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Poesie di Elia Torpiman

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  • 19 febbraio 2013 alle ore 8:33
    Senza capire

    Non di rado mi hanno umiliato
    mi giova una fede ma senza peccato.
    Con poco di ambìto mi rado distratto da ansie permeato.
    Assopito
    vivevo una vita che non conoscevo
    e senza capire
    intuivo dolore.

  • 12 febbraio 2013 alle ore 22:13
    Gratta e vinci

    Sono esposto in bella mostra
    lì sul banco del barista
    son ricchezza concentrata
    son fortuna garantita
    se lo voglio io ti cambio
    tutto quello che non va.
    Al momento che mi acquisti
    ti pregusti la vittoria
    gratti assorto, lentamente
    son secondi di paura.
    Poi mi butti
    e senza averne l'intenzione
    fai canestro nel cestino 
    sotto quel televisore.

    Gratta e vinci, gratta e spera
    ai Parioli o a Centocelle
    in un cinema da solo
    o con lei sotto le stelle.

  • 08 febbraio 2013 alle ore 0:13
    Il vino più dolce

    Il vino più dolce, il più amaro che c'è
    è quello pregiato, pigiato da me.
    Posseggo barili di pianto invecchiato
    accetto condanne pur senza reato.

    Conati di vomito sento salire
    ma stando più attento mi vedo volare
    e pazzo barbone rifiuto un cartone
    rifuggo l'idea, rifuggo l'azione.
    Però non cedo quel cielo trovato.

  • 07 febbraio 2013 alle ore 13:50
    Non esisti

    Sei un pensiero, non esisti
    sei un'intrigo di parole
    sei la pioggia
    sei la notte
    sei quel figlio senza amore
    poi la voglia, poi il sudore
    la speranza se c'è il sole.

  • 05 febbraio 2013 alle ore 17:50
    Il verbale

    Io mi inebrio per amore
    mi sconvolgo d'amarezza
    il divano che mi chiama
    lascia intendere l'ebbrezza

    Forse e meglio non pensarti
    forse e meglio che ora dorma
    e disteso sul sofà
    ci discuto ancora un po'

    Proprio mentre lo convinco
    che tu torni, e io lo so
    il citofono mi suona
    la conferma è questa qua
    corro
    il cuore sta scoppiando
    ma una sedia dispettosa
    mi impedisce di arrivare
    è gelosa poverina

    Si mi pento
    sono nuovo

    L'ascensore sale lento
    lento come il tuo perdono

    Non dir niente
    che ora apro
    non parlare amore mio

    Ma una voce indifferente
    mi riporta alla realtà

    C'è un verbale da firmare
    sono un pubblico ufficiale
    son venuto a pignorare.

  • 05 febbraio 2013 alle ore 1:49
    Quarant'anni

    Quaranta candele da spegnere in coro

    quaranta rimpianti che annaffio da solo

    quaranta le notti di Asie lontane

    quaranta ladroni d'amore sincero

    quaranta coltelli lanciati nel cielo

    quaranta suture per continuare

    quaranta le vite

    o almeno mi pare.

  • 05 febbraio 2013 alle ore 1:39
    Notte d'estate

    Dal mare mosso delle mie tentazioni
    sull'ultima spiaggia dei tuoi tabù
    insabbiando moleste paure
    erigevo celate virtù.
    Quella notte di stelle confuse
    sulla riva ne caddero mille
    e da ognuna si accese un falò
    e c'amammo tra onde e faville.