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Autore

Gian Mario Occhioni

in archivio dal 14 mag 2007

01 febbraio 1954, Cagliari

31 marzo 2009

Avidi silenzi

Avidi silenzi
Che tutto celano e dicono.
Sotto questo cielo terso
il gracidare delle  rane…
inni nuziali, promesse di felicità,
consumate in una notte.

In fondo, un tonfo sordo nell'acqua cheta
crea cerchi liquidi,
che come presagi  scorrono
verso il nulla,
ora forme indistinte,
chissà di umana sofferenza

Il maestrale sommesso
bramisce sordi aliti da  ovest.

Piccola bruma si poggia
su fili d'erba assonnati.

E ancora…

Bagliori di fuoco ,lame di luce
lontano a bruciare distratta
macchia impertinente...

Sotto un mirto
si affanna il cinghiale
libero dalla luce,
sordido intrigante notturno...

Echi di canto,
metriche scordate,
E ancora canta un' usignolo
il suo sfrontato amore...

L'ultima luce si spegne
scura è la casa,
mentre  frammenti intessuti  di lino avvolgono
il tuo sonno,
il tuo dolce vagare notturno.

Avidi silenzi
celano, complice la notte,

il primo fiore di questa nuova primavera.

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