username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 21 dic 2005

Claudio Pagelli

01 settembre 1975, Como
Segni particolari: Una specie di cielo...
Mi descrivo così: Nato a Como il primo settembre 1975. Autore delle raccolte poetiche "L'incerta specie" (2005,Lietocolle), "Le visioni del trifoglio" (2007,Manni), "Papez" (2011, Arcolaio) e "La vocazione della balena" (2015, Arcolaio).Laureato in Legge, è Presidente dell' Associazione Artistico Culturale Helianto.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 12 febbraio 2016 alle ore 15:53
    Quartina n. 7

    se ne sta sempre in disparte a fumare
    dicono che abbia ucciso suo padre
    aprendogli il cuore a coltellate - 
    cosa non si fa, dico io, per amore...

    (da "La vocazione della balena", 2015, Arcolaio Editore)

     
  • 12 febbraio 2016 alle ore 15:51
    Dublino

    neanche lo ricordo il suo nome
    una specie di lunghissima vocale
    con qualche respiro nel mezzo - 
    gli occhi invece, azzurri e tesi
    come i cieli della sua parola
    e i capelli che nemmeno la seta...
    le mille birre ingollate nel vento,
    in bocca l'esordio dei migliori poemi
    la sua lingua leggera allacciata alle stelle

    (da "Papez", 2011, Arcolaio Editore)

     
  • 02 settembre 2008
    Prima

    Riconducimi nella bocca di ghiaccio
    nell'era buia, prima del balzo umano,
    prima della croce e della carne -
    voglio latte nelle vene, e pane
    da masticare in silenzio
    nella tenda di spighe e di melograno.

     
  • 18 agosto 2006
    Il sale della visione

    Cosa fare
    di questo cielo debole,
    dell'istrice senza nome
    che punge il centro del cuore?
    la risacca è muta, il mare
    rimpicciolito a punto.
    la barca non affonda
    e le crepe nei legni
    chiedono colpi di luce,
    voghiamo come pazzi, amici,
    con remi d'ossa, con mani ansiose
    d'acqua e di Libeccio,
    il sale della visione
    sempre sulla lingua...

     

    da " Le visioni del trifoglio ", Manni, 2007

     
  • 16 maggio 2006
    Nel mare

    Ogni minuto
    è ostrica segreta,
    la casa nera
    ospita la perla
    o acqua prigioniera...
    chi conosce il mare
    accetta l’alea,
    asciuga il sangue col sale –
    la pesca è fitta e crudele
    ma il buio è magro
    se il cuore fa luce
    e guida l’apnea.


     


    da " Le visioni del trifoglio ", Manni, 2005 ( versione originale )

     
  • 26 aprile 2006
    Gli eredi

    Lo dicono i manifesti
    dopo le elezioni -
    le crepe sulla faccia
    di Prodi e Berlusconi
    lasciano
    un fitto parolame
    a farci da cerume.
    Nulla accade fra quei Signori
    dai mille occhi, la guerra
    di carta è solo simulata.
    Noi siamo le buone bestie da soma
    utili per il solco,
    per il sangue alla bisogna...
    nessuna eredità è prevista:
    il vuoto comanda più di cento promesse
    e dopo i grandi fuochi
    ora è tempo della gogna, e le teste
    hanno gli occhi di sempre: i tuoi, i miei...

     
  • 03 febbraio 2006
    La formica bianca

    Chi conosce la verità?

    tra le labbra dell'erba azzurra

    corre la bianca formica Diogene -

    il sangue che ci scorre sotto

    è giusto o corrotto?

    e quanto costa un grammo di pensiero

    che sia schianto di luce e respiro?

    anche il verso è esercizio di vanità

    e il poeta

    un'aragosta nella gola della nassa.

     

    Da "L'incerta specie", 2005, ed. Lietocolle

     
  • 21 dicembre 2005
    Lo stratega

    Chiudi il tuo cuore
    in una teca infrangibile, spargi le spine
    per il prato, metti spire di filo spinato
    tutt'intorno alla teca di vetro.
    Il tuo cuore è la reliquia che importa,
    temi la chimera che ti chiede il segreto,
    davvero la fretta è folle consigliera -
    le unghie si conservano alla calata degli Unni.

     
  • 21 dicembre 2005
    Cicatrici dell'anima

    Come varcare il tuo volto, il tuo canto infinito?
    Arrivi dall’ombra del precipizio
    Riportandomi a nuova vita, cento o
    Mille metri di caduta nel vuoto
    E poi il crollo del mio corpo al suolo.
    Non ero che polvere, sangue di cardi e papaveri,
    Ma tu venisti dall’ombra
    Con un grido di luce negli occhi
    E un brivido di stelle in bocca...
    Ora salverai ancora
    Questa anima fragile che trema
    Ad ogni inatteso inciampo?
    Nei botri di più profondo silenzio
    Dove l’acqua sazia cicatrici
    Attendo il tuo passo, l’infinito cammino
    Del tuo mistero invitto.

     

    da " L'incerta specie ", ed. LietoColle, 2005

     
  • 21 dicembre 2005
    Il naufrago

    crepe, si ferisce di luce lo spazio
    innumerabile senza
    nome, senza un dio di sale o di
    zucchero d’adorare, da bestemmiare
    in silenzio, feroce come
    Amore quando ti chiama gli occhi,
    lontano.

     

    da " Le visioni del trifoglio ", Manni, 2007

    ( versione originale )

     
elementi per pagina