username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • Recensione contiene
  • Nome autore

Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Il titolo di questo libro è già tutto un programma. Non vi aspettate assolutamente qualcosa di già letto o già sentito, perché a Giovanni Soriano, tutto si può dire, tranne di non essere originale.
    L'originalità è data già dalla forma della sua arte: l'aforisma. Un via d'arte che, nonostante abbia i suoi illustri esponenti e la sua indiscussa valenza poetica, viene vista sempre un gradino più basso rispetto alla poesia, al romanzo , al racconto e alle altre modalità d'espressione.
    Il Diario aforistico di Soriano, raccoglie aforismi che vanno dal 2003 al 2009, ma siamo certi che lo scrittore calabrese, stia già preparando una versione aggiornata.
    La personalità di Soriano, non si nasconde dietro i suoi aforismi, anzi, viena amplificata da essi e da una breve e simpatica premessa, dalla quale riporto un passo significativo: "Coloro che, leggendolo, dovessero farsi del sottoscritto l'idea di un cinico, di un misantropo, di un antiteista e persino di un nichilista, sappiano che la loro impressione corrisponde perfettamente al vero."
    I suoi aforismi non sono mai banali, e oscillano in quel cinismo elegantemente umoristico, che viene altamente apprezzato e che porta il lettore a profonde riflessioni da quell'input di poche, ma dense parole. Come dice lo stesso Soriano: "Scrivere aforismi è un'arte, la più breve."

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Un paesino veneto e i suoi abitanti, sono gli assi portanti di questa storia scritta da Raffaele Vertaglia. Un romanzo che accentua, ancora una volta, quanto i regionalismi (intesi in senso lato), siano lo scheletro di una letteratura di respiro nazionale e internazionale.
    Un racconto fluido e gradevole, dove la matrice cristiana è una luce che rischiara queste pagine di vita reale, fatta di un miscuglio di errori, rimpianti, incomprensioni; ma anche e soprattutto di umanità e perdono.
    Lo scrittore è stato davvero abile nel trattare una materia, come l'amore visto sotto un'ottica cristiana, svincolandola da retoriche o dogmi, ma aprendola a un fresco respiro di naturalezza e sensibilità.
    Le figure storicamente più note in un villaggio, come il prete, il maresciallo e il maestro, si inerpicano tra l'inchiostro pulsante di Vertaglia, come anime generose spinte da un forte senso civico e cristiano.
    Tra tutti, è don Lorenzo, il personaggio più forte. Capace di sporcarsi le mani nelle varie situazione che la realtà ci mette di fronte, con quella convinzione che il primo dovere di un sacerdote sia quello di essere un punto di riferimento per la propria comunità. Di un gruppo di persone, dove tutti sono importanti e tutti vanno aiutati senza nessun timore.
    Una storia che scalda l'anima e lancia tanti spunti di confronto con la realtà e tutte le sue prospettive.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • E se l’intera evoluzione del genere umano, le innumerevoli scoperte, le cicliche atrocità e le meravigliose intuizioni, non fossero il frutto della capacità degli uomini di creare il proprio futuro, ma la complessa macchinazione di esseri provenienti da altri pianeti che muovono i fili della nostra storia, con il solo desiderio di sfruttare il nostro quoziente intellettivo ed emotivo?
    È questa la grande provocazione, o l’originale convinzione, su cui è costruito questo romanzo di Kylen Logan, un viaggio sui generis nel nostro mondo e nella nostra storia che diviene altra e irreale sotto i colpi di spiegazioni che fanno di Gesù e Maometto, di Hitler o del Diluvio Universale,  pedine di un progetto cosmico di cui la Terra è solo un oggetto inerte.
    Nella Prefazione uno dei personaggi avverte: bisogna liberarsi dalle proprie convinzioni per credere, aprire gli occhi e riuscire ad accettare la diversità. L’esperimento che questo libro propone è proprio questo: aprirsi a dimensioni diverse, accettare la possibilità che intorno a noi camminino silenziosi extraterrestri, divinità dello spazio, o semplici essere umani diventati i mezzi di contatto tra la popolazione aliena e la nostra Terra.
    Per rappresentare questa idea l’autore non sceglie i toni fantascientifici del genere, ma la delicatezza di paesaggi autunnali della provincia toscana, sentimenti forti come l’amicizia e l’amore, luoghi protetti come il bar del paese o il bosco dietro la collina, che si fondono a sprazzi di descrizioni fantastiche e nomi incomprensibili.
    In questo tempo in cui tanto ci interroghiamo sulla possibilità di non essere soli nello spazio, in cui abbiamo forse bisogno di aggrapparci all’idea che qualcuno lassù condivida le nostre conquiste e i nostri fallimenti, Logan la sua originale “visione”, fatta non di omini verdi o strani oggetti volanti, ma di uomini come noi, superiori quanto a intelligenza ed evoluzione che hanno il solo obiettivo di utilizzare il nostro DNA. L’unica cosa che rende il genere umano libero e indomabile a qualunque sottomissione è la sua emotività, la capacità degli uomini di essere unici che, se usata al servizio degli altri, genera straordinarie sorprese. Anche questo ultimo baluardo sta cadendo, però, sotto i colpi dell’estremo individualismo che l’autore denuncia come il male del momento,che ha permesso di guidarci verso l’ennesima catastrofe, quella economica.
    Forse una speranza c’è, bisogna trovarla.

    [... continua]
    recensione di Sabina Mitrano

  • Il nome. Secondo Sabina Mitrano, autrice del saggio “Gaeta e il suo nome – un viaggio tra mito, storia e cultura” il nome “rappresenta il primo indizio, l’essenza dell’identità”. Per le persone, e per i luoghi.
    Siamo abituati fin da bambini a recepire oralmente le informazioni sulle nostre origini e su quelle della nostra terra, e spesso queste informazioni diventano parte del nostro DNA, contribuendo a comporre e a formare la nostra coscienza come una lente con utile a percepire la nostra dimensione nel mondo.
    Lo studio di Sabina Mitrano si propone di verificare le origini del nome della città di Gaeta, al fine di valorizzare il patrimonio culturale della propria terra.
    Avvantaggiata dalla sua posizione geografica nel, situata nel cuore del Mediterraneo, Gaeta è stata protagonista di eventi storici, ha assorbito influssi culturali e artistici di civiltà diverse e ha donato ispirazione a grandi poeti. La nostra studiosa imposta un vero e proprio viaggio nel quale la letteratura e la storia si intrecciano nello scenario unico che offre Gaeta: una sinuosa lingua di terra posizionata tra Roma e Napoli, che si affaccia su un golfo che porta il suo nome.
    Da Virgilio a Strabone, fino ad arrivare a Dante, ogni citazione ci appare come una rivelazione, espressa con l’entusiasmo della scoperta e la delicatezza dell’amore per la propria terra.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna