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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

13 febbraio 2014 alle ore 22:05

L'Orango , la principessa e la serpe

Fantiano d'amore,

tra le pietre, nera,

una lunga serpe

l'abbiamo vista sgusciare,

da un albero d'ulivo

strisciava veloce,

nera paura,

ma il mio Orango si'forte

mi ha presa in braccio,

l'una sull 'altro sembravamo un gigante:

la povera serpe ,all'enorme visione,

è divenuta sinuosa come una S,

ha avuto paura

si è ridotta a nulla

e sibilando sue scuse

vile è fuggita.

Piccola serpe vestita di nero

sputi veleno da gengive gonfie,

entri nei sogni

mordi le gambe

entri in mente e infondi paura.

Povera serpe, ancora non sai,

quanto  misera sei

sottil men di un dito.

Vuoi aggredire?

Io ti prendo la testa,

davanti al mio volto

 sembri un lombrico,

ti lanci a mordermi

e io ti stringo il collo,

come una matta rido superba

e ti grido in faccia senza pieta':

"Vai via serpe puttana ,

non servi a nulla,

volevi aggredirmi

ma ti stacco la testa,

sei molle sei brutta

sei piccola e derisa.

Ti stringo,ti strappo

ti schizzo il veleno.

Ti sputo in gola

un unguento prezioso,

del mio amato Orango

tutto ho ingoiato,

dopo l'amore l'ho conservato,

il suo forte seme

piu' forte di te

mille serpenti ha dovuto schiacciare

te lo sputo adosso

e ne morirai.

Il mio amato scimmione,

pieno di luce,

la forza piu' grande

lui me l'ha data,

di prendere serpi

nere e sinuose

e gridargli in faccia

che chi comanda sono io.

Ti faccio paura mia nera paura

corri lontana

piccola serpe,

ne rido felice

in braccio al mio Orango,

poichè siamo vivi

poichè siamo amore;

 faccio paura alla paura,

poichè non esiste

io sono piu' forte,

era solo un'immagine

nella mia testa scura,

incenerire  terrori

impaurire le serpi,

farne un fiocchetto

per pacchi regalo,

lurida serpe

adesso vai via.

Ti ho fatto paura

non sei piu paura.

Il  mio Orango di luce

mi ha ridato la cura

liberare la mente

renderla pura,

ridere urlando

ad ogni sospetto

"Lurida serpe non sei che un laccetto" 

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