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Il fatto che non esistano limiti alla distruttività di quest'arma rende la sua stessa esistenza e la conoscenza della sua costruzione un pericolo per l'umanità intera. È necessariamente una cosa malvagia sotto ogni punto di vista.

La mia opinione all'epoca era che si dovesse mettere fuori legge la superbomba prima che fosse nata. Pensavo più o meno che sarebbe stato più facile mettere fuori legge, attraverso un qualche accordo internazionale, qualcosa che non esisteva.

La bomba atomica era una necessità organica. Se sei uno scienziato non puoi fermare queste cose.

Quando vedi qualcosa che è tecnicamente valido, vai avanti e lo fai e discuti su cosa farne solo dopo che hai avuto il tuo successo tecnico. Questo è quanto è capitato con la bomba atomica.

Sapevamo che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Alcuni risero, altri piansero, i più rimasero in silenzio. Mi ricordai del verso delle scritture Indù, il Baghavad-Gita. Vishnu tenta di convincere il Principe che dovrebbe compiere il suo(…)

Abbiamo fatto una cosa, l'arma più terribile, che ha alterato bruscamente e profondamente la natura del mondo. E nel farlo abbiamo sollevato ancora una volta la questione se la scienza sia un bene per l'uomo.

Ereditammo una guerra legittima solo in quanto l'avevamo accettata e combattuta come nostra.

Niente di nuovo sul fronte occidentale. Quel “niente” era la morte di soldati e civili.

A volte mi chiedo se non sarebbe possibile cancellare la guerra e la violenza semplicemente insegnando agli uomini a riflettere.

Le guerre nel Tibet possono essere paragonate a una partita a scacchi. Se il re viene eliminato, la partita è vinta.