vecchio amico di ritorno da un lungo viaggio.
Sembravo piacergli o forse, meglio, ero l’ unica che l’ avevo notato.
Lo portai con me a casa, lo vidi più sereno e con un lungo miao allungò la coda sul termosifone.
Capii presto che non era un gatto come tanti altri, uno spirito indipendente lo caratterizzava.
Andava e veniva da casa mia come se una relazione molto libera ci caratterizzasse.
Passionale a giorni, evitante in altri, sapeva farsi voler bene in un modo molto particolare.
Fu un caldo giorno d’ estate, dopo giorni che non lo vedevo,che lo vidi passare con una gattina bianca, si guardavano intensamente.
Subito fece finta di non vedermi, ma fatto qualche passo, si girò a guardarmi, uno sguardo vuoto e freddo.
Capii solo allora che il tempo della nostra Vita insieme era finito e che dovevo lasciarlo andare.