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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

13 febbraio 2014 alle ore 21:56

il letto tondo

Uscire da un tempo in cui tutto è già previsto

prendere un'auto qualsiasi

riempirla di carburante e avviarsi senza un luogo scelto ma sentito.

Si capisce di essere arrivati quando ci si ferma.

E la notte nelle ore tutte uguali

seguire la Luna che verso sinistra mi guida

con la pace nel suo volto,

per un po' regalarle la mia mente e far decidere lei,

sentirsi cosi svuotato ma libero senza freni

di giungere forse in un posto, proprio quel posto li,

dove se chiudo gli occhi desidero essere e mi ci vedo.

Il mondo ingabbiato sprigionerà un tale calore

che milioni e milioni di gradi scioglieranno tutte le sbarre,

non ci sarà piu spazio per dogane e confini metallici,

la mia auto sarà libera di andare e fermarsi

dove sentiro'd'essere arrivato,

farmi scendere e venire li,

su quel pianeta sconosciuto,

addormentarmi sulla sua Luna bianca

la cui luce mi aveva guidato.

 

Arriverà cosi per noi l'alba del grande Sole,

come se per la prima volta ci fossimo conosciuti.

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