username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 20 feb 2002

Samuel Taylor Coleridge

21 settembre 1772, Ottery St. Mary - Inghilterra
25 luglio 1834, Highgate - Inghilterra
Segni particolari: Ho tentato, fallendo, con un amico, di fondare una società utopica in Pennsylvania.
Mi descrivo così: Un romantico doc! Ho sempre dato alla mia immaginazione artistica un ruolo di mediazione tra culture moderne profondamente diverse tra loro.

elementi per pagina
elementi per pagina
  • 29 febbraio 2012 alle ore 15:52
    Qualcosa di infantile, ma naturale

    Se avessi solo due piccole ali
    E fossi un piccolo uccello piumato,
    da te volerei, mia cara!
    Ma pensieri come questi sono cose vuote,
    ed io rimango qui.
    Ma nel mio sonno da te volo:
    sono sempre con te nel mio sonno!
    Il mondo è tutto proprio.
    Ma poi ci si sveglia, e dove sono?
    Tutto, tutto solo.
    Il sonno non rimane, nonostante le offerte di un monarca :
    allora amo risvegliare qui il rompere del giorno:
    perché nonostante il mio sonno sia andato,
    eppure mentre è buio, si chiudono i coperchi
    e si continua a sognare.

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 15:51
    Charles

    Il mio cuore lento era solo triste, quando per la prima volta
    Scrutai quel viso di debole infanzia;
    Perché debolmente sul mio spirito pensieroso esplose
    Tutto ciò che ero stato, e ciò che il mio bambino potrebbe essere!
    Ma quando lo vidi sul braccio di sua madre,
    E pendere al suo petto ( lei tutto il tempo
    Era china sui suoi lineamenti con un sorriso piangente)
    Poi fui entusiasta e intenerito, e più calore
    Riempì il bacio di un padre: e tutto incantato
    Dalla oscura memoria e dalla paura ricca di presagi,
    Sembravo vedere apparire la forma di un angelo-
    Era persino la tua, amata donna mite!
    Così per amore della madre il bimbo era caro
    E più cara era la madre per il bambino.

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 15:50
    Cos'è la vita

    Somiglia la vita a ciò che un tempo era ritenuto di luce,
    Troppo ampio in se stesso per la vista umana?
    Un assoluto stesso- un elemento infondato-
    Tutto quello che vediamo, tutti i colori di tutta l’ombra
    Fatto dallo sconfinare dell’oscurità?-
    La vera vita non è diretta dalla coscienza?
    E tutti i pensieri, le pene, le gioie del respiro mortale,
    un abbraccio di guerra di vita e morte in lotta?

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 15:49
    Alla natura

    Può essere in effetti fantasia, quando io
    Cerco di estrarre da tutte le cose create
    La gioia interiore, profonda, sincera, che aggrappa attentamente;
    E seguo nelle foglie e nei fiori che attorno a me giacciono
    Lezioni di amore e onesta pietà.
    Allora lascia che sia; e se l’ampio mondo ruota
    Nel simulato di questo credo, esso non porta
    Né paura, né dolore, né vana perplessità.
    Allora costruirò il mio altare nei campi,
    Ed il cielo blu sarà il mio duomo preoccupato,
    E la dolce fragranza che il selvaggio fiore produce
    Sarà l’incenso che io produrrò a te,
    Te unico Dio! E tu non disprezzerai
    neppure me, il sacerdote di questo povero sacrificio.

     
  • 29 febbraio 2012 alle ore 15:48
    Addio all'amore

    Addio, dolce Amore! Ma non biasimare la mia verità;
    Mai occhio materno vide il proprio bambino più affettuosamente di
    Quanto io la tua forma; tue erano le mie speranze di gioventù,
    E quando tu plasmavi i miei pensieri io sospiravo o sorridevo.
    Mentre i più corteggiavano la ricchezza, o deviavano allegramente
    Nei covi segreti del piacere, ed alcuni in disparte
    Rimanevano forti nell’orgoglio, impacciati del merito,
    A te io davo il mio intero debole cuore speranzoso.
    E quando incontrai la ragazza che realizzò
    Le tue giuste creazioni, e aveva ottenuto la sua gentilezza,
    Dici, ma per lei se dovessi sulla terra io stimai!
    I tuoi sogni solo feci, e presi la tua cecità.
    O dolore! – ma addio, Amore! Andrò a rappresentarmi
    Con pensieri che mi piacciono meno, e meno mi tradiscono.

     
  • Lieve la brezza, bianca la spuma volava,
    Mentre la scia ci seguiva:
    Per primi noi irrompevamo
    In quel mare silenzioso.
    Cadde la brezza e caddero le vele;
    Fu triste quanto più non si può dire;
    Parlavamo solo per levare
    Il silenzio dal mare.
    Tutto in un torrido cielo di rame
    Un sole di sangue a mezzogiorno
    Si ergeva a picco sull'albero maestro
    Non più grande della luna.
    Giorno dopo giorno, giorno dopo giorno,
    Restammo senza un soffio di vento, un movimento;
    Fermi, come nave dipinta
    In un oceano dipinto.