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Autore

Valerio Tambone

in archivio dal 13 feb 2014

16 dicembre 1977, Grottaglie (TA)

mi descrivo così:
contadino dell'arte

13 febbraio 2014 alle ore 22:13

Senza capire mai quel cane

Una serpe di dolcezza

mi ha morso sulla faccia

non sapevo quanto veleno

il suo sguardo nascondesse

quanto puttana la sua mano

quanto madre di ogni sfacelo

 

da una strada mi prendesti 

quanti morsi ho dato io

senza il veleno che tu avevi

poichè mordendoti da cane

poi ti ho leccato come un figlio

mai da te mi sono diviso

il tuo veleno era assassino

con la bava di chi lo inietta

senza pensare poi alla putredine

che mi mangiava

eppur sognagli io ho sentito

cobra acerrimo di vendetta

senza capire mai quel cane

che latrava di dolore

 tra una serpe ed un cane

c'è una sola differenza

il cane morde senza odiare

lei morde per avere

il cane affoga morso subito

per quella serpe senza alcun rimorso

 

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