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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Gustosa sequenza di battute, giochi di parole e intrecci verbali comici.
    L'autore non risparmia ambienti, situazioni e personaggi noti, pescando nella sua fervida e umoristica fantasia le giuste essenze e fragranze che inducono a volte al sorriso lievemente abbozzato e a volte al riso vero e proprio, quello “di pancia”. 
    Il lettore potrà gustare con famelica e onnivora voracità tutte le pagine, scoprendo così di essere giunto, con rammarico, all'ultima battuta.
    La lettura somiglia a un’ingorda abbuffata di dolci e succose ciliegie: una tira l'altra e si rimane delusi quando si cerca disperatamente con le dita nel fondo della ciotola e si scopre che le ciliegie sono finite…
    Questo libro è proprio quello che ci vuole dopo una lunga giornata di lavoro, per risollevare così il morale e lo spirito e, cosa essenziale nel mondo d’oggi, riscoprire la gioia del sorriso.
    Nella divertita lettura si percepisce la sensazione di approdare su di un’isola felice, dove vige la regola della spensieratezza e del gusto per la sana ironia.
    Il buonumore è di rigore.

    [... continua]
    recensione di Antonio Colosimo

  • Avere un’ultima occasione per far placare il cuore. Fa molto riflettere questo bellissimo libro, opera prima di Azzurra Mangani: un romanzo epistolare a senso unico dedicato all’ennesima lettera, infinita, un doloroso e definitivo flusso di coscienza rubato all’oblio di una mente esausta, cellula pulsante a sprazzi di un corpo ormai assuefatto al nulla, lo sguardo perso nel vuoto.
    Parole come pugnali gridano un solo nome, Alessandra, e chi le affida alle cure di un notaio lo fa con la certezza che il destinatario non potrà mai leggerle, e vive di rimorsi per non essere riuscita a restare. Un rapporto viscerale richiamato alla memoria fin dal primo incontro, sullo sfondo la scuola, gli altri, le scelte di vita, e le canzoni che passano alla radio rimanendo impresse come proverbi nel tempo. È difficile, per la signora Giannini che a malapena si accorge della stanza asettica che la contiene, ammettere di sapere ancora, a distanza di trent’anni, cosa volesse dire sentirsi vivi, rispecchiare la propria anima nello sguardo di un altro essere, appartenersi e a un certo punto vedersi strisciare via, sentendo di aver abbandonato chi dava luce ai giorni più oscuri con un lacerante addio. La forbice col passato aveva un nome di donna, suadente e irresistibile, capace di rubare l’anima a chi non può più fare a meno di amarla mentre la assapora nelle vene. La mente sopravvive per raccontare, e sperare che qualcuno accolga l’estrema richiesta di perdono, mentre lo sguardo torna a galleggiare nel bianco, appena in tempo per evitare di scoprire l’insopportabile realtà.

    [... continua]

  • “Non esistono confini alla bellezza del mondo, così come non esistono limiti alla mia curiosità e alla fame di conoscerlo”: in queste parole è forse racchiusa l’essenza del libro di Paola Cerana, che affida alla carta la memoria dei tanti luoghi attraversati, fisici e non, sempre con la voglia di carpirne il profumo più intenso.
    Tra un vagabondare e l’altro attraverso i due emisferi, dimenticando le certezze rassicuranti e assaporando la bellezza della diversità, emerge chiara la consapevolezza che non esiste angolo della terra e della mente umana che non meriti di essere compreso nella sua natura più vera, perché possa diventare parte del nostro paesaggio interiore.
    Esiste poi almeno un luogo dove i nostri affanni si annullano, un luogo al cui solo pensiero, mentre siamo in preda alla quotidianità paralizzante, ci sentiamo noi stessi nel mondo.
    Chi lo identifica nel mare non può rimanere obiettivo davanti alla dichiarazione d’amore contenuta in questo libro, dove nella tavolozza delle mille sfumature del mondo è descritto come “un assolo d’azzurro”, una pennellata continua su una tela, raccogliendo tutti i paesi che attraversa…
    Il mare che si unisce al cielo senza soluzioni, e risuona fragoroso nella mente, ispirando sapori salmastri e distese immense.
    Ci sono tanti modi di viaggiare, come altrettanti ce ne sono per comunicare le emozioni che accompagnano lungo il cammino.
    Poter descrivere il mondo con i propri occhi è un entusiasmante lusso democratico che non tutti colgono, ma quando ciò avviene con uno stile delicato e insieme sensuale come quello della nostra autrice non resta che farsi trasportare dalla sua “anima in penna” sulle tante città e i luoghi deserti, realtà e sogni virtuali che non diventano vie di fuga, ma tasselli di un bellissimo puzzle.
    E insegnare all’uomo a viaggiare con la mente è la cosa più straordinaria a cui un autore possa aspirare.

    [... continua]

  • Chi scrive un diario è sempre in bilico tra la paura e la speranza che qualcun altro, prima o poi, lo legga, e che comunque, da qualche parte della storia dell’umanità, rimanga una traccia fisica del suo passaggio.  Guai però se il tomo finisce nelle mani sbagliate: è questo il caso del povero pensatore Modesto Tincher, descritto come un uomo “di media età, di media statura, di media intelligenza, di media istruzione e, neanche a dirlo, di medio ceto”. Segnalazioni anonime danno luogo a un caso giudiziario che lo vede accusato di falso, appropriazione indebita e millantato credito. Trasecola Modesto, che in vita sua non ha mai commesso il benché minimo reato, e sentendosi vicino al protagonista de “Il processo” di Kafka affronta la questione, convinto di dimostrare la propria buona fede. Ma la realtà è ben più amara, perché gli verrà contestato di essersi appropriato di pensieri altrui spacciandoli per farina del suo sacco, e nello stesso tempo di aver attribuito a personaggi celebri le modeste elucubrazioni della sua mente. Attimi di panico lo assalgono quando vede il suo diario prodotto come corpo del reato, e sa di dover giustificare il libero fluire della sua mente tra ricordi, emozioni, rielaborazioni e prese di coscienza. Ma il vecchio proverbio dice “male non fare, paura non avere”… ed ecco che dall’uomo mite emerge la consapevolezza di se stesso e l’orgoglio del proprio percorso intellettuale. Gustoso e divertente racconto a conferma delle ottime capacità di Salvati, che ci fa riflettere su quanto sia spesso arduo mettere note a latere ai nostri pensieri per citarne la fonte, alla stregua di certi “Frammenti di un discorso amoroso” di barthesiana memoria! Ma, in fin dei conti, all’origine delle nostre idee non c’è sempre e comunque l’idea di qualcun altro?

    [... continua]