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Poesie di Luciano Tarabella

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  • 10 novembre 2008
    Il tempo

    Proprio ora che m'ero rassegnato
    a mettere due grammi di cervello,
    perché insisto a far lo Stenterello (1)
    finisco al manicomio di filato,


    proprio ora, dicevo, che ho studiato
    e so chi ha fatto l'uovo nel corbello,
    come chiede l'antico indovinello,
    eccomi qui che sono già invecchiato.


    Che imbrogliona la vita, che bugia!
    Il tempo vola e tutti i bei progetti
    diventano rimpianti e delusioni.


    Così mi scopro saggio di pazzia,
    i sogni accantonati nei cassetti,
    e un po' di piscio dentro i pantaloni.


     


    1) antica maschera toscana prototipo di "sciocco"

  • 10 novembre 2008
    Alla pioggia

    Dolce pioggia preziosa, t'aspettavo
    come un'amica antica e confidente
    di questo mio difficile presente
    che, sempre meno. è quale lo sognavo.


    Mentre tu scendi mi consolo e scavo
    dal fondo del mio spirito indolente
    i ricordi più antichi e nella mente
    passano le illusioni che adoravo.


    Le  gòcciole che battono sugli orti
    distillano racconti e qui, dal livido
    cielo grigio, in terra si ricompone


    la musica di mille pianoforti
    così che quanto nasce con un brivido
    nell'anima diventa una canzone.


    Da "Va dove ti mando io"

  • IO IO IO IO IO io io ioio
    io io io IOIOIOIOIOIOIOIOIO 
    (non ti basta ancora?)
    ioioioioioIOIOIOIOIO+IO
    (uffa!!! Ora smetto...mi sono rotto!!!)
    Hai visto? Ora sei soddisfatto? Non è cambiato niente.
    Continui a non esistere.
    Puoi ripeterlo cento, mille, quattordimisettecentoventitre volte
    o fino a quando ti resterà l'ultimo filo di voce
    e nessuno ti vedrà, neanche un cane ti scolterà.
    Cosa ti aspettavi? Che tutti pendessero dalle tue labbra?
    Dietro a quel pronome non c'è nessuno.
    O meglio, ci sei tu ma è COME  se non ci fosse anima viva.
    Forse, facendo un passo avanti
    provando con un  NOI molto GROSSO...
    Ma ci vuole fortuna.


    Da "La prostituzione nel mondo delle cimici"

  • 06 novembre 2008
    La tegola

    Mentre scrivevo due versacci miei
    rispondevo al telefono: " Chi parla?
    Nanni, di nuovo tu? No, non c'è Carla!
    D'accordo, le dirò che chiami lei! "

     

    A volte mi son detto: " Non vorrei
    mi facessero becco all'apparecchio!
    Dopo mi vergognavo. "Nanni è vecchio
    e la mano sul fuoco metterei!"

     

    Rispondi oggi, chiamalo stasera,
    un giorno che il telefono era guasto
    il mio amore mi fa: - Sarò sincera

     

    giù in macchina c'è Nanni che mi aspetta,
    addio! C'è un pollo in frigo. - E son rimasto
    con la mano bruciata e la bolletta.


  • 05 novembre 2008
    I miei bambini

    Con la biro, il computer o un pennarello
    scarabocchio conati di poesie:
    assoluzioni, favole, bugie,
    condanne che ho subito senza appello.


    Magari sono solo porcherie,
    sporcizia che ho spremuto dal cervello
    ma che importanza ha? Certe pazzie
    l'ho sempre fatte ed io rimango quello.


    Sono rimpianti o scampoli di gioia
    d'un tempo che trattengo a me vicino,
    tutta roba che agli altri viene a noia.


    E, mentre scrivo, guardo i nipotini
    che giocano a Monopoli in giardino
    coprendo le mie rose di "quattrini" (1)


    1) quelli falsi del gioco da tavolo


    Da "Il guardiano del farro"

  • 03 novembre 2008
    Gli ottimi cattivi esempi

    Sonetto satirico


     

    Io proseguo così per la mia strada,
    magari  sarà quella del buffone,
    (se insisti posso darti anche ragione,
    che male c'è?) però dovunque vada


    mi porto dietro un po' di fantasia
    e non mi dire che ti sembro matto
    perché lo so da me. Che vuoi che sia?
    Di pazzi ce n'è tanti per contratto!

    Prendiamo Sgarbi! Eppure è ben pagato,
    fa finta che gli girino i coglioni
    e s'alza la mattina già incazzato.


    Invece Emilio Fede mi fa pena:
    lui, svelto, lecca il culo a Berlusconi
    ma solo dopo pranzo o dopo cena..

  • 03 novembre 2008
    Fantasmi

    Ad un amico fraterno momentaneamente assente


    Oggi, mi pare, siamo al ventisette...
    guardiamo il calendario... sant'Augusto!
    Mi aspettano (che buone!) le trenette
    col pesto e pecorino al punto giusto.


    Che tempo scemo! Il sole fa bau-sette (1)
    e soffia del libeccio un po' robusto,
    sul tetto c'è un piccione che si mette
    addosso a una picciona. Tutto giusto.


    Ascolto e fumo. C'è un fantasma buono
    che mi sussurra: -  Ti ricordi, è vero?
    Nei tuoi pensieri  sono vivo ancora?


    O Walter! Quei ragazzi dove sono?
    Tu sei morto e sepolto al Cimitero,
    io non somiglio più quello d'allora.


    1): fa capolino tra le nubi

  • 03 novembre 2008
    I giocatori

    La vita è una partita di pallone
    giocata senza spirito sportivo
    e ognuno sfrutta al meglio l'occasione
    cercando di restare a galla vivo.

     

    Ogni giorno ci vuole allenamento
    per rendere pelosa la coscienza
    ché in area di quattrini il sentimento
    si blocca quando c' è la convenienza.


    Il Povero rimane in serie zeta,
    il Ricco viene sempre più pagato,
    l' Onesto non raggiunge mai la meta,


    il Giusto è all'ospedale infortunato,
    il Furbo schizza via da vero atleta
    e l' EGOISTA vince il Campionato.

  • 03 novembre 2008
    Nanna oh!

    Cantilena notturna


    Se non fai presto la nanna
    viene il lupo e lui ti scanna,
    se non fai presto la ninna,
    c'è lo squalo con la pinna,
    dormi, dormi, piccolino
    ché nel mondo c'è casino,
    c'è casino e c'è la guerra
    sul pallone della terra
    perché gli uomini, coglioni,
    con le clave o coi cannoni,
    senza più badare a spese,
    distruggendo case e chiese,
    non perseguono la pace
    ma il potere che gli piace
    con la legge del più forte
    con la legge della morte
    che, con tanta falsità,
    viene detta LIBERTA'.
    Dormi!  E sogna che domani,
    ostrogoti e maomettani,
    con le facce spappolate,
    dopo tante mai risate,
    non discutano tra loro
    se prevale il bianco o il moro,
    ma in un gesto che affratella
    con due metri di budella,
    tosto vengano impiccati
    chi alla guerra li ha mandati.
    Poi rinasca un Salvatore
    che sia albino e di colore.

  • 03 novembre 2008
    Le bombe sagge

    Sonetto caudato in vernacolo livornese


    Oggi per fa' la guerra, caro mio,
    ci sono tali e tanti accorgimenti
    che pòi scanza' qualunque spicinìo
    buttando delle bombe "intelligenti".


    Ti porto un paragone: ciài un nemìo
    che ti procura troppi rompimenti ? (1)
    Invece di sparànni sur bellìo (2)
    n'acciacchi più che artro l'armamenti

     

    cos' la vita viene rispiarmata.
    Se poi, per sbaglio, sàrtano Ospedali,
    Asili e Orfanotrofi in mezzo ar mazzo

     

    per cui la gente resta spiaccìata,
    vor di' che,  frale bombe razionali,
    ce n'è quarcuna un po'  testa di 'azzo.

     

    Si sa, sono l'incerti del mestiere;
    del resto propio tutto 'un si po' avere!

     

    1) preoccupazioni, rotture di scatole
    2) ombelico

  • 03 novembre 2008
    Il cuore di plastica

    Il cuore artiificiale è un'invenzione,
    dolce tesoro, che mi fa paura;
    per un poeta sai bella figura
    ricorrere alla Cassa Integrazione?


    Mettiamo che una certa ispirazione
    mi venga mentre ammiro la Natura
    e mi ci scappi un verso su misura,
    dove me la conservo l'emozione?


    Se devo dare un luogo alle passioni
    e agli altri sentimenti che tu sai
    (perdonami il tracollo d'ignoranza!)


    vorrà dire che, senza discussioni,
    al caldo fra le gambe li terrai
    ché lì posto ce n'è e ce n'avanza.

  • 03 novembre 2008
    Epicureo

    Su, prendi un po' la vita come viene
    perché, anche tu, non sei di primo pelo
    e non ti lamentare se c'è il gelo
    o il sangue ti ribolle nelle vene!


    Guarda per aria, tieni gli occhi al cielo,
    non pensare ai quattrini, non conviene!
    Se fai le passeggiate più serene
    vedrai che sui pensieri scende un velo.


    La vita ci ha sorriso e ci ha picchiati
    con la gioia, l'amore o lo sgomento
    perciò siamo più forti e vaccinati!


    Pensa alla tua salute e sii contento,
    poi di questi consigli qui rimati
    ne riparliamo nel... duemila cento! (1)


    1) se saremo ancora vivi!

  • 31 ottobre 2008
    Ir còre no

    Sonetto in vernacolo livornese


    Quer dì che ir Padreterno mi dirrà:
    "Chiudi la luce, ir gàsse e vieni via! "
    'Un serve traccheggiàssi eppo' frigna',
    bisogna fa' fagotto e... così sia.


    Ma siccome da vivo, son sincero,
    ho letìato un po' col portafoglio (1),
    una 'osa dichiaro per davvero:
    regalo tutto a tutti, questo voglio!


    Pigliate pure i pezzi che volete:
    pormòni, diti, orecchi, reni, piedi...
    e nissuno s'azzardi a dìcci: pè! (2)


    Ma ir còre, véllo no, nun lo prendete;
    ir còre no, amore, perché credi
    è troppo tempo che l'ho dato a te.


     


    1: indica l'avarizia
    2: espressione che tronca ogni possibile aggiunta.

  • 31 ottobre 2008
    La formìola pacifìa

    In vernacolo livornese


    Un giorno una formìola proletaria
    che rientrava dal turno del Cantiere
    tanto per prende' una boccata d'aria
    decise di fermàssi un po' a sedere
    e senza punta fretta
    fumò una sigaretta.


    "Ecco - pensava - ho lavorato ir mio
    per la comunità e la famiglia
    e con l'aiuto di Dio,
    se avanti un coccolone (1)  'un mi si piglia 
    posso campa' per quel che mi rimane
    sortanto con du' briciole di pane.
    Che gusto c'è di stassi sempre a rode' ? (2)
    Chi s'accontenta, gode!


    Ma mentre si sentiva consolata
    un omo ni tirò una tar pedata
    che ni toccò mori', come e quarmente,
    fusse stato un inzetto prepotente.


     


    1) accidente
    2) prendere la vita con accanimento

  • 30 ottobre 2008
    Natale

    Filastrocca 2004


    Il Natale è una festa fanciulla
    il Natale è un ricordo lontano,
    il Natale è mia madre alla culla
    che mi segna in ginocchio pian piano,
    il Natale è una Grotta un po'  tetra
    e una Sacra Famiglia di pietra.


    E' una Notte trascorsa in attesa
    che s'avveri chissà quale evento,
    tremerò nell'averla  sorpresa
    della quale sarò poi contento
    perché allora, nel troppo bisogno,
    un pupazzo per me era un sogno.


    Ma il Natale cos'è diventato?
    Una corsa a comprare il regalo,
    un'offerta, uno sconto, un mercato,
    una gara a chi fa più gran scialo
    uno spot che ho visto e rivisto
    dove comprano e vendono Cristo.


    Ma la Pace, purtroppo non c'è.
    Se la guerra la fa da padrone
    Tu, Signore, mi spieghi perché
    non proteggi migliaia di persone?
    Che vuol dir Fratellanza, Uguaglianza
    quando l'odio fa grande mattanza?


    Il Natale è un affetto lontano,
    il Natale è una casa fanciulla,
    Il Natale è mia madre alla culla
    che ripete il rosario pian piano
    il Natale è un antico rimpianto
    e una fiaba bambina soltanto.

  • 30 ottobre 2008
    Tu

    Mentre cercavo gli occhiali
    per leggere il giornale,
    (era soltanto la terza volta
    che li perdevo nell'ultima mezz'ora)
    mi sei tornata in mente.
    Sarebbe stato meglio ricordare
    dove li avevo messi!

  • 27 ottobre 2008
    Ir visone e la visona

    Sonetto in vernacolo livornese


    Un visone che s'era incardanato (1)
    d'una visona, bella come ir sole,
    prende coraggio e, tutto emozionato,
    ni chiede: " Le vòi fa' le capriole?"


    - Per chi m'hai preso?-  Ni risponde lei:
    per quarcheduna delle tu' sorelle?
    Certe 'ose 'un le faccio... le farei
    se, avanti, mi regali della pelle! -


    "Vada per la pelliccia! ?  'Un c'è pazzia
    che nun farei per te. Vieni, ti mordo,
    ti spettino, ti sciupo e ti fo mia!"


    Allora lei, con voce più rufiana,
    sbatte le ciglia e poi ni fa: - D'accordo!
    Ma voglio una pelliccia di... puttana! -


    1): innamorato

  • 27 ottobre 2008
    Vip

    Forse se fossi un vecchio milionario,
    vivessi in una villa con piscina,
    avessi per amante una Velina
    che mi tenesse su l' "armamentario"
    (quel vile che mi sta sempre in tralice!)
    forse, dicevo, sarei più felice.


    Ma questi sogni sono poco adatti
    a uno, come me, che scrive versi;
    i sogni dei poeti son diversi
    ricordano di più quelli dei matti:
    io sogno che, ogni tanto,  questa Terra
    non venga dilaniata dalla guerra.


    Per questo andrei nel culo alla piscina
    e  (chi lo sa?) perfino alla Velina! 

  • 24 ottobre 2008
    Quand'ero sordato

    Sonetto in vernacolo livornese immodestamente pluripremiato


    Ni scrivevo tre lettere ogni giorno
    perché lontana  'un ci sapeva sta'.
    Quanti postini ho fatto cammina'
    sulla via che da Roma va a Livorno!


    Lei credeva che avessi lì d'intorno
    chissà quante ragazze da bacia',
    io ni scrivevo: " Cosa vai a penza' ,
    aspetta con fiducia ir mi' ritorno! "


    Infatti ci sposammo! Bella gara!
    Si pareva du' gatti in una balla! (1)
    Poi. un giorno lei mi fece, bella chiara:


    "Ciò un altro, sai? Bisogna che ti mòlli! "
    E nun ci fu più modo di fermàlla.
    Deh, mìa per nulla, be' mi' francobolli! "


    1): sacco di juta

  • 24 ottobre 2008
    Pendenza 10 %

    Quella bocca
    e quel bel seno
    possono dire
    ciò che vogliono.
    Ti ascolto volentieri
    se non parli il bergamasco.
    Ho qualche difficoltà
    a ricordare i numeri di telefono
    ma con quelli del fax vado forte!
    Grazie
    non fumo acqua gassata
    ed ho smesso di bere
    ma per Natale regalami pure
    la biografia di Jak lo Squartatore
    (ho appena finito i Canti di Castelvecchio!)
    perché voglio iniziare Mein Kampf
    illustrato a fumetti.
    Ci hanno presi in giro
    e poi buttati fuori per doping.
    Bel Bipede Abusivo
    fai qualcosa di utile:
    passami il sale.

  • 23 ottobre 2008
    Massaggiatrice esperta

    Tesoro,
    se non puoi essere mia per amore
    o non ci riesci per denaro,
    fallo per beneficenza.
    Ti credo capace
    di un gesto d'altruismo!
    Amore mio,
    se preferisci i bei giovanotti,
    fai pure, non posso darti torto.
    Ma se dovessero piacerti
    (sia mai!) i vecchi bavosi,
    allora fammi un fischio.
    Forte. Perché sono anche sordo.

  • 21 ottobre 2008
    Training autogeno

    Avere davanti  una bellissima donna tutta nuda.
    Poterle mettere:  le mutandine,  il reggiseno,
    la maglietta della salute,  il collant,  il tailleur,
    le scarpe,  il cappotto,  un cappellino alla moda
    e una pesante sciarpa di lana.  Accompagnarla
    sulla porta e dirle,  mentre le porgi l'ombrello:
    "Scusa, sai,  ma stasera non mi va."
    Vederla piangere di delusione efare una figura da frocio...
    questo è poco ma è sicuro. 
    Ma che iniezione di autostima!

  • 20 ottobre 2008
    Lavorare stanca

    Il sole, le stelle,
    Caino che fa le frittelle...
    gli astri non tocco più
    e niente altro che sia blu
    scrivere versi così e così
    sul sette e trenta
    o l'allegato B
    di un qualsiasi modello
    lasciar correre la penna
    da casello a casello...

  • 20 ottobre 2008
    Acrobazie d'amore

    Ti aspettavo alle cinque alla stazione
    e il cuore mi batteva senza fine,
    tu venivi e andavamo al NOVOCINE
    a darci mille baci su in loggione.


    Nel buio c'era tutto: la passione,
    il sacchettino delle patatine,
    la guerra per sfiorar le mutandine,
    la tua virtù difesa da un ceffone!


    Com'era bello! Ci rivedo ancora
    aggrovigliati in due sopra un sedile
    come smarriti dentro una malia.


    Ci pensi, amore, si facesse ora
    con te col mal di vita così vile
    ed io l'artrosi che mi porta via?

  • 20 ottobre 2008
    Firenze

    La volta che non vidi Firenze
    perché abbracciati fuori dagli sguardi
    di arcigni professori
    tanto per salvare le apparenze!
    Quella felicità perfetta
    l'ho conservata e protetta!
    Poi quando ho visto Firenze
    senza te che sorridi
    da sempre nel mio cuore
    non era così bella
    come quando non la vidi
    per colpa del tuo amore.