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Racconti di Raffaella Amoruso

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  • 15 marzo 2013 alle ore 8:05
    “ANIME DANZANTI” ©

    Come comincia: Scese dall’auto vestita di sogni. L’estate volgeva al termine. Un vento freddo, le fece danzare il leggero abito di chifon. Indossava un sorriso di diamante e occhi di giada innamorata. Le gambe, come leggiadre gazzelle, seguivano note conosciute. L’espressione del viso, era come il sole d’agosto. Sicura di se avanzò, fino ad incrociare lo sguardo di lui, che sorridendo, le tese la mano. Danzarono tutta la notte. Le anime loro  come oceani profondi, si sfiorarono ... si conobbero ... si amarono.

  • 15 marzo 2013 alle ore 8:04
    “DOMINIQUE” ©

    Come comincia: Il treno arrivò in ritardo. Una lunga fila di passeggeri ci salì. E la vide. Tra mille persone spiccò. Aveva l’aria di chi, non aveva riposato bene. Il cappotto di cachemire slacciato, lasciava intravedere l’abito, d’un rosso rubino, molto aderente. I capelli cortissimi, mettevano in evidenza il viso, dalla forma regolare. Un grosso anello luccicante, sull’anulare destro, lasciava intendere l’amore per la ricchezza. Lo guardò … lui sorrise, in segno di saluto. Lo scompartimento era pieno e lei rimase in piedi, accanto al finestrino. Gentilmente lui, la invitò a sedersi al suo posto. Lei sorrise e, ringraziando, declinò l’invito. Decisero invece, di andare al vagone ristorante per rifocillarsi. Si stupì nel sentirla parlare. La sua mente era aperta, dolce. Il pensiero pulito e semplice. Ancora più splendida ora, solare. Con quella piccola inflessione francese ... Dominique, era il suo nome.

  • 15 marzo 2013 alle ore 8:03
    “PIÙ FORTE DI PRIMA” ©

    Come comincia: "Non capisco" . disse Mary ad alta voce, parlando da sola, di fronte al pc. La e-mail ricevuta era evasiva e per nulla amichevole, anche se a scriverla, era una persona a lei molto cara.
    La rilesse con calma; notò che il mandante aveva voluto di proposito essere superficiale, non rispondendo alle sue domande dirette. Mary si sentì profondamente delusa....conosceva a fondo quell'uomo, o almeno così pensava... Pochi giorni dopo arrivò un'altra e.-mail dalla stessa persona dicendo che, seppur ringraziandola immensamente per il lavoro svolto, aveva preso la decisione di non avvalersi più della sua collaborazione. Il ben servito, insomma! Non rispose Mary; capì che alcune persone non badano al rapporto umano; poco importa se sei valida e con un cuore che pulsa per il lavoro che svolgi. Decise di voltare pagina....facendosi forza come sempre. Una delusione poteva essere qualcosa di positivo per spronarla ancora a donare il meglio di sé. Mary cancellò tutti i messaggi inerenti a quel lavoro. Spense il pc e passando di fronte allo specchio si fermò...si scrutò e disse, appoggiando il palmo della mano su di esso, quasi bisognosa di carezze: "Andrò avanti, come sempre ho fatto, a testa alta e con umiltà e rispetto...andrò avanti, con il cuore spezzato che si cicatrizzerà. Non sarà certo una stupida delusione lavorativa a fermarmi! Domani si ricomincia piccola....più forte e attenta di prima. Il tuo lavoro è la tua vita... mettersi in gioco ancora, nonostante tutto e tutti." Prese la borsa e uscì a respirare la primavera imminente che già faceva capolino, tra i tiepidi raggi di marzo.