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in archivio dal 13 apr 2018

Raffaella Amoruso

04 febbraio 1962, Biella - Italia
Segni particolari: Artista
Dalla Poesia alla pittura passando per la fotografia.
L'Arte è la sana pazzia dell'essenza.
Mi descrivo così: Chi sono, chi sono stata, chi sarò, solo il tempo me lo saprà dire.
Mi trovi anche su:

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  • 13 aprile alle ore 8:46

    Di Terra gli Uomini
    Innalzino i calici.

    Il Cristo che nasce
    È già sulla croce.

    Di Pace e di guerra
    Ogni vita è finita.

    Natale è alle porte.

    La Pace del cuore
    È nel colore dell'Anima.

    Nell'angolo più cupo
    Temiamo
    La nostra stessa specie.

     
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  • 13 aprile alle ore 8:49
    Una storia come tante

    Come comincia: Aveva solo quattro anni, quando capì che la vita sarebbe stata complicata.
    Quella sera di giugno, l’ennesima lite tra i suoi genitori, la portò a nascondersi, spaventata, tra il lavandino di pietra della cucina e il frigorifero. Accucciata, infinitamente piccola, quasi volesse rendersi invisibile. 
    I suoi occhi erano così fondi che parean più scuri; fissavano un punto lontano, sperando che la porta della cucina si aprisse. 
    La lite degenerò e il frigorifero ricevette un pugno, muovendosi. 
    Lei, rimase ferma, quasi senza respirare, si portò le mani sulle orecchie.
    Ripensò ai suoi cani; loro sarebbero stati in grado di aiutarla e farla uscire da quella nicchia di fortuna.
    L’aria era quasi irrespirabile, densa di parole fredde, villane, dolorose.
    Se si fosse messa a piangere forse si sarebbero accorti di lei; se si fosse messa a urlare … se … Il coraggio però le mancava, non riusciva a muoversi da quella scomoda posizione. 
    Non una lacrima… non un urlo. Solo paura.
    Poi, all’improvviso, finalmente qualcuno girò la maniglia della porta. Le due persone smisero un attimo di urlare, guardando quella figura che, con passo deciso entrò e chiamando per nome la piccola, la prese in braccio e la portò via.
    Fuori, dove le stelle disegnavano il cielo illuminandolo, mano nella mano con il suo salvatore, riuscì a respirare.
    I suoi cani, alti quanto lei, le trotterellavano a fianco, proteggendola, ancora una volta.