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in archivio dal 18 feb 2015

Rainer Maria Rilke

04 dicembre 1875, Praga - Repubblica Ceca
29 dicembre 1926, Montreux - Svizzera
Segni particolari: Durante un viaggio in Russia conobbi Tolstoj: da quell'incontro nacque un'amicizia e la mia grande ammirazione per la letteratura russa.
Mi descrivo così: Un uomo senza casa, tra simbolismo e decadentismo. Grande interprete lirico della spiritualità moderna.
Mi trovi anche su:

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  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:25
    Bianco splendore

    Respirano lievi gli altissimi abeti
    racchiusi nel manto di neve.
    Più morbido e folto quel bianco splendore
    riveste ogni ramo, via via.

    Le candide strade si fanno più zitte:
    le stanze raccolte, più intente.
    Rintoccano l'ore. Ne vibra
    percosso ogni bimbo, tremando.
    Di sovra gli alari, lo schianto d'un ciocco 
    che in lampi e faville rovina.

    In niveo brillar di lustrini 
    il candido giorno là fuori s'accresce,
    divien sempiterno, infinito.

     
  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:22
    L'angelo

    Con un cenno della fronte respinge
    lungi da sé ogni vincolo, ogni limite
    perché per il suo cuore passa alto e immenso il ciclo
    degli eventi che ricorrono eterni.

    Nei fondi cieli scorge una folla di figure
    che lo chiamano: riconosci, vieni.
    Ciò che ti pesa, perché lo sostengano,
    non affidarlo alle sue mani lievi.

    Verrebbero di notte a provarti nella lotta,
    trascorrendo la casa come furie,
    afferrandoti come per crearti
    e strapparti alla forma che ti chiude.

     
  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:20
    Tu vieni e vai e le porte si chiudono

    Tu vieni e vai e le porte si chiudono
    più dolcemente, quasi senza vento.
    Tra chi va per silenti case
    sei il più silente.
     Ci si avvezza tanto alla tua presenza
    che si resta chini sui libri
    quando le immagini si fanno belle
    nel blu della tua ombra,
    perché risuoni in ogni cosa
    a volte forte e a volte piano.
    Se ti scorgo nei miei pensieri, spesso
    si spacca la tua grande immagine:
    sei un capriolo luminoso e corri
    io sono buio e sono un bosco.
    Sei una ruota accanto a me
    e dei tuoi mille raggi bui
    uno si fa sempre più greve

    e sempre più vicino,
    e crescono ad ogni suo giro
    le mie opere obbedienti.

     
  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:18
    Giorno d'autunno

    Signore: è tempo. Grande era l'arsura.
    Deponi l'ombra sulle meridiane,
    libera il vento sopra la pianura.

    Fa' che sia colmo ancora il frutto estremo;
    concedi ancora un giorno di tepore,
    che il frutto giunga a maturare, e spremi
    nel grave vino l'ultimo sapore.

    Chi non ha casa adesso, non l'avrà.
    Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
    leggere nelle veglie, e lunghi fogli
    scrivere, e incerto sulle vie tornare
    dove nell'aria fluttuano le foglie.

     
  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:16
    La notte e l'anima

    In grembo alla notte nevosa, d'argento,
    immensa si stende dormendo, ogni cosa.

    Solo una eterna sofferenza è desta
    dentro l'anima mia.

    E mi domandi perché mai si tace
    l'anima mia, senza versarsi in grembo
    alla notte che sogna?

    Colma di me, traboccherebbe tutta
    a spegnere le stelle.

     
  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:14
    Gennaio

    Respirano lievi gli altissimi abeti
    racchiusi nel manto di neve.
    Più morbido e folto quel bianco splendore
    riveste ogni ramo, via via.

    Le candide strade si fanno più zitte:
    le stanze raccolte, più intense.
    Rintoccano l'ore. Ne viene
    percosso ogni bimbo, tremando.
    Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
    che in lampi e faville, rovina.

    In niveo brillar di lustrini
    il candido giorno là fuori s'accresce,
    diviene sempiterno, infinito.