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in archivio dal 25 apr 2012

Olimpia Improta

10 agosto 1949, Napoli - Italia
Mi descrivo così: Commentatrice

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  • 06 luglio 2015 alle ore 12:53
    Ubriachi d’amore

    Ubriaco d’amore
    a te va il mio cuore,
    incatenato senza tempo
    né condizioni.
    Il mio torrente d'amore
    cerca il dolce prato del tuo cuore,
    per adagiare il mio amore!
    La magia del tuo sorriso
    illumina la mia vita, e
    nella rete della tua musica
    sono prigioniera.
    Suona, suona la musica
    scritta sul pentagramma
    dei nostri cuori.
    Corriamo con il vento,
    tra i prati in fiore,
    per perderci nella
    bellezza del nostro piacere
    e del nostro abbandono.
    Leggo sul tuo viso
    il regno del piacere,
    vivo con te l’estasi e la magia
    dell'amore!
    Olimpia Improta
     

     
  • 06 luglio 2015 alle ore 12:51
    Voglio vivere con te

    Voglio vivere con te
    ora che sei con me
    Voglio vivere con te
    ogni istante della mia vita.
    Sei la luce che brilla
    nel mio cuore,
    sei il sogno migliore.
    Questa notte
    la luna è con me
    e la porterò nel cuore.
    Voglio vivere con te
    che sei la mia magia,
    voglio stare con te
    per raggiungere l’infinito.
    è una fiamma
    sempre accesa,
    dentro me
    sei tu la mia vita.
    Vieni dolce amore
    Vieni con me
    Voglio vivere con te
    Ora che sei con me
    Olimpia Improta

     
  • 06 luglio 2015 alle ore 12:47
    Lascio parlare il mio animo

    La notte si adagia languida,
    resto immobile a fissare la luna,
    e a godere della sua luce
    e del suo calore.
    La luna con il suo magico chiarore
    mi difende dall’orrore delle ombre
    della notte che mi avvolge.
    Immagini e ricordi gioiosi
    arrivano al mio cuore.
    Provo gioia della mia fedeltà
    a ciò che di più nobile e
    migliore c’è in me.
    Serbo nel mio cuore l’amore
    traboccante di luce e di fuoco.
    La mia volontà è la mia ragione,
    i miei occhi ardono e lampeggiano,
    da spettatore divento nemica
    con la fronte aggrottata,
    e la faccia scura
    inseguo la vipera in agguato
    col suo morso assassino.
    Dal mio limpido orizzonte
    traspare l’azzurro immenso del cielo
    e il sole raggiante
    sulla schiena delle nuvole nere.
    Olimpia Improta 

     

     
  • Tanti sono i popoli, tante, tante le Nazioni,
    tutti vivono aspettando la beata speranza.
    Combattono contro le potenze,
    la malvagità di questo mondo di tenebre.
    Nonostante le ingiustizie dell'uomo
    e la sua malvagità, sorge il sole.
    Le palme e i cedri sono sempre verdi e belli,
    producono anche quando l'ambiente è ostile,
    il loro segreto è nelle radici robuste e profonde.
    L’amore contiene in sé tutti i frutti,
    il cuore allegro, il volto gioioso,
    il sorriso bello e luminoso.
    Confidiamo nel Signore della gioia,
    Egli guarisce il nostro cuore
    e fascia le nostre piaghe.
    Gesù è nato, è venuto per noi deboli,
    senza forza,e senza speranza.
    Vieni Signore Gesù,
    da noi tuoi umili pastori,
    facci provare gioia e vita
    e allontana da noi il dolore!
     

     
  • 27 ottobre 2014 alle ore 22:55
    Il dono della poesia

    O saggio Poeta,
    poni i semi della cultura,
    annienti le tenebre dell’ignoranza
    accendendo i lumi della ragione.
    Inviti all'avventura del mondo
    e all'esplorazione
    dell’universo interiore.
    Sui tuoi fogli scrivi
    versi d’amore con
    disegni, immagini, colori
    e suoni nuovi.
    La tua vita s’illumina
    al chiarore della luna
    in riva al mare,
    e la luce del sole sui prati.
    La grandezza della tua poesia,
    è la storia della tua vita.
    Fiorisci e sfiorisci
    con lo scorrere delle stagioni.
    O saggio Poeta,
    non c’è una ragione precisa
    che mi spinga a scrivere di te.
    E’ semplicemente l’esigenza
    di fare un personale
    punto della situazione
    del mio essere un lettore.
    La tua poesia, in realtà
    è depositaria della tua felicità
    e della felicità di me lettore!
     

     
  • 18 settembre 2014 alle ore 17:50
    Figlio, tu sei la mia vita

    Suona d'un suono puro,
    suona  d'un aria allegra,
    dormi  tranquillo, bambino,
    vivi dell’amore puro
    che rende vivo il tuo cuore.
    Dormi bambino mio,  sogna
    i desideri che hai nel cuore
    che ti riempiono di gioia
    e ti fanno battere il cuore.
    Il mondo è grande,
    scopri la vita,
    prendi la speranza,
    e vivi nella sua luce.
    Resisti quando in te
    non c'e' più nulla,
    prendi il coraggio,
    mettilo nel tuo animo
    e a grandi passi
    conquista il mondo.
    Scopri l'amore
    e fallo conoscere al mondo.
    Condividi  i piaceri
     sorridendo
    nella dolcezza dell'amicizia,
    ed ogni tuo pensiero,
    ogni tuo desiderio,
    ogni tua attesa che nascerà
    sarà condivisa
    con inesprimibile amore.
    Dai  valore ad ogni istante
     che passa e
    se riesci a riempire
     l'inesorabile minuto
    tua è la terra
    e tu sarai un uomo.
     

     
  • 16 luglio 2014 alle ore 19:06
    Amore, seme della vita

    Sei il seme della vita,
    e il sorriso della speranza.
    Allevi il dolore
    lungo la strada della vita.
    Il tuo amore
    è vivo e soleggiato.
    Il tuo amore
    è vivo come il desiderio.
    Il tuo amore per me
    è la mia vita.
    Nei tuoi occhi brilla la mia gioia,
    palpita il mio cuore,
    canta la mia poesia.
    I nostri cuori uniti
    proseguono il cammino,
    per le strade della vita
    che ci parlano di noi.

     
  • 18 giugno 2014 alle ore 22:09
    Ogni attimo della vita

    La mia mente vola nel futuro
    per cogliere ogni attimo della vita.
    Realtà e sogno si contrastano
    e mi confondono.
    Ogni volta è un concatenarsi di sensazioni
    e di emozioni che
    vibrano di luce e di bellezza.
    La Vita è bella,
    voglio viverla, conoscere il suo respiro,
    ogni battito del suo cuore,
    lo splendore del suo amore.
    Ho scoperto l’amore,
    il suo cuore amo,
    la mia mano
    la depongo sul suo cuore
    con infinito amore.
    Nell’azzurro del cielo
    brilla il sole
    tra i petali di un fiore.
    Volano gioiosi gli uccelli,
    si apre la vita a
    un felice giorno nuovo.
     

     
  • 02 giugno 2014 alle ore 20:15
    Gatto misterioso

    Vieni gatto misterioso,
    amante della lussuria,
    e  del piacere voluttuoso.
    Sei  sottile ed armonioso,
    la tua mente è perduta
     in estatica contemplazione.
    Gatto, sovrano del cielo
    delle notti erotiche,
     altro male non hai
    che il cuore ti far star  male.
    Con passione combatti corpo a corpo,
    per sfrenate storie d’amore.
    Vieni gatto, vieni sul mio cuore,
    degnati di sederti accanto a me
    e volgi  i tuoi occhi gloriosi
    che sorridono ed ardono d’amore.
    Che meraviglia il fuoco
    delle tue pallide pupille.
    Gatto misterioso,
    prestami i tuoi occhi
    che io possa scrivere tutta la notte.

     
  • 26 aprile 2014 alle ore 23:01
    Terra, mamma paziente

    In ognuno di noi giace
    un amore quieto,
    profondo e intenso
    che impregna noi stessi,
    la Terra e l'Universo.
    Amo la Terra, infinito giardino
    che la natura cura ogni giorno.
    Amