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in archivio dal 02 dic 2005

Giovanna Nigris

16 luglio 1950, Auronzo Di Cadore
Segni particolari: Dopo anni di sofferenze chiuse dentro di me sono riuscita ad esprimermi tramite la poesia. Ho pubblicato un libro con Aletti Editore http://www.mobbing-sisu.com/libro_poesie.html  ove sono raccolte alcune mie poesie. Le altre sono tutte in internet soprattutto nel sito http://www.mobbing-sisu.com
Mi descrivo così: Sono sensibile, adoro la poesia, la saggistica, la filosofia, la psicologia, l'arte in genere.
Mi trovi anche su:

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  • 16 gennaio 2012 alle ore 21:28
    Salice

    Salice, con le tue fronde
    leggere e delicate
    sfiori la mia anima!
    Gli aliti di vento
    che attraversano
    le tue chiome
    mi scuotono.
    Sei così fragile nelle
    tue braccia che si piegano
    sotto il peso del fogliame,
    ma così robusto nel tuo tronco
    che possiede radici ben piantate
    nella terra viva.
    Mi fai capire che la sensibilità
    consta di leggerezza,
    e semplicità d’animo
    privo di strutture,
    più del dovuto complicate.
    La delicatezza a prima vista
    ci rende fragili
    al contrario diventiamo vigorosi
    nelle nostre radici.
    Salice, all’apparenza sei fragile
    ed indifeso dalle sferzate
    del vento che
    ti scuote in continuazione,
    ma l’elasticità dei tuoi rami
    e la durezza del tuo tronco
    ti fanno regnare sicuro
    nel tuo paradiso.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 21:27
    Paura d'amarti

    Quanta paura ho avuto
    d’amarti, per quanto tempo
    ho cercato di sfuggire
    senza motivo, solo per il
    timore di perderti,
    solo per sottrarmi
    a questo profondo mare,
    a questo sentimento
    così forte
    da scuotermi l’anima,
    da fare vibrare
    il mio cuore
    così intensamente
    da sentirmi
    veramente libera
    e viva
    come non mai
    solo vicino a te,
    solo prigioniera
    del mio desiderio
    di vederti
    accanto a me sempre.
    Ora dico si “ti amo”,
    conscia e ignara del futuro
    ma certa che se Dio vorrà
    cammineremo uniti per sempre;
    oltre ogni tempo o spazio,
    come se tu fossi io
    ed io fossi te.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 21:25
    Avari Sogni

    Nel cielo grigio
    scrivo i mei pensieri,
    sanno d'avari sogni,
    mai avverati
    e di ricerca
    di un avvenire
    meno incerto.

    Guardo lassù
    quello spiraglio
    d'azzurro che
    porta all'infinito.
    Mi arrendo alla vita,
    ma non perdo la
    speranza
    di un sole luminoso
    che scaldi
    le giornate inquiete
    e solitarie.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 21:22
    Delusione

    Mi attardo scrutando
    in un confuso
    volgermi alla poesia.
    L’ anima ferita,
    l’occhio attento,
    bramo trovarmi
    come un tempo
    fortificata dalla
    introspezione.
    Tutto ora appare
    lontano e spento,
    forse vuoto.
    Si è accesa una nuova
    vita sì, ma dove scovare
    quel brillare di occhi,
    quel dolce tendere
    verso l’Infinito?
    Sembra che il tempo
    abbia fermato anche
    quello e abbia negato persino
    l’aspirazione all’Assoluto.

     
  • 30 novembre 2006
    La mia vita

    Accucciata in un angolo
    ascolto la voce della vita
    al disfarsi della sera.
    Sono un'anima fragile, scarnata,
    che si accende
    ad ogni bagliore di stella.
    Delusa e sconfitta
    mi accascio a volte
    senza più sogni.
    Riaccendo poi luci sconfinate
    di un cielo pieno di astri
    e vivo ogni giorno
    sempre
    come fosse l'ultimo
    nel mio dolore assetato
    di speranze.

