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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
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elementi per pagina
  • Le poesie di Lerro andrebbero lette mentre si centellina della grappa secca. Più che bagnarsi le labbra, si dovrebbe mandarla giù a brevi sorsate. Lo stesso modo in cui si può godere degli stralci poetici di questo giovane scrittore.
    Una quotidianità romantica, vissuta e sofferta rattoppa le pagine della raccolta “Senza cielo”. Ogni poesia è scritta in basso, al margine della pagina. Quello spazio potrebbe significare una giornata trascorsa e vissuta o non vissuta per intero. Poi, prima di chiudere gli occhi, prima dell’ultimo sospiro da svegli, un lampo senza tuono illumina per un attimo il cielo. È proprio questa l’impressione scagionata dallo spazio poetico lerriano. Luoghi in cui la morte è compagna di viaggio, ma dove “da lontano tutto sembra luce”. È la posizione, il punto d’osservazione del poeta. Lui vive tra la gente, sente e raccoglie un’emozione; viene catapultato lontano da tutti e da lì, spruzza inchiostro sopra la gente, come una pioggia leggera quasi impercettibile.
    Lo spirito di Menotti Lerro favorisce di un contatto vivo, ansimante, violento con la pagina bianca. È un incontro carnale estenuante dal quale nasce un cadavere: “Mi spezzo il polso sulla carta bianca,/ per ridurla a cadavere parlante”. A volte, pare di leggere osservazioni semplici e secche. Ma scavando la fossa, c’è una falda sotterranea nella quale il pensiero è articolato, l’emozione scomposta. È l’acqua di cui si abbevera Lerro. Con la sua anima da “teologo ateo”, spensa riflessi crudi nelle sue poesie. Girando per Milano: la metropoli che ti sopprime, ti toglie un po’ il respiro; tra fumi d’industrie, pozzanghere e cieli senza cielo.
    Il getto, la voracità con la quale butta giù questi versi, viene espressa anche nel suo stesso scrivere. Bisognerebbe leggerle scritte a mano le poesie di Lerro. Aprire la sua piccola moleskine e apprezzare il tratto della penna, le cancellature, la scrittura veloce, parole quasi illeggibili per la voglia di spiaccicarle subito sulla carta.
    Per Menotti Lerro, la vita è composta di continue rivelazioni che conquistano la sua anima; la fanno palpitare, la dilaniano, la chiudono, la macinano, la rivoltano come un calzino. E pure, lui è sempre pronto a scattare i miracoli e a esclamare: “Capire d’essere vivo mi sconvolge”.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • La sensibilità dei versi di questo giovane poeta si evince nell’esaltazione dei sentimenti puri ed universali, quali l’amicizia, l’amore, la fede. Primo fra tutti, l’incipit riservato al suo amico, nel quale si realizza uno scambio di emozioni al quale il lettore partecipa, alimentando una penetrante aspettativa nei confronti dei versi a seguire.
    I molteplici aspetti di tali sentimenti si svelano come un labirinto del quale Di Filippo, poesia dopo poesia, fornisce il filo di Arianna. Ed è così che, lentamente, vengono alla luce gli aspetti sommersi di una personalità profonda e fortemente attaccata alla vita; i cui slanci sono espressi con chiarezza, limpidezza, e sincerità, attraverso figure tangibili, visive, corporee. Di Filippo attraversa la sua esistenza con la naturalezza e la convinzione di chi non ha paura di osservarsi dentro e, con coraggio e sensibilità, lascia che i suoi occhi possano guardare in fondo alle cose, fino a farsi attraversare da esse. Nella pura essenza della vita.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Un flusso travolgente di emozioni, dialoghi, sensazioni.
    I versi di Antonio Sangervasio sono caratterizzati da un misterioso, incessante dialogo con gli Elementi – Aria, Acqua, Terra, Fuoco. Il poeta è in grado di coglierli nella Natura delle cose, assorbirli con la pelle, e riemetterli sotto forma di versi, per consentire al lettore di scoprirne nuovi punti di vista, sconosciute dinamiche, inaspettate prospettive.
    Gli occhi del poeta non guardano la Natura solo come parte di un Tutto, ma la accolgono come un frammento di se stesso, imitandone la forza e la spinta propulsiva e impetuosa sotto forma di allitterazioni, rime, pause ed enjambements, fino alla ricercata scelta delle parole.
    Quando il poeta si ispira alla natura, eccolo scoprirsi come luna nel cielo, alito di vento, fiume in piena – come lo stesso Sangervasio definisce il suo stile.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna

  • Come spirali, palpiti, impulsi, flashback.
    Attraverso un’attenta cura dei dettagli, Antonio Sangervasio si rivela al lettore con l’autenticità dei suoi versi, sempre impegnati nella ricerca di nuove simmetrie, introspezioni, allegorie. La raccolta di poesie manifesta un affascinante slancio verso una comprensione più profonda delle proprie emozioni e del proprio vissuto, con delicatezza, acume ed evidente armonia, che penetrano nell’animo del lettore come torrenti impetuosi che scavano solchi, e scandiscono il vigoroso fluire che caratterizza la sua poetica.
    I suoi versi si affacciano al presente dopo profondi tuffi nel passato, cercano strade inesplorate, nuovi interrogativi ed immagini, pronti a catturare l’essenza e la verità di ciò che lo circonda.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna