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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
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  • Nel buio della disperazione mille piccole luci che fioche s’accendono: la vita di un malato si può definire una sfida contro il domani. Quando la malattia è entrata con violenza nella vita di Cecilia Bertacche, devastandone la quotidianità e costringendola a sfiorare più volte l’incontro con la “nerasignora”, questa donna coraggiosa e caparbia, pur non avendo nessuna certezza del proprio domani, ha intrapreso da subito una dura battaglia per la sopravvivenza, tentando ostinatamente di superare le incomprensioni, lottare contro la superficialità,  aggrappandosi agli amori di una vita, cercando di trattenerla con tutte le sue forze, la vita. Medici buoni, medici cattivi; ospedali, corsie, rianimazioni; vite affidate alle cartelle cliniche; frammenti di vita nel letto accanto e poi più nulla. Cosa significa perdere il proprio passato e dover accettare un presente in bilico? Come far nascere fiori dal proprio dolore e da quello altrui? Questo libro è il racconto di una vera e propria odissea nella malasanità, lungo la quale, per fortuna, non sono mancati esempi di dedizione, ascolto e comprensione. Scritto espressamente “perché non accada più”, più che rappresentare uno sfogo amaro rende giustizia a chi non ha voce, e ci fa riflettere come il malato sia troppo spesso solo contro il proprio destino, schiacciato dalla burocrazia e dal malcostume.

    [... continua]

  • Questa suggestiva e suadente raccolta di versi, la seconda pubblicata da Enrico Pietrangeli, è un onirico vagabondare tra i pensieri e le idee di un grande autore, definito nella prefazione di S. Ruggeri “… un cantore solitario e onanistico”, “l’allegoria spietata di un Cristo giullare che varia possibili codici di comunicazione per interagire anziché scompaginare un mondo di regole ostiche ed impenetrabili”. Una poesia colta, raffinata, da una lato saldamente ancorata alle poetiche del decadentismo e dell’ermetismo proprie della cultura mitteleuropea tra Ottocento e Novecento, dall’altro espressione di una moderna visione del mondo, in bilico tra apollineo e dionisiaco. Il segreto è nel registro linguistico, talvolta morboso, altrove scarno e tagliente (Lettera a Lubjana; Anoressia mediterranea), ma sempre impreziosito da un lessico ricercato, capace di dipingere con brevi tratti fulminei l’universo del poeta, il quale dona al lettore frammenti d’esistenza, nella condivisione di “pubbliche intimità”.
    Istanbul, Buenos Aires, Trieste, Lubjana: magiche città di confine fanno da sfondo al pensiero del poeta. Santa Sofia, “sconsacrata sapienza divina”, è ritratta egregiamente come punto d’incontro tra islamismo e cristianesimo, dove tra umidi selciati ci s’imbatte in persone tremendamente comuni, silenziose e al tempo stesso sublimi, immortalate con veloci pennellate e icastiche sentenze. Bello il rimpianto per un passato che non è stato, ma che riemerge nel potenziale, in un limbo spazio-temporale dove, tra desiderio e realtà, è racchiuso l’universo del poeta. In Epilogo XXI secolo: ungarettiana, a conclusione della raccolta, Pietrangeli scolpisce serafico la chiave del suo universo: “M’illumino  di provvisorio”.

    [... continua]