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Autore

Roberto Bani

in archivio dal 28 dic 2005

08 giugno 1960, Torino

segni particolari:
N.N.

mi descrivo così:
Potrei dire solo cose belle di me e alla fine scriverei che sono modesto!

07 gennaio 2006

Un lungo viaggio

Intro: Un lungo viaggio che finisce. Metafora vivente di un’attesa - con il cuore in gola – che non ha avuto fortuna. Anita non è mai scesa da quella nave. Il suo amore è ancora lì ad aspettare sul molo, dopo vent’anni. Un tempo troppo lungo per continuare a soffrire. Allora, va via con lei, con Anita.

Il racconto

Una sorta di timore misto a tristezza lo aveva pervaso nei giorni precedenti.
Lauro continuava a dargli consigli e indicazioni, e aveva scritto per lui una piccola agenda piena di indirizzi e nomi da usare in caso di bisogno. Per l'ultima volta Basilio prese da sotto il letto la vecchia scatola di scarpe e la appoggiò sulle gambe. Le lettere era tenute insieme da un fiocco di carta dorata. Decine di lettere, tutte con la stessa calligrafia, tutte con la stessa frase d'inizio: " Adorato amore mio".
Sciogliendo quel fiocco sapeva che avrebbe attraversato ancora una volta tutta una vita.
Lauro guardava in silenzio Basilio, mentre tremante apriva quella busta, aspettando ancora una volta di vedere gli occhi del suo compagno riempirsi di tristezza.
Basilio ormai conosceva a memoria ogni parola, ogni virgola di quell’ultima lettera. Poche righe con il solito inizio, una promessa e una data:
" 17 ottobre 1949
 Adorato amore mio,
tra tre giorni sarò in viaggio per venire finalmente da te. Non faccio altro che pensare al momento nel quale potrò riabbracciarti. Ho già pronto tutto quello che ti devo portare, compreso il mio amore per il quale non esiste valigia cosi grande che possa contenerlo!
Non ti scriverò altro perché voglio dirti tutto guardandoti negli occhi. A presto amore mio, ti amo.
 
Tua per sempre, Anita."
 
Richiuse con i soliti precisi gesti la lettere e ordinatamente ripose la busta nella scatola da scarpe.
Domani si sarebbero salutati forse per l'ultima volta, e presto qualcun'altro avrebbe preso il posto di Basilio.
Il mattino seguente pioveva, ed il vento spingeva le onde sul pontile di attracco. Tutto sembrava come quel giorno di 20 anni prima. E come quel giorno, lui era lì, ad aspettare il traghetto.
Ancora una volta si girò a guardare il faro; abbracciò forte il suo compagno e gli disse: "Questa volta il traghetto è arrivato. Lascio qui il mio cuore ad aspettare Anita." 
Il faro diventava sempre più piccolo, Lauro ormai non era che un puntino che muoveva le braccia. E lì, in mezzo al mare, dove la sua Anita riposava, sciolse il fiocco di carta dorata e lasciò portare via dal vento tutte le lettere e tutte le lacrime.
Alcuni giorni più tardi, Lauro fu chiamato  a terra, per riconoscere nel corpo dell'uomo caduto dal traghetto, il suo compagno Basilio.
Un lungo viaggio era finito.

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