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Autore

Vincenzo Morgioni

in archivio dal 24 ott 2006

12 luglio 1988, Taranto

segni particolari:
Alto, bello, maledetto dalla più antica delle maledizioni: l'Amore

mi descrivo così:
Foscolo dell'era moderna, malinconico, bello e dannato. Amo cantare dell'uomo e delle sue passioni che lo spingono ad essere se stesso fuggendo dalla grigia normalità

13 novembre 2006

Infanzia

Intro: Un piccolo racconto che ci insegna come tutti noi dovremmo ricordare la nostra infanzia. Ricordare quando eravamo piccoli non vuol dire non voler diventare maturi, ma ci aiuta ad affrontare la vita in modo diverso. Tutti noi in fondo abbiamo un’anima di bambini ed è questo che ci salva: il saper e voler ancora sognare un mondo migliore.

Il racconto

Ciò che mi consola è che anche le persone che paiono essere così diverse da me, anche quelle prima o poi almeno una volta nella loro vita sono state bambini, innocenti, la cui unica realtà percepibile agli ancora inesperti sensi era quella della fantasia.

Un mondo perfetto, quasi idilliaco, dove i buoni riuscivano sempre a trionfare contro i malvagi e dove ognuno di noi poteva attraversare terre lontane, mari in tempesta, giungle selvagge, rimanendo sempre e solo nella propria cameretta. Poi un brutto giorno successe che quelli che erano i nostri aitanti eroi incominciarono a invecchiare, ad infiacchirsi; il peso dell’età incominciava a farsi sentire. Tu, anche tu piccolo o piccola eroe o eroina, proprio tu che mi guidasti e mi difendesti da leoni feroci, eserciti agguerriti, e nemici mastodontici, dici di esser stanco?

Ti capisco.


Il tempo passa per tutti sai?


Anche per te…ma purtroppo anche per me…


Riposa ora.


Ti lascio sul tuo scaffale,si si, proprio li, dove troneggi rispetto a tutti gli altri giochi…


Sei l’eroe che più volte ha salvato il mondo…nessuno ti potrà mai sconfiggere!!!!


Mi dispiace…


Ora giaci là sperando di finire quelle mille avventure che sono rimaste sospese nella testa di un bambino…


Ma io


Io


Io o non sono più un bambino…


Sono cresciuto sai?


Ora ho la macchina, il sabato esco con le ragazze, vado alle feste , e la domenica allo stadio.


Eh vecchio mio sei passato…è finito il tempo dei giocattoli!


Sicuro?


Eppure cosa ti succede quando riguardi quel vecchio e ormai logoro giocattolo?


Perché ti soffermi? Tu sei grande… che cosa fai?


Non sei il ragazzo duro che oramai guarda in faccia la realtà e sa di poter affrontare il mondo assoggettando tutti e tutto?


Se è così… cos’è questa debolezza che ti prende?


Lo so, hai capito.


Lo prendi.


Lo guardi un attimo così, in misto di rabbia e tristezza, vorresti buttarlo via, pum!!!!


Cancellare il tuo passato, si, perché no?


Ora prendo e lo butto si, si , io sono grande oramai, io sono forte…


Ma poi ripensi…


Già ripensi…


Lui è il tuo più vecchio amico, quello che non ti ha tradito mai, e che ovviamente ha sempre acconsentito alle tue richieste.


Finalmente hai capito.


Lo guardi e cedi.


Lo stringi al petto, gli chiedi scusa, perdono, quasi avessi ucciso una persona…


Amico mio, tu mi sei sempre stato affianco e io…perdonami ti prego…


Ma lui non parla…


Non può più parlare…


Eppure tu vorresti che tornasse a parlare, vorresti tornare a combattere al suo fianco contro miliardi di uomini assetati di sangue e vendetta perché lui è l’eroe più forte, lui è invincibile…


Lui ti ha salvato…


Ha avuto la sua ultima avventura insieme a te…


L’avventura della vita.


A tutti coloro che pensano già di essere uomini e di essere duri e forti, dedico questo mio racconto, perché capiscano che alle volte nella vita non basta dire o provare di esser maturi e cresciuti.


A volte il ricordarci chi siamo e come siamo diventati quello che siamo ci aiuta molto di più di cercare di essere ciò che non si è.


A tutti coloro che come me amano sognare di un mondo migliore.


Dedico la mia infanzia.

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