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Studiare scrittura creativa a livello accademico mi ha fatto rendere conto delle capacità e del lavoro da artigiani che ci sono dietro la scrittura dei libri meglio riusciti.

Annoiandosi del mondo, si ha la possibilità di creare un proprio mondo, e questa è la massima priorità per scrivere un racconto, un film o fare una canzone, o un quadro.

Io sono uno sceneggiatore che tende a scrivere più di quanto serva. Quando scrivo per i film mi trattengo, mentre quando scrivo una serie devo sforzarmi di aggiungere. Nel primo caso, invece, devo sforzarmi di tagliare.

Durante la scrittura diciamo che ho le emozioni compromesse. Se non fossi me mi esilierei in un posto lontano.

Ritengo che oggi la poesia sia in disarmo, che la stragrande maggioranza di coloro che sono qualificati come poeti siano scrittori in versi che non sono più nemmeno versi.

Ogni buon giornalista ha un romanzo dentro di sé, che poi è un posto eccellente per lo stesso.

Per scrivere c’è bisogno di autocoscienza e tranquillità. Devi solo sederti alla scrivania e scrivere.

Il mondo editoriale non dà tutta questa celebrità. Potrei vincere il Nobel, e i miei vicini non verrebbero a saperlo.