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Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • "Oltre la ragione", una storia d'amore che ti travolge al punto che cerchi di rallentare la lettura nelle ultime pagine, per assaporare l'emozione ancor più densamente. Una donna fragile e forte, che porta dentro di sé un dolore lancinante che solo un altro grande amore è in grado di alleviare.
    La perdita dell'amore della tua vita si riassorbe solamente con un altro sentimento che va "oltre la ragione". Ma il percorso che porta alla rinascita non è mai un rettilineo in discesa, la sofferenza è una tappa imprescindibile per riappropriarsi di se stessi, ritrovandosi negli occhi profondi dell'uomo che si ama.
    Utilia Mignano è una scrittrice che appone la lente del cuore sulle sue pagine, trascinando completamente il lettore nel vortice di una storia dal ritmo candido e avvolgente nello stesso tempo.
    Un incontro su un treno si rivelerà fatale. Nasce tutto da lì, da uno sguardo di uno sconosciuto. Un passo emblematico che rafforza una visione della vita, fatta di momenti che ti stravolgono, momenti in cui ci si rende conto che da quel preciso istante nulla sarà più come prima. Per regalare al lettore il senso più profondo di questo romanzo, basta trascrivere un paio di righe di Utilia Mignano estratte dal libro: "Ci sono delle volte in cui le cose hanno un significato importante per noi ed un certo peso; ma quando accade qualcosa d'inaspettato, che ti fa tremare la terra sotto i piedi, quelle stesse cose ti sembrano stupide e perdono il loro valore, e ti sorprendi di come hai fatto a considerarle tali fino a quel momento".
    Un libro da leggere durante un viaggio in treno, dove, tra una pausa e l'altra, si scruta il mondo che scorre veloce fuori dal finestrino, si cerca di leggere negli occhi dello sconosciuto che ti è di fronte, perché ognuno di noi porta dentro di sé una storia interessante. 

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Una bella storia, quella di Moise Levi, che a 23 anni lascia Fossano con un carretto di stracci per andare a fare fortuna a Torino. E così sarà grazie al suo fiuto per gli affari. La sua, diventa una grande famiglia con i propri affanni, le gioie, le cene e i silenzi.
    Ambientato negli anni mussoliniani della marcia su Roma, la scrittrice, per usare un'espressione di Paul Celan, non ci racconta "ciò che era stato perché è conosciuto", ma “ciò che sarebbe potuto essere” se in un giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.
    La bravura di raccontare la storia di una famiglia comune, ma dai risvolti amari per ciò che la stessa rappresenta, è quella di far sentire che la vita scorre sempre e che l'epoca storica che viviamo oggi si è fatta anche i perseguitati del Nazismo e del Fascismo: non bisogna mai arrendersi al silenzio dei morti della Shoah e ricordarsi sempre che ognuna delle rughe che prima o poi nascono sul nostro corpo, fanno parte anche di coloro a cui i lager hanno negato la scelta di in che modo vivere la giovinezza, la maturità e la vecchiaia.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Il titolo del romanzo (nonché del cult girato da Stanley Kubrick) nasce nel 1945, quando lo scrittore, al ritorno dal fronte, in un pub di Londra sente un 'cockney' (londinese) ottantenne dire di qualcuno che era "sballato come un'arancia meccanica".
    Espressione curiosa, non c'è che dire, ed azzeccata per scrivere una storia basata sul lavaggio del cervello.
    La violenza giovanile avanza con vigore e, la prigione e i riformatori, non fanno altro che peggiorare la condizione dei malviventi in generale: allora perché non risparmiare denaro sottoponendoli ad una vera e propria terapia del disgusto? 'La cura Ludovico' serve proprio a questo: cerca di associare nei prgionieri l'atto di violenza al malessere fisico e psicologico, fino all'invocazione della morte.
    E' la stessa cura a cui viene sottoposto il protagonista principale di questa storia, Alex,  e che rappresenta, allo stesso tempo, l'umanità che è in ognuno di noi in tre modi: è aggressivo, ama la bellezza e si serve di un suo personale vocabolario linguistico, totalmente inventato per comunicare quello che ha dentro al mondo esterno.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Splendidamente mozzafiato. Uno dei libri più meravigliosamente scritti che abbia mai letto. Come quando trovi una vecchia scatola nascosta e quando la apri ci trovi dentro un gran tesoro che ti scalda il cuore. E' ciò che sento ora, dopo aver finito questo fantastico libro: calore.
    Tre generazioni, un segreto di famiglia. Nel 1913 una bimba è da sola su un bastimento che la porterà dall'Inghilterra in Australia. Una donna, l'Autrice, le ha detto di nascondersi. Tornerà presto e poi partiranno insieme. Ma la donna non tornerà e la bimba dovrà affrontare il suo futuro da sola. Nel 1975 Nell, una donna anziana parte per l'Inghilterra cercando risposte. Nel giorno del suo ventunesimo compleanno il padre le ha svelato che è stata adottata e ora è in cerca delle sue radici. Nel 2005 Cassandra, dopo la morte della nonna Nell, riceve in eredità Cliff Cottage, in Inghilterra, proprio dove sua nonna aveva iniziato la sua ricerca. Insieme alle sue note e ad alcuni oggetti della sua infanzia, come un libro di fiabe della stessa Autrice, Cassandra cercherà lentamente di svelare il segreto e trovare la verità su Nell e sul suo passato.
    Un libro che non riesci a smettere di leggere. Un racconto che salta di secolo in secolo senza mai perdere il filo del discorso. Affascinante l'idea di inserire le fiabe dell'autrice nella storia. Il lettore deve arrivare alla fine, perché pagina dopo pagina viene scoperto un nuovo dettaglio e proprio come in un puzzle estremamente difficile, alla fine tutti i pezzi trovano il loro posto.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Questa storia diventa famosa quando, nel 1999, Stanley Kubrick la trasforma nella sua ultima immagine filmica dando vita a "Eyes Wide Shut" (anche se non ha il merito di esserne il precursore perché 10 anni prima, nel 1989, il regista italiano Mario Bianchi, girò un film ispirato alla stessa trama).
    La crisi che vivono i due coniugi viennesi, Albertine e Fridolin rappresenta un vero e proprio diagramma di  turbamenti paralleli che, allo stesso tempo, ne giustifica il titolo. Fridolin, infatti, vive e colora la realtà con le tinte del sogno, mentre Albertine traforma il sogno in realtà.
    La scoperta dei mondi interiori (studiata per anni dal padre della psicanalisi Sigmund Freud) viene alla luce durante un ballo in maschera, in cui la rigidità delle categorie in cui è suddivisa la società viennese verrà a cadere, lasciando il posto alla liberazione dei sensi.
    "Doppio Sogno" non è solo un racconto, ma anche un viaggio nella parte oscura che vive in ognuno di noi (rappresentata qui dal gioco delle maschere): un vero e proprio passaggio onirico che termina ogni volta ad un nuovo risveglio speranzoso e consapevole di poter cambiare strada nella realtà.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Divinità nella terra della libertà.
    Shadow è in prigione. Manca poco e sarà un uomo libero. La sua vita lì fuori lo aspetta insieme alla sua amata moglie, Laura. Il giorno del rilascio, gli viene detto che Laura è morta in un incidente automobilistico. Il mondo sembra fermarsi e lui muore dentro. Forse era già morto, ma ancora non lo sapeva.
    Solo e confuso incontra Mercoledì, un uomo strano e misterioso, che gli offre un lavoro semplice, ma pericoloso: lo dovrà portare da un posto all'altro, dovrà ferire persone, ma solo se necessario, e nel caso morisse, Shadow dovrà vegliare su di lui.
    La tempesta sta arrivando e insieme ad essa, una battaglia che spargerà molto di più che solo sangue.
    Ciò che Shadow ancora non sa, è che ci sono divinità in questo mondo e sono state dimenticate proprio dagli stessi adoratori, che li hanno portati in America molto tempo fa. E ci sono nuove divinità, moderne, che vogliono il potere assoulto e pulire il mondo dalle vecchie.
    Shadow imparerà tutto questo nel suo viaggio e imparerà anche che quello che vediamo spesso non è la verità. La sua avventura gli mostrerà la vita e la morte, la saggezza e la corruzione, l'amore e l'odio. Troverà se stesso in questo viaggio, ma il prezzo da pagare sarà alto. Niente sarà di nuovo lo stesso.
    Un libro lungo, dovrete concentrarvi per cercare di memorizzare i nomi delle divinità se non conoscete abbastanza la mitologia. Ma ne varrà la pena. Illuminante, potente, eccitante. Gaiman non smette mai di sorprendermi e ognuno dei suoi libri è un'opera preziosa e affascinante. Anche se "Nessundove" rimane il mio preferito di sempre.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • La poesia di Enrica Miglioli porta con sé messaggi ineluttabili, ma non per questo privi di speranza. Troviamo, ad esempio, nella delicata e amara lirica al fratello scomparso prematuramente, parole che, a una prima lettura, sembrano pietre informi e fredde, invece fanno capire che Bruno, in realtà, continua a vivere dentro quella stanza dove l’unica cosa che parla ancora per Lui è una semplice foto.
    In questo libro, la nostra autrice spazia dalla semplice poesia di dedica alla pura riflessione, accompagnandoci in percorsi che paiono, a prima vista, di una semplicità disarmante ma, proprio per questo, traboccanti di puro piacere nel regalare a ogni soggetto o entità, che sia un fiore, una persona o un frammento di natura, parole belle e sentite. Si apprezzano molto gli istanti rubati nell’attimo solenne, come un germogliar di pianta, uno sbocciare di fiore o il sole che annega nel mare. 
    E infatti, proprio nelle più semplici manifestazioni della natura ritroviamo la nostra dimensione umana, nella quale è insito il nostro senso di appartenenza alla vita. Si comprende così che solo la vita può regalarci respiri che sanno di cielo, di acqua salata e di riflessi dorati dei tramonti; sono attimi che la nostra brava Enrica Miglioli riesce a catturare e fermare sulle pagine che scrive fissandole per sempre, come in una fotografia.

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    recensione di Antonio Colosimo

  • Il mostro sotto il banco è un romanzo breve dalla scrittura asciutta, senza fronzoli stilistici, che rende perfettamente la dinamicità delle vicende avventurose e fantastiche. Il giovane e brillante autore utilizza tutti gli ingredienti con la cura di uno scrittore veterano: la tematica della ricerca e del viaggio, la presenza di esseri mitici, come Xip, Gondior e Re-Nuvola la giusta dose di magia, "la profezia dell'arrivo di tre avventurieri, la fine della maledizione, la rinascita della legge della luna". Pier-Gino Russo conduce il lettore 'fuori' dalla realtà, per introdurlo in una 'terra di mezzo', "in un altro luogo, misterioso ed incredibile".

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    recensione di Pier Gino Russo

  • Recensire un libro, una raccolta di poesie, non è sempre facile e quando l'arte è completa sia dal punto di vista lirico che visivo, diventa più difficile ancora. Dopo aver deliziato sia gli occhi che la mente con questo libro, ho pensato a lungo ad un modo per descriverlo. Proverò con un paragone. Mi è subito venuto in mente un buffet di pietanze. Ogni piatto con una ricetta base semplice, ma i cui ingredienti sono stati mescolati da mani esperte e palati fini. Poi al momento di assaporarli ci si accorge che c'è di più, una spezia a cui non riusciamo a dare un nome, che rende il piatto ancora più speciale. Insomma per farla breve ci sono gli ingredienti (le parole), sapientemente cucinati dal cuoco (l'artista), conditi con una spezia speciale (la lirica), e presentati ad arte giocando con i colori (i dipinti). Un piatto è perfetto quando si raggiunge l'armonia fra il sapore e il colore. In questo caso l'armonia delle emozioni accompagnata dall'urlo del colore. Insomma una degustazione per tutti i palati. Un emozione per tutti i cuori, ma soprattutto una gioia per tutti gli occhi.
    Le recensioni dovrebbero essere oggettive, ma non posso fare a meno di annotare la poesia che più mi ha accarezzato l'anima: "Luna di chiaro vestita".

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    recensione di Katia Guido

  • Un romanzo breve che conduce il lettore di fronte a pensieri che, invece, si nascondo tra le mille illusioni della quotidianità. L'assurdità delle scelte umane è qui esasperata dall'esperienza di Drogo, tenente di prima nomina dell'esercito Austro-Ungarico. Gran parte della storia si dispiega tra le mura della fortezza Bastiani, posta su una montagna a guardia di un deserto. Il deserto dei Tartari. Chi mai potrebbe violare quel confine? Quale serio pericolo potrebbe mai venire da un deserto così inospitale? Eppure, la scarsa attività di un simile avamposto è, subdolamente, custode di sogni e speranze che superano ogni logica. Coscienti delle proprie illusioni, eroi d'altri tempi hanno scelto di dedicare una vita intera a quella vetta, a quel deserto: in attesa della gloria. Un'attesa che nessuno ammette di vivere, per pudore: quasi fosse puerile sperare in una guerra. Drogo, ancora giovane, vorrebbe semplimente fuggire quel tedio assurdo: forse anche lui s'illude di poter evitare la febbre d'immortalità che ha già contagiato i suoi colleghi. Anche il lettore resta in bilico, aspettando una svolta: un trasferimento, una guerra o anche solo una chiara decisione di Drogo. Nel testo, ci sono pagine che regalano qualche avvenura; la quale interrompe giornate che, altrimenti, sarebbero tutte uguali. I personaggi, seppur soldati, assomigliano per molti versi a persone comuni, poiché si nutrono delle stesse passioni: la vita umana è un'attesa, una scalata. La verità è che ciascuno accetta le proprie illusioni solo perché è profondamente convinto che potranno realizzarsi. Lo stesso romanzo, ad un certo punto, dà colore a quell'illusione. Amaro è però capire di aver vissuto per ottenere, in cambio, una beffa: alla fine si è stati portati alla deriva da una vita che, invece, si era creduto di poter dominare.

    [... continua]
    recensione di Basilio Antoci

  • Un viaggio ragionato sulle vie della crescita di ogni uomo, con un occhio sempre rivolto a quei soggetti che s'impegnano ad educare. Per educare è necessario conoscere, ma anche ragionare e, soprattutto, condividere le emozioni altrui. Il testo si propone di saggiare tutte le questioni più dibattute dello scenario bio-politico, religioso, sociale. L'autore propone una propria lettura dell'evoluzione umana, della ragione e della comunicazione - tutti elementi che, in un modo o in un altro, hanno a che fare con l'educazione, con la crescita culturale e interiore di ogni essere pensante. Non si impone un punto di vista, il testo esamina sì alcune questioni, ricercando sempre un equilibrato compromesso tra le varie idee; ma sta a ciascuno riflettere su di esse e costruirsi la propria idea. Non si dice, dunque, "cosa pensare" ma, semplicemente "di pensare" tra Tabù e Biopolitica, Evoluzione e Tradizione, Esperienza e Teoria.

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    recensione di Basilio Antoci

  • "Signore, dai forza al mio nemico e fallo vivere a lungo affinchè tu possa assistere al mio trionfo".
    Nella Magonza del 1400, vive Michel Melzer, un fabbricante di specchi e stampatore, con la figlia Editha.
    Sin dai tempi della scuola, si è sempre stati abituati a sentir parlare di Gutemberg come inventore della stampa: l'autore di questo romanzo, al contrario, ci racconta che gli inventori della stampa sono stati i cinesi. Il protagonista, allora, diventa l'importatore in Occidente di questa "stregoneria" che gli procura ricchezza e fama, ma che lo trasforma, al tempo stesso, in un facile bersaglio esposto a pericoli e tentazioni.
    Il suo aiutante, subdolo e arrivista (un certo Gutenberg), dopo aver appreso tutti i segreti, diviene poi famoso per aver stampato la prima Bibbia, mentre il suo padrone, poveretto, stampa una Bibbia eretica solamente per paura di ritorsioni.
    Ma sarà stato veramente così?
    Al lettore sta scoprire il segreto nascosto nelle pagine che i tanti personaggi che si accavallano nel racconto e che si muovono fuori e dentro la città di Costantinopoli, non lo rendono di facile veduta. 
    Tra i vari personaggi, infatti, vi è anche la figlia di Melzer, con la storia del suo matrimonio combinato, con l’odio che prova per il padre; le vicissitudini degne di un thriller, le fughe e le disgrazie e, infine, i giorni della prigionia per Melzer, da cui parte tutta la vicenda.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Un adolescente di nome Nino è mantenuto in un collegio da tre misteriose zie di Roma.
    Finito il ginnasio, le va a cercare, ma la loro casa è vuota e sprangata.
    Disperato, chiede aiuto ai frati d'un convento adiacente, che lo violentano e lo corrompono al punto di fare di lui una perfida e volgare marchetta.
    Uscito dal convento, Nino trova una donna che afferma d'essere sua madre ma che lui trova sgradevole, anzi "diabolica", così come trova soffocante la pur tanto sognata atmosfera di famiglia che lei gli offre.
    Quindi preferisce vendersi al miglior offerente sotto i ponti di Roma.
    Lo scrittore qui introduce un colpo di scena: Nino scopre per caso che le zie esistono davvero e che sono ricoverate in un manicomio.
    E qui preferirà il ricovero in manicomio alla vita maledetta che gli offre la società normale. Agli occhi del lettore, s'insinua così il sospetto: la vicenda potrebbe essere solo una fantasmagoria, un'allucinazione vissuta da parte d'un adolescente ricoverato in un manicomio o la storia è reale? L'autore, però, termina senza sciogliere il dubbio e lascia trarre al lettore le proprie conclusioni.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Un professionista della mente brillante e stimato da amici e colleghi, nella città più seducente del mondo, New York, con uno studio affacciato su Central Park. Una donna misteriosa dalla bocca disarmante che entra per caso, o forse no, nella sua vita, generando una storia sconvolgente e minando i suoi equilibri. 
    In questo avvincente thriller scritto a quattro mani i lettori hanno la possibilità di soddisfare una grande curiosità, quella cioè di vivere a ruoli invertiti una vicenda di analisi dove a raccontarsi è un terapeuta, che come in un diario intimo, scritto per necessità di sopravvivere in una tempesta senza pari, narra i fatti di una storia eccezionale negli eventi, ma paradossalmente comune sul piano umano ed emotivo. Perché quando la Passione entra nella vita di una persona, prevalendo sulla razionalità e il senso di sé, percorre strade diverse a seconda delle resistenze che incontra, ma riesce sempre a scalfire anche l’imperturbabilità più consolidata e i risultati non sono mai scontati. A fare da cornice alla vicenda privata del dottor Vincent Weismann, decisamente pericolosa per la sua credibilità professionale, gli autori Vittorio Salvati e Paola Cerana costruiscono un intrigo di personaggi, luoghi, racconti, dialoghi serrati, colpi di scena, silenzi  che rende sagacemente omaggio alle migliori storie newyorkesi di Woody Allen e richiama alla mente le suadenti note della Rapsodia in Blu di Gershwin. Ecco il piacere della lettura: sfogliare le pagine di un libro ben costruito, vivere innumerevoli vite e, chiudendo gli occhi, ritrovarsi in un attimo in uno studio sulla Quinta strada, con una grande finestra affacciata su un parco, adagiarsi su un lettino e cominciare a ricordare…

    [... continua]

  • Un professionista della mente brillante e stimato da amici e colleghi, nella città più seducente del mondo, New York, con uno studio affacciato su Central Park. Una donna misteriosa dalla bocca disarmante che entra per caso, o forse no, nella sua vita, generando una storia sconvolgente e minando i suoi equilibri. 
    In questo avvincente thriller scritto a quattro mani i lettori hanno la possibilità di soddisfare una grande curiosità, quella cioè di vivere a ruoli invertiti una vicenda di analisi dove a raccontarsi è un terapeuta, che come in un diario intimo, scritto per necessità di sopravvivere in una tempesta senza pari, narra i fatti di una storia eccezionale negli eventi, ma paradossalmente comune sul piano umano ed emotivo. Perché quando la Passione entra nella vita di una persona, prevalendo sulla razionalità e il senso di sé, percorre strade diverse a seconda delle resistenze che incontra, ma riesce sempre a scalfire anche l’imperturbabilità più consolidata e i risultati non sono mai scontati. A fare da cornice alla vicenda privata del dottor Vincent Weismann, decisamente pericolosa per la sua credibilità professionale, gli autori Vittorio Salvati e Paola Cerana costruiscono un intrigo di personaggi, luoghi, racconti, dialoghi serrati, colpi di scena, silenzi  che rende sagacemente omaggio alle migliori storie newyorkesi di Woody Allen e richiama alla mente le suadenti note della Rapsodia in Blu di Gershwin. Ecco il piacere della lettura: sfogliare le pagine di un libro ben costruito, vivere innumerevoli vite e, chiudendo gli occhi, ritrovarsi in un attimo in uno studio sulla Quinta strada, con una grande finestra affacciata su un parco, adagiarsi su un lettino e cominciare a ricordare…

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  • Horror Rock. Un giorno ho ricevuto questo libro con l'incarico di scrivere una recensione.
    Non conoscevo l'argomento, non sapevo se mi sarebbe piaciuto, non immaginavo cosa avrei potuto scrivere. Il mio approccio all'opera di Vitolo e Lazzati è stato decisamente all'insegna del "non".
    Ho cominciato la lettura e dopo qualche giorno, durante una chiacchierata con un amico, sono finito a parlare di questo libro, e l'ho fatto con una naturalezza che mi ha stupito. Era come se masticassi da sempre la materia, anzi, a pensarci bene ne ho parlato con entusiasmo, poi mi sono fermato e mi sono reso conto di due cose: 1) Parlo così solo quando un libro mi piace; 2) Quelle parole erano la recensione.
    Quindi, prima di mettermi davanti alla tastiera, sono andato a recuperare proprio quell'ispirazione.
    Abbiamo due autori, Eduardo Vitolo e Alessio Lazzati, una prefazione di Alan D. Altieri, una introduzione all'argomento, otto capitoli, una postfazione di Ian Christe, una bibliografia e 479 pagine di passione.
    Sì, perché la passione, la conoscenza, la preparazione trasudano in ogni rigo di questo volume ben confezionato dalle Edizioni Arcana.
    Horror Rock è una rivelazione, è un compendio, è un'enciclopedia su questo genere-non-genere maledettamente musicale e allo stesso tempo letterario, cinematografico e fumettistico.
    Non aspettatevi un saggio inneggiante a Satana perché commettereste un errore, Horror Rock è molto di più: ci prende la mano e ci fa conoscere come è stato originato, come si è sviluppato, quali risvolti ha avuto il culto dell'orrore quando ha incontrato l'arte. E allora si comincia dalle pagine di Lovecraft per arrivare a Poe e addirittura al nostro Foscolo; si passa al cinema per conoscere meglio Bela Lugosi, Carpenter, Rob Zombie; si va al teatro, con il Grand Guignol; si fantastica con Dyland Dog e Sclavi; ci si cala nelle aberrazioni, nella follia spietata di alcuni famigerati serial killer, dal celebre Jack lo squartatore a Charles Manson per citare i più noti. E cos'è che ci accompagna in questo lungo viaggio?
    Una colonna sonora unica, fatta di aneddoti, storie, immagini, curiosità, scoperte, pseudonimi, una colonna sonora di metallo, di album, di testi, soprattutto di band, tante band di tutto il mondo, che hanno avuto il coraggio di sperimentare e inventare musica.
    Black Sabbath, Alice Cooper, Iron Maiden, Metallica, Slayer, Marylin Manson sono solo la punta dell'iceberg, i nomi più noti... ma c'è tanto da conoscere, tantissimo da ascoltare.
    A proposito, in un'epoca così hi-tech non posso rinunciare a un consiglio che darà ancora più significato alla lettura di questo libro: leggetelo accanto al vostro smartphone, con un collegamento a Internet potrete vedere i video o ascoltare i brani che vengono citati nei vari capitoli, in modo da rendere la lettura interattiva e completare al meglio l'esperienza.
    Per concludere: Horror Rock manderà letteralmente in visibilio gli appassionati del genere, che lo adoreranno come un testo sacro. Tutti gli altri, si presume lettori dalla mente aperta e senza preconcetti, avranno molte cose da imparare: per loro leggere sarà come vivere un'avventura da incubo, sarà la scoperta di un mondo, di uno stile di vita che va ben oltre le sette note.
    Auguro a tutti di fare una buona lettura e - mi raccomando - prima di iniziare a sfogliare le pagine scritte da Vitolo e Lazzati, ricordate sempre di stringere il pugno e alzare l'indice e il mignolo... perché è tempo di rock!
    Di Horror Rock.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca