su "Casina"

La Fondazione Teatro Coccia di Novara ha definito l'ultima commedia di Plauto “Versi di-vini, versi da bere”, attribuendo al testo del commediografo un rigo poetico perfetto come una divinità, ma allo stesso tempo conviviale come un vino: un verso che come un grande vino scivola senza che chi lo gusta se ne accorga e regala, durante il consumo, sostanza e allegria.
Casina narra una storia semplice e lineare: Cleustrata si accorge della torbida passione del marito Lisidamo per la figlia adottiva Casina, della quale, però, è seriamente innamorato anche il figlio Eutinico. I due coniugi si serviranno di amici e servi per architettare e smontare i reciproci piani, arrivando comunque al lieto fine e a favore del giovane. 
Come tutte le commedie di Plauto, anche questa rappresenta la traduzione di una commedia greca ed è ricca di grandi peculiarità: è stata completata da un capocomico (dopo la morte di Plauto, avvenuta nel 184 a.C.); Casina non appare mai in scena (anche se tutta la vicenda gira intorno alla sua figura);  il personaggio di Lisidamo, in realtà è un personaggio anonimo, una grande maschera satirica, carica di passione incontrollabile per una donna molto più giovane.

Casina

di Tito Maccio Plauto

Libro "Casina" di Tito Maccio Plauto
  • Casa Editrice
    Garzanti Libri
  • Dettagli
    224 pagine
  • ISBN
    8817166529