Una fantastica cavalcata
XXX ‐ Contenuto erotico riservato a lettori adulti e consapevoli.
All’ora convenuta, ci presentammo al bungalow dei noleggi. Ivan, sebbene impegnato con altri clienti, ci vide e ci salutò con un cenno della mano e un ampio sorriso. Quando si liberò, diede alcune istruzioni alla sua collega, poi venne da noi. Salutò Monica con due baci sulle guance e a me strinse vigorosamente la mano. Non si fece alcuna riserva nel complimentarsi con mia moglie per l’originale tutina che indossava, con gamba a pantaloncino, stampata con colori vivaci e molto aderente.
Recuperò da un armadietto le chiavi degli acqua‐scooter e ci invitò a seguirlo verso la battigia, dove erano ormeggiati. Mi spiegò brevemente il funzionamento, quindi mi aiutò a mettere in acqua il primo. Ivan prese il secondo ed io consigliai a Monica di salire con lui, dato che mi sentivo più tranquillo se lei avesse avuto un conducente più esperto di me.
Monica accettò e mi passò lo zainetto, dove avevamo tutto il necessario per trascorrere una giornata di mare. Misi in moto e attesi che Monica e Ivan mi precedessero.
Durante la traversata, li seguii a una certa distanza, quanto bastava per evitare di prendermi i loro spruzzi, ma abbastanza vicino per ammirare Monica che, quella mattina, a cavallo della moto d’acqua, era davvero splendida, con i capelli biondi al vento e una linea dei fianchi strepitosa.
Il viaggio, a velocità abbastanza sostenuta ma con il mare molto calmo, fu piacevole e durò circa mezz’ora. Arrivammo così a un isolotto sperduto, dall’aspetto desolato, a prima vista appena affiorante dal mare, se non fosse per una rada vegetazione al centro. Lo circumnavigammo fino al lato opposto, dove la sua costa alternava scogli levigati che si immergevano in mare e alcune insenature sabbiose.
Approdammo su una di esse. Facendo come vidi fare a Ivan, avanzai lentamente fino a quando lo scafo dell’acqua‐scooter toccò la sabbia. Spensi il motore e lo misi in secca.
Nel frattempo, Monica e il ragazzo avevano sistemato il loro mezzo e lei si guardava intorno per ammirare il luogo. Mi venne incontro esclamando: “È davvero un luogo fantastico! Non trovi, amore?”
Fui concorde con lei, ma con lo sguardo spaziai per trovare un posto dove ci fosse un po’ d’ombra, perché non avrei resistito tutta la giornata con il sole a picco su di me.
Ivan si avvicinò e ci spiegò che avrebbe potuto rimanere con noi solo per un’ora, dato che più tardi avrebbe dovuto accompagnare altri turisti in escursione. Poi, con fare discreto, dal marsupio estrasse un foglio di carta, piegato in tre parti, e ce lo mostrò. Era un referto sanitario, datato il giorno precedente, dove erano elencate le analisi per le malattie a trasmissione sessuale a cui Ivan si era sottoposto, e i risultati erano tutti negativi.
Monica mi lanciò un’occhiata esterrefatta ma, allo stesso tempo, i suoi occhi scintillarono.
“Ah, ok, ok!” risposi a Ivan, che replicò sorridendo esilarato.
Non fu necessario che Monica ed io facessimo commenti. Sapevamo entrambi come sarebbe andata a volgere la giornata, tanto che, mentre preparavamo lo zainetto, la vidi infilarci il pacchetto dei profilattici.
“Bene! Ci mettiamo là?” disse lei, indicando un punto della spiaggia.
“Direi che è perfetto.” risposi. Aprii lo zainetto e presi gli asciugamani. Monica si tolse la tutina e rimase con il micro tanga fuxia che, in realtà, non è proprio un costume da bagno, ma una mutandina in cotone molto sottile che le copre a malapena la vulva, lasciando visibile la sottile strisciolina di peli pubici che lei tiene sempre ben curata.
Ivan si sfilò la maglietta e i pantaloncini, restando con un paio di boxer aderenti.
“Ma ha già il cazzo duro?” domandai a mia moglie, indicando con lo sguardo il pacco già parecchio gonfio del ragazzo.
Lei rise con malizia, fece scorrere la mano destra sull’addome di Ivan, gli accarezzò velocemente il bozzo e disse: “Colpa mia. Durante il viaggio avevo un po’ di paura, quindi mi sono aggrappata ai suoi fianchi, ma poi non ho resistito alla tentazione…”
“Ah, brava! E così gliel’hai pastrugnato…” osservai divertito.
“Ehm, sì… Ma solo un pochino. Ah, ah , ah…” replicò guardando il nostro amico che non capì il senso dei nostri discorsi, ma si unì ugualmente alla nostra risata.
Monica recuperò il flacone della crema solare e chiese a Ivan se ne volesse. Lui rispose affermativamente e lei si offrì di spalmargliela. Ne mise un po’ sulla mano e iniziò a spandergliela sul petto. Nel frattempo, mi feci passare il flacone e iniziai a fare la stessa cosa sulla schiena di Monica che, in quel modo, si trovò nel bel mezzo delle attenzioni di noi uomini.
Ivan le era di fronte e la guardava in viso con desiderio; lei non ricambiava lo sguardo ma prestava attenzione a non lasciare scoperta nessuna parte del petto, delle spalle e delle braccia del suo amico. Io, volendo rendere ancora più intrigante la situazione, da dietro, spostai il mio massaggio cremoso sulle sue tette, poi scesi sulla sua pancia, quindi sui fianchi, sul culo e, infine, le infilai una mano nella minuscola mutandina.
Istintivamente, Monica protese il bacino in avanti per godersi maggiormente l’oscena pastrugnata, così che il dorso della mia mano, infilata tra le sue cosce, non poté evitare il contatto con il pacco di Ivan. Pur essendo io fermamente eterosessuale, dovetti ammettere che, in tale frangente, quel contatto con il membro maschile non mi provocò alcun imbarazzo. Anzi, per un attimo provai piacere, immedesimandomi nelle sensazioni che provava Monica quando era lei a toccarlo.
Non so se lei fosse consapevole di quella situazione, ma mi lasciò fare, e mi parve anche molto compiaciuta di quell’improvvisato quanto sensuale “sandwich” fatto di corpi vogliosi.
“Ok, a posto!” disse quando ebbe completato l’opera sul corpo di Ivan. “Vuoi che spalmi la crema anche a te?” mi domandò.
“No, grazie. Per il momento mi metto all’ombra.” risposi indicando un ampio cespuglio ad una ventina di metri.
“Allora mi faccio il bagno.” disse. Si voltò verso il nostro amico e gli fece cenno con la testa di seguirla. Mentre si dirigevano in acqua, mi sistemai dove avevo detto. Stesi il mio telo e mi ci sdraiai, appoggiando la testa sullo zainetto.
Intanto, i due “piccioncini” in acqua conversavano tranquillamente, restando nemmeno troppo vicini. Monica fece qualche piroetta e diede qualche bracciata, poi uscì. Arrivò al suo asciugamano e ci si sdraiò supina. Ivan le sistemò accanto il suo e fece lo stesso.
Dalla mia posizione, li sentivo parlare, ma non comprendevo cosa si dicessero. Presi il cappellino e mi calai la visiera parzialmente sugli occhi.
Dopo qualche minuto, Monica si voltò a pancia in giù e guardò nella mia direzione. Credo che cercasse di capire se ero sveglio o se mi ero addormentato. Restai perciò perfettamente immobile, volendo farle credere questa seconda ipotesi.
Continuò ancora a conversare con Ivan che, invece, non aveva cambiato posizione. Presto, lei assunse un’aria divertita, segno che il ragazzo stava facendole qualche battuta. Ad un tratto, Monica posò una mano sul petto di lui e prese a farla scorrere lentamente sui pettorali ben delineati e resi lucidi dalla crema solare.
Insistette per un po’ nei suoi movimenti lenti e circolari, finché non le venne di sporgere il viso sul torso e dargli un bacio su un capezzolo. Ivan non sembrò reagire nell’immediato, così Monica riprese le sue carezze, scendendo sempre più sul ventre del ragazzo, fino a quando, come prevedibile, non raggiunse il gonfiore del pantaloncino, su cui indugiò parecchio, prima di spostarsi ancora per stringergli palle.
Monica guardò per la seconda volta nella mia direzione, quindi la sua mano tornò sul pacco di Ivan e, questa volta, il suo massaggio si fece ben più vigoroso. Glielo impastava facendogli ruotare attorno le dita, stringendo e rilasciando quella massa carnosa che sembrava plasmarsi sotto le toccate spudorate di mia moglie.
Io immaginavo quanto lei stesse provando in quel momento, visto che a Monica piace da impazzire toccare il cazzo e percepirne le conseguenti reazioni.
Quell’insistente manipolazione sul pacco di Ivan si arrestò solo quando la mano di Monica si aggrappò all’elastico dei boxer nel tentativo di abbassarli. Prontamente, Ivan se li sfilò, lasciando il membro, durissimo e svettante, alle iniziative di mia moglie.
Lei spostò il viso sull’addome del ragazzo e, dopo un istante, il palo di carne scomparì nella sua bocca. Da dove mi trovavo, riuscivo a vedere solamente la testa di Monica che faceva gli inequivocabili movimenti di una lenta ma profonda fellatio, mentre Ivan le accarezzava la schiena e, di tanto in tanto, le faceva scorrere le dita tra i capelli.
Monica proseguì a spompinarlo metodicamente per diversi minuti, quindi si interruppe. Si alzò, si tolse la mutandina e, restando in piedi, si mise a cavallo del corpo di Ivan con le mani appoggiate sui fianchi, sovrastandolo anche con lo sguardo che teneva puntato su di lui. Lentamente, piegò le gambe, finché la sua vagina fu molto vicina alla cappella.
Ivan impugnò il cazzo e lo guidò mentre entrava nel sesso di mia moglie. Lei chiuse gli occhi e proseguì nella sua discesa, fino a quando i suoi glutei si appoggiarono sulle anche del ragazzo. Restò ferma in quella posizione per qualche istante, poi iniziò a scoparlo molleggiando ritmicamente sulle cosce.
Finalmente, riuscivo a vedere il pistolone che scompariva dentro di lei. Quando riemergeva quasi completamente, era talmente lungo che, nello spazio lasciato tra i loro corpi, vedevo il mare.
Proseguì in questo modo per un tempo che non saprei definire. Lei volle aumentare l’intensità della penetrazione, così appoggiò le ginocchia sulla sabbia e le mani sul petto di lui, che rispose aggrappandosi ai suoi fianchi.
Nuovamente, persi la visione dell’interazione de i loro sessi, ma lo sfregare del pube di mia moglie su quello del suo amante riusciva ugualmente ad appagare la mia libidine.
Monica accelerò ancora la scopata, abbassandosi sul petto di Ivan: ora i suoi seni scorrevano sui pettorali del maschio che, spesso, li stringeva nei palmi delle mani.
Improvvisamente, Monica si ribaltò sul suo asciugamano tenendo spalancate le cosce. Ivan si mosse prontamente e si piazzò tra di esse. In mezzo a loro, vidi chiaramente zampillare il getto luccicante della sua abbondante squirtata. Lui attese che si esaurisse, quindi inserì il cazzo con decisione e le diede una veloce sequenza di affondi netti e decisi.
Sotto quei potenti colpi, il corpo di Monica sobbalzava vistosamente e lei tentava di trattenerlo aggrappandosi all’asciugamano. Udii il grugnito di piacere dal ragazzo, mentre Monica piegava le gambe verso il proprio busto. In quel momento, Monica stava sicuramente ricevendo l’abbondante sborrata che tanto aveva desiderato, da quando, poco prima, fu certa che non avrebbe corso rischi.
Ivan terminò di scaricarsi e andò a baciarla. La bocca di Monica sembrava voler divorare quella del suo amante, e i due limonarono parecchio, prima di staccarsi.
Ivan si sollevò. Il suo cazzo era ormai quasi completamente ammosciato. Si passò una mano nei capelli e andò a tuffarsi in mare. Monica restò a guardarlo qualche istante, poi si voltò verso di me, si alzò e si avvicinò, continuando a scrutarmi.
Giunta in prossimità dei miei piedi, disse: “Stai dormendo?”
“Stavo…” risposi, simulando la voce impastata dal sonno.
Monica si mise carponi al mio fianco, mi prese una mano e se la portò contro la fica.
“Vuoi sentire quanto sono piena?” chiese. Il suo viso e il suo sguardo trasudavano una porcellaggine mai vista.
“Cazzo… Avete scopato?” domandai, fingendo sorpresa e un po’ di disappunto.
“Oh, sì, amore… Ne avevo tanta voglia…” replicò toccandomi l’uccello.
“Hai fatto bene, amore. Hai goduto? E lui? Vedo che hai fatto godere molto anche Ivan…”
“Mmm… Tanto tanto, amore…” rispose con la tipica vocina vezzosa di quando ne ha combinata una delle sue. “Adesso, però, voglio far godere anche te. Cosa vuoi che ti faccia?”
“Cavalca anche me.”
“Anche se sono ancora piena di Ivan?”
“Soprattutto perché sei ancora piena…”
“Ok. Se piace a te, piace anche a me.” concluse. Mi tolsi il costume e Monica mi fu subito sopra. Prima che il mio cazzo entrasse in lei, lo sperma di Ivan continuava a scolare, e se ne depositò una parte sia sulla mia pancia, sia sul mio pisello.
La sensazione di immergere il membro in qualcosa di così cremoso fu grandiosa. La fica di Monica era ancora caldissima e accogliente. Mise subito in azione i muscoli vaginali e, ben presto, venne riempita anche dall’eruzione del mio abbondante carico.
Credo che riuscii a procurarle un nuovo orgasmo, tanto sentii intense le contrazioni del suo ventre, mentre riceveva le ultime spruzzate di seme.
Certa di avermi svuotato fino all’ultima goccia, Monica si sfilò dal mio cazzo alzandosi lentamente. Un lungo filamento di sperma fuoriuscì dalla sua vulva e rimase per diversi istanti ad unire i nostri sessi.
Appena si spostò, in lontananza, alle sue spalle, vidi Ivan che, terminato il bagno, si stava asciugando e guardava nella nostra direzione. Si rivestì velocemente, ci fece un cenno di saluto e ci comunicò a gesti che ci saremmo visti più tardi.
Monica rimase girata nella mia direzione ma voltò il busto e gli rispose agitando un braccio. Attese che il ragazzo si allontanasse con l’acqua‐scooter, quindi camminò verso la battigia e si tuffò in acqua. Io, dopo essermi spogliato completamente, la seguii.
Restammo sull’isolotto ancora qualche ora: Monica a prendere la tintarella, io a continuare la scrittura di questo racconto.
A metà pomeriggio, decidemmo di tornare al resort. Affrontai il viaggio di ritorno con calma, visto che a Monica non sono molto congeniali i movimenti impressi dalle onde sulla moto d’acqua. Durante il tragitto, il mio animo era davvero esaltato dalle esperienze che avevamo vissuto durante quella torrida vacanza.
Man mano che ci avvicinavamo alla costa, il sole si stava approssimando al tramonto, e la brezza marina rinfrescava. Provai un po’ di tristezza al pensiero che quei fantastici momenti spensierati erano ormai agli sgoccioli: ci era rimasta solo la cena e, l’indomani, avremmo fatto rientro in Italia.
Chissà se Monica, che mi abbracciava da dietro e teneva la testa appoggiata alla mia schiena, in quel momento provava le mie stesse sensazioni, o quali altri pensieri le attraversavano la mente: se stava pensando alla nostra complicità, o se sentiva la mancanza di Alberto o se, nella la sua mente, stava ancora scopandosi Ivan.
Racconto tratto dalla raccolta "Tre uomini dentro mia moglie" di Monica e Manuel Drake, disponibile in e‐book su Amazon (https://www.amazon.it/dp/B0GHZMM5CX/) e nelle migliori librerie on‐line.
Sinossi del libro
Durante una vacanza in Croazia, la bellissima Monica è nuovamente presa in un turbine di sesso, passione e trasgressioni coniugali.
Assieme al fidanzato Alberto, e con la complicità del marito, darà sfogo alla sua esuberante sessualità e soddisferà tutte le proprie voglie, concedendosi anche diversi incontri con uno splendido ragazzo molto più giovane di lei.