     

     

     

     


    ottobre 2006

     
  • 30 novembre 2006
    Le parole del silenzio

    Assorbita da un silenzio
    senza fine
    al calare del sole
    dietro le maestose cime
    della mia terra
    ascolto le parole del vento.
    Mi sussurrano dolci frasi,
    mi accarezzano con sicurezza,
    raccontano di tempi lontani,
    di vite passate, di fiori sfioriti.
    Parlano del canto delle allodole
    e dello stridio urtante delle cavallette.
    Fruscii di ruscelli,
    cascate tortuose
    rombano nel vasto cielo.
    Voci che portano all'eterno
    fluire del tempo,
    dove sfuma lo spazio,
    trascinano con sé dolori e pensieri
    unendoli al tutto.
    La voce del silenzio
    ha un suono di vita,
    di infinito, di eterno.
    Rimango stordita e felice
    con una gioia senza fine.

     
  • 30 novembre 2006
    E se fossimo nuvole

    E se fossimo nuvole
    volteggeremmo
    nel cielo azzurro
    e andremmo ovunque.
    Spieremmo la vita
    sulla terra,
    sorridendo nella gioia,
    rabbuiandoci nei tristi giorni.
    Osserveremmo ogni
    piccolo fiore
    bagneremmo i prati
    con le nostre lacrime
    e ci tingeremmo di rosa
    per catturare sorrisi.
    E se fossimo nuvole
    saremmo libere nel cielo,
    ci sposteremmo
    nell'infinito mutare
    delle stagioni.
    E se fossimo nuvole
    il nostro cuore
    si scioglierebbe
    con gli ardenti
    raggi di sole.

     
  • 30 novembre 2006
    Sole dell'Est

    Sole dell'Est
    che giochi a nascondino
    tra le alte vette
    inondandole di un rosa
    più dolce di un fiore,
    infondi in me
    la tua luce che penetra
    attraverso le nuvole!
    In compagnia di una
    leggera brezza
    attraversa la finestra
    per svegliare
    la mia pelle
    ancora addormentata
    da una notte
    di sogni e di stelle.

     
  • 30 novembre 2006
    Non un canto

    La mano si ferma,
    non un canto
    di gioia
    non un canto di dolore.
    Il cuore
    ormai asciutto
    attende.
    Non scendono più
    lacrime.
    L'anima triste
    disperata
    si nasconde
    in lievi spazi
    a sera
    al disfarsi della luce
    come una rosa spezzata.

     
  • 30 novembre 2006
    Violino scordato

    Piange
    il mio cuore
    come un violino
    scordato.
    Sento lontana
    una dolce musica
    pervadere l'aria
    primaverile.
    Una voce d'angelo
    conforta
    l'animo sperduto.
     Timido un fiore
    su ramo secco
    sorride ancora
    al nuovo sole.

     
  • 30 novembre 2006
    Solo azzurro

    Non temo più
    i tuoi sguardi.
    Aspetto ancora
    di essere sorpresa,
    un gesto,
    una parola.
    Mi innalzerò
    al di sopra
    degli occhi
    e mi perderò
    nell'infinito
    di un cielo
    solo azzurro,
    senza pianeti
    né stelle.
    La solitudine
    è regina.

     
  • 30 novembre 2006
    Notte

    In questo buio notturno
    gridano i feriti ricordi.
    Agonia di bagliori
    misteriosi.
    Seduta
    aspetto che
    il giorno apra
    le sue luci,
    le sue voci.
    Una stella
    dalla mia finestra.
    I miei pensieri
    raggrumati
    in fuga con
    il vento della notte.

     
  • 30 novembre 2006
    Ai miei genitori

    Volate in deserti di nebbia.
    Gli occhi al cielo
    cercano di scorgere i volti,
    udire le voci,
    sì da colmare l'anima
    mentre cammina
    tra sterpi e spine.
    Cerco i nostri legami
    ancora
    nella purezza del ricordo,
    solo per non dileguarmi
    con voi nel vento.

     
  • 25 luglio 2006
    Quella rosa

    E' già
    appassita
    quella rosa
    muta, silenziosa,
    indifferente
    al sole
    alle stelle,
    rigogliosa
    per mostrare
    la sua fugace
    bellezza.
    Ha colmato solo
    lo spazio
    di un sorriso.
    Al suo posto
    un'altro fiore,
    tra piccoli boccioli
    timidi
    in florescenza,
    ignari
    dell'amaro destino

     
  • 25 luglio 2006
    La luce della luna

    Piangeva il sax,
    mentre il cuore gioiva,
    sembrava conoscere
    il domani,
    leggendo negli occhi
    densi di luci.

    Avresti pianto anche tu
    le mie ferite
    mentre ci raccontavamo
    favole d'amore?

    La luce della luna
    disperde nel mistero
    ogni domanda,
    lasciando solo
    viva memoria.

     
  • 25 luglio 2006
    Gocce di sogni

    Gocce di sogni
    spezzati
    si raggrumano
    nelle mani.
    Rimangono pulviscoli
    e basta.
    Immagini
    come vecchi films
    scorrono e se ne vanno.
    Il Tempo, eterno inganno,
    non aspetta.
    Ti inchioda al passato,
    come se il futuro
    non fosse tuo.

     
  • 24 luglio 2006
    Infiniti abbracci

    Quanti infiniti abbracci
    per sempre.
    Carezze sui morbidi
    capelli di bimbe.
    L'amore eterno
    ci unisce nella
    creazione.
    Avete spiccato il volo e
    libere voi siete.
    Ma un filo evanescente
    ci lega ancora,
    il filo dell'amore.
    L'eterno fluire della vita
    sfiora la pelle del mio viso.
    La creazione è un
    momento eterno.
    E io vi ho dato la vita,
    mie donne.
    Donne nel mondo tortuoso,
    sconosciuto e fragile.
    Donne senza amore da figlia,
    ma sublime sarà per sempre
    il seme che vi ha create
    e che dalle mie stesse viscere
    è stato generato.

     
  • 24 luglio 2006
    Sotto lo stesso cielo

    Siamo tutti soli
    sotto lo stesso cielo.
    liberi di capire,
    liberi di conoscere
    e di imparare
    dalla vita, dagli altri.
    Liberi di apprendere
    e di arricchirci interiormente.
    Liberi di sognare
    e liberi di amare
    sotto lo stesso cielo.
    Illusioni e speranze per sempre.
    Ogni giorno chiude un altro e
    siamo tutti sotto lo stesso cielo
    anche liberi di fare male,
    di pugnalare,
    liberi nel dolore e nella sofferenza,
    ma tutti sotto lo stesso cielo,
    torneremo
    da dove siamo venuti
    nell’infinito cielo.

     
  • 24 luglio 2006
    Lettere

    Quante le lettere scritte
    e non spedite,
    quante le parole pensate
    e non dette,
    pur di non ricevere un rifiuto,
    pur che il coltello
    del dolore
    non facesse sanguinare il cuore.

     
  • 05 dicembre 2005
    Amare

    Vorrei,
    donare un amore puro,
    andare oltre i confini,
    comprensibili
    alla mente
    vagare oltre il tempo
    e lo spazio.
    Sapere amare
    di amore vero.
    Ma sarà consentito
    tutto questo
    ad un essere umano?

    Febbraio 2005

     
  • 05 dicembre 2005
    Stagioni

    Foglie autunnali
    sul selciato,
    una via
    di ombre e di luci.
    Si susseguono
    così le stagioni
    e un'altra estate finisce.
    Un passerotto
    gentile
    cerca tra le foglie
    cadute il suo
    sostentamento.
    I giorni trascorrono
    fino all'arrivo
    dell'inverno.
    Una velata tristezza
    si intravede
    nel sole tiepido
    e la sera chiude prima
    le fresche giornate.
    Ritornerà primavera.

    Settembre 2005

     
  • 05 dicembre 2005
    Sono come un albero

    Sono come un albero,
    con le radici affondate
    nella mia madre terra

    Sono come un albero,
    solo,
    sulla collina
    della vita.

    Traggo con i rami
    forza dalla
    Sorgente Infinita
    e la sua linfa mi percorre.

    Una brezza
    leggera tra i rami,
    sferzate di vento.
    In autunno cadono
    le foglie brunite.

    Ritorna il sole,
    timidi dai rami secchi
    nascono
    piccoli boccioli.

    Uno scoiattolo ha fatto
    il nido nel mio tronco.
    Una farfalla si posa
    leggera su un fiore
    e vola via.

    Ed io sono e rimango un albero
    là ben piantato
    sulla collina della vita.

    Novembre 2005

     
  • 05 dicembre 2005
    Uccellino ferito

    Mentre volavi allegramente
    ti hanno sorpreso,
    ti hanno sorpreso i cacciatori
    e ti hanno colpito a morte.

    Tu non sei caduto,
    la forza della vita
    ti ha portato lontano.
    Le ferite dolevano però.
    Allora ti sei rifugiato,
    ti sei rifugiato
    in una piccola gabbia
    e da solo hai chiuso la porta.

    Pensavi, mentre ti guarivi le ferite,
    che non saresti uscito mai più.
    Molto tempo sei
    rimasto lì,
    senza sapere più
    quale fosse il sapore
    della libertà.

    Ad un tratto hai capito….
    Hai capito che non eri morto,
    ma era come se lo fossi.
    Là fuori gli alberi frusciavano al vento,
    il cielo era azzurro
    e i tuoi compagni di viaggio cinguettavano.
    La vita ti aspettava, ma tu temevi di uscire.
    Lì, infondo, eri al sicuro..

    Un mattino hai aperto la gabbia e, spaventato,
    hai tentato di uscire.
    Il mondo ti aspettava.
    Molte volte, molte volte
    sei tornato indietro,
    hai richiuso la porta,
    hai pianto.
    Forse la vita non era per te.

    Ma un raggio di luce
    è entrato.
    Tu hai osato posarti delicatamente
    su un ramo, su un altro e su un altro ancora.
    Erano tanti i rami da esplorare.
    Il cielo azzurro e
    la luce infinita
    ti aspettavano.
    Tu sei volato,
    libero,
    nello spazio infinito.

    Giugno 2003

     
  • 05 dicembre 2005
    Occhi di bimbi

    Ho visto i loro occhi
    ove si specchia
    il cielo
    ed infiniti misteri.
    Li hanno impauriti
    li hanno straziati
    i barbari assassini.

    Chi è l’artefice
    di tanto male
    in questo mondo,
    quando gli occhi puri
    dei bimbi piangono
    e le loro vite
    sono diventate un crudele ricatto?

    Piomba ora
    sopra il
    mondo
    una nuvola grigia,
    una nuvola nera.
    tutto è silenzio e sbigottimento
    e mille domande
    si affacciano alle menti.

    La crudeltà e la morte
    hanno il sopravvento.
    gli occhi puri dei bimbi
    invocano giustizia disperati.
    Nessuno li ha ascoltati.

    Ora sono angeli
    del cielo e
    vagano chiedendosi il perché.
    Perché proprio loro,
    perché in mezzo all’universo tanta crudeltà?
    L’immaginazione non da
    alcuna risposta.

    Il male per ora sta vincendo,
    ma gli occhi puri dei bimbi,
    degli angeli colpiti a morte
    rimarranno in eterno
    vivi nella nostra anima.

    Settembre 2004

     
  • 05 dicembre 2005
    A mia madre

    Altri eventi hanno fermato
    la mia mano,
    ma quante volte avrei voluto
    scrivere di te, madre.
    Oggi no, il tuo viso
    radioso nella giovinezza
    ha preso il sopravvento.
    Ricordi d’estati luminose,
    di un tuo sorriso, di un tuo abbraccio.
    Fiori di ogni colore
    nel nostro giardino.
    Il tiglio poderoso alla cui ombra
    riposavamo;
    era il tuo tiglio, madre!
    Dialoghi segreti,
    segreti annunciati,
    di vita e di sospiri,
    di conoscenze misteriose
    e affascinanti.
    Assieme facevamo ricami
    su tovaglie fiorite.
    Allegra cantavi mentre
    preparavi le pietanze,
    poi chiamavi noi bambine,
    che smettessimo i nostri
    giochi in giardino.
    Sedute sulla panchina
    sotto casa,
    parlavamo di progetti futuri.
    Alla sera passeggiavamo
    nella campagna,
    mentre i grilli cantavano
    e il cielo e le stelle brillavano
    nell’immenso.
    Un silenzio infinito
    ci sopraffaceva.
    Pareva un silenzio di pace, forse invece
    preludio di tristi giornate,
    di lunghi interminabili
    abbandoni.
    Una nuvola nera
    ha invaso la
    nostra casa e tu, madre,
    perché, perché non sei uscita
    a respirare aria pulita?
    Questo interrogativo
    rimarrà in eterno,
    come eterno sarà
    sempre il mio cuore
    di figlia.
    Madre, il mio amore
    per te, riparerà
    ogni ferita,
    che troverà pace
    solo nell’universo
    e nel cielo stellato
    di una notte d’agosto.

    Ottobre 2004

     
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  • 23 gennaio 2007
    Natale dai Nonni

    Come comincia: Si avvicinava il Natale e noi sorelle sentivamo una forte emozione nel cuore. La mamma ci raccontava la nascita di Gesù, preparava un bel Presepe con una candelina rossa e tutte le sere nel mese di dicembre l’accendevamo e là davanti recitavamo una preghiera tutte assieme. L’importanza di questa ricorrenza iniziava con quel gesto di preghiera, che rimarrà impresso nella mia memoria, per sempre.

     


    Poi pensavamo al Grande Giorno in cui ci saremmo ritrovati dai nonni: la notte della Vigilia di Natale.


    I giorni della mia infanzia, sono segnati da un meraviglioso ricordo di tante di quelle notti, anno per anno, grazie alla sensibilità e all’amore dei miei nonni.


    Ecco arrivato il Giorno. Era sera. Entravamo nella casa dei nonni, tutti noi cugini. Eravamo tanti, allegri, giocosi. Nonni, genitori, zii, bambini. In sala da pranzo era apparecchiata la tavola natalizia e invece la porta del salotto era chiusa. Si intravedevano dal vetro le luci del grande Abete e un profumo dei suoi rami e del fumo delle candele accese invadeva tutta la casa. Noi, emozionati e felici ci guardavamo e attendevamo l’arrivo di Gesù Bambino. Nonni, genitori e zii parlavano tra loro sottovoce e noi bambini, presi dalla grande emozione e dal mistero di questo Arrivo a casa dei nonni, smettevamo i nostri giochi e attendevamo il momento in cui la nonna avrebbe aperto la porta della sala, ove il grande Abete, pieno di luci di candeline, palline colorate rendeva imponente la sua presenza e ai suoi piedi il Presepe.


    Il nonno a luci spente, solo al bagliore delle candeline accese, metteva il disco di Natale "Stille Nacht" e tutti noi bambini, tanti, stavamo a cantare a bocca aperta e sgranavamo gli occhi per intravedere i regali, posti ai piedi dell’Albero. Il mistero durava. Sentivamo tra noi la presenza vera di Gesù. Ancora al giorno d’oggi ringrazio i miei nonni, di avermi dato tutto questo. Eravamo bimbi ingenui, noi, tutti felici, si, dei doni, ma la più grande felicità era dovuta al fatto dell’Arrivo di Gesù Bambino a casa dei nonni.


    Egli veniva a trovarci, a trovare proprio noi e a premiarci delle nostre buone azioni di bimbi.