username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • Recensione contiene
  • Nome autore

Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Mettiamo di essere giovani autori di un opera letteraria e di avere il nostro manoscritto pronto tra le mani. Sono finiti qui i nostri sforzi? Certamente no, anzi, sono appena iniziati. Ce lo spiega chiaramente Andrea Mucciolo in "Come pubblicare un libro", manuale semplice e coinciso sul mondo che ruota intorno alla creazione e alla  pubblicazione di un libro in qualsiasi formato esso sia (cartaceo o digitale).
    Il nuovo lavoro di Mucciolo, dopo "Come diventare scrittori oggi", si rivolge non solo agli scrittori emergenti, ma anche a coloro che hanno pubblicato, ma con scarsi risultati. Capita sempre più spesso che opere valide, rimangano accatastate in un umido e polveroso scantinato della casa editrice, o non riescano affatto a varcare la soglia di casa dell'autore. Questo perché il destino di un'opera dipende dall'attenzione che ha ricevuto nel proporla e nel pubblicizzarla, tramite recensioni, conferenze e tutto il corollario di azioni che ruotano attorno alla fortuna di un manoscritto. Oppure capita che invece di guadagnare qualche soldo, con l'ultima opera appena scritta, si è finiti con stamparla a proprie spese: in questo caso, bisognerebbe domandarsi se ci si è rivolti a una casa editrice, che dovrebbe "imprendere" sull'opera appena compiuta, oppure ad una semplice tipografia il cui raggio d'azione (e profitto) termina con la stampa dei manoscritti. Questi sono solo due della miriade di esempi che il manuale in questione tratta, suggerendo come aggirare gli ostacoli più disparati che allontanano un buon libro dalle mani dell'acquirente finale.
    Con quest'opera si ha una analisi a tutto tondo dell'oggetto "libro", analizzato anche dal punto di vista merceologico. Mucciolo lo fa conscio di possibili critiche, ma questo è un pericolo che, a sue parole, bisogna correre per gettare luce sul mondo talvolta torbido dell'editoria.
    Scritto con chiarezza e semplicità, senza comprometterne la completezza, ricco di esempi e  spunti, ma anche di riflessioni che l'autore intende presentare, per far sì che il lettore possa formarsi una propria opinione sull'argomento, oltre che trarne consigli utili e immediati.

    [... continua]
    recensione di Enrico De Santis

  • Una serie di "pezzi facili", così come ha scelto di chiamarli Lorenzo Bonadè. Riflessioni crude e sincere che mettono il lettore difronte a sentenze o da contestare o da ingoiare amaramente.
    Si potrebbe inserire "Lorenzaccio" nella cerchia dei poeti "Maledetti", forse facendo un grosso errore o forse prendendoci in pieno. Di certo, un moderno Baudelaire rischierebbe la stessa poesia, andrebbe alla ricerca degli stessi attimi di ebbrezza; unico appiglio a una realtà lontana dal proprio essere, e soffocante.
    Il libro è macchiato da questi pensieri, che si dileguano nell'universo bastardo dello scrittore lombardo. Immagini, spesso, al limite dell'irriverenza, a volte blasfeme, a volte vere e proprie bombe a ciel sereno.
    Nessuna accusa a questo schizzo d'arte, quel che è chiaro nei versi e nelle parole di Lorenzo, è che lui va alla ricerca di una truffa. Di una truffa cosciente in cui inabissarsi senza credere più a niente.
    Quest'universo letterario sembra non  reggere l'immobilità di un mondo vissuto amaramente. Non c'è pace, e solo "con la caduta di ogni tabù si accarezzerà la pace sulla Terra".
    Ma quello che potrebbe affascinare il lettore è la voce di Lorenzaccio. E' una voce che risulta come un elemento distaccato dalla persona. Un suono per l'appunto impersonificato, che getta tutto in pasto ai maiali, senza fare nessun tipo di cernita.
    E' grazie al caos che la letteratura ha quel suo senso di esistere: è grazie a voci senza cuore siamo in grado di emozionarci, è grazie a un Bonadè che vorrbbe rinascere "brutto, ignorante e modesto" che l'arte ha un senso nella nostra vita.
    La raccolta di pezzi facili "Mattatoio", ha un sapore di vino dal retrogusto amaro con tante sigarette fumate tra un bicchiere e l'altro. E' un vortice caldo che attrae in una valle fredda.
    "Mattatoio" è alla sua terza ristampa; e qualcosa vorrà pur dire.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro