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in archivio dal 28 mag 2007

Ale Tux

23 maggio 1986, Vibo Valentia
Segni particolari: "Se sono al buio e non posso trovare la strada, mi fermo. Aspetto che arrivi l'alba, arriverà di certo, e poi vado, sicura e veloce". Proverbio africano
Mi descrivo così: Oggi sono una famiglia: io, i miei pensieri, le mie emozioni. Oggi sono una voce che comincia a sentirsi, e ha dietro un anno di voci che erano solo coscienza.

elementi per pagina
  • 26 marzo 2008
    Parole impertinenti

    Queste parole sono personaggi di un sogno,
    non sono reali,
    non esistono.
    Non possono essere pensate,
    solo lette,
    dalla mia testa alla tua,
    dal mio stomaco alle tue orecchie.
    Queste parole per dirti che il mio pensarti somiglia al cielo:
    che ci sia il sole o il disco bianco della luna,
    il cielo è sempre lo stesso,
    sempre sorprendente,
    anche se vestito di colori diversi.
    'Notte mio infinito pensiero...
    strappa queste parole,
    alcuni sogni rimangono ugualmente addosso,
    al risveglio.

     
  • 28 maggio 2007
    Densità

    Probabilmente amare è provare la sensazione più densa del mondo.


    Densità che dilaga in tutti i fori dell'essere sensibile, finché una vicinanza provoca l'inondazione più grande, che spezza il respiro, fa tacere il suono della voce, fa sfumare ogni pensiero.


    E si rimane nella pietrificazione di un corpo incapace anche di tremare, davanti alla grandezza di un sentimento che si sminuisce anche solo pensando di poterlo rinchiudere in suoni di parole.


    E si rimane nel più egoistico e inconsapevola silenzio, a godere di un momemnto troppo raro, sperando che il denso diluisca nella forza di una lacrima, altruistica spiegazione di un amore che non si riesce nemmeno a chiamare.

     
  • 28 maggio 2007
    La finestra

    Diventa voglia incontrollabile


    quella di uscire, per agire e non vedere, da una finestra che si apre, un mondo fuori che le finestre le chiude..


    troppo preoccupato a costruire alte mura per il recinto, senza avere problemi nell'entrare in stanze vuote che raccontano pareti bianche.


    Gli occhi dietro le finestre raccontano di terre e di sassi, di guerre e di passi,  di torri che cadono e vite che si spengono, di aerei che volano e di case che crollano, di bambini che sorridono e di mamme che non possono vederlo.


    Gli occhi scrutano, giudicano, si commuovono, ma da dietro la finestra non si muovono... il giardino è intatto, il letto è fatto, la tv è accesa...


    il mondo.. . bè... il mondo è fuori... quello è un'altra storia... Vera!...


    Fa troppa paura uscire...


    Mi raccomando, chiudi la finestra, potrebbe entrare l'aria.

     
  • 28 maggio 2007
    Io ci credo

    Voglio finalmente credere che continuerò a crederci sempre:


    in ciò che faccio


    in ciò che dico e penso


    in ciò che vivo


    in ogni mondo che reputo possibile.


    Crederci anche se la realtà mi minaccia a non farlo, perché la realtà è una ma non è assoluta, perché c'è ma può essere cambiata.


    Crederci con rabbia, con voce, anima e cuore; crederci con calma e tristezza, crederci, crederci, crederci...


    perché non credo in una vita di impotenza nei confronti di un presente dove tutto è più alto di me, incomprensibile per il mio modesto pensiero, che nella modestia ha la forza più grande e nel crederci la spinta più forte.


    Il lavoro paga sempre. Io ci creco