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Autore

Teresa Simeone

in archivio dal 23 ago 2017

10 ottobre 1962, Formia - Italia

23 agosto 2017 alle ore 12:33

Contrada Arcella

di Teresa Simeone

editore: deComporre Edizioni

pagine: 160

prezzo: 10.00 €

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Chi, in una qualsiasi famiglia del centro-sud tirrenico, non ha qualcuno in grado di raccontare, con straordinaria lucidità, i giorni dell’occupazione?

Ascoltare questi racconti non è mai semplice, e per due motivi: il primo, perché rievocano storie che nella migliore delle ipotesi vorremmo non conoscere; e il secondo perché ascoltarle fino in fondo, ossia riuscire a interpretarle attraverso il filtro della nostra “modernità” e riuscendo a scorgere tutta la straordinaria gamma di vicissitudini che si celano in queste storie, e addirittura a farle rivivere attraverso la propria penna, richiede una sensibilità senz’altro fuori dal comune. E Teresa Simeone questa sensibilità non solo la possiede ma è riuscita, attraverso una prosa leggera ma impeccabile, a raccontare con dovizia di particolari e senza lasciare nulla al caso la “comunissima” e proprio per questo straordinaria storia di Nietta, una giovane donna coraggiosa che all’improvviso si troverà catapultata nell’orrore e nella miseria della guerra.

Nietta affronterà con grande coraggio le sfide che le si porranno davanti, e che dalla nativa Gaeta la porteranno, insieme alla famiglia, a fuggire sul monte Ottaiano e da lì verso le montagne di Itri, in fuga dai bombardamenti e dalle rappresaglie ma in fuga, anche, dalla sua giovinezza, per sempre perduta in quell’ultimo abbraccio a un amore destinato a svanire come l’innocenza...

La ragazza diverrà donna senza però rinnegare i propri sogni ma inseguendoli con caparbietà e coraggio, anche contro ogni logica e speranza. Con le sue sole forze, Nietta troverà la via verso quella casa demolita ma mai distrutta: se stessa. E le fondamenta saranno robuste e destinate a dare i frutti...

Una storia di guerra ma anche una storia di coraggio, Contrada Arcella si colloca nella tradizione di racconti di guerra di Gaeta e del suo Golfo, quale “Il carrubo di Ottaiano” dello scomparso ma non dimenticato Antonio Riciniello.

recensione di Jason Ray Forbus

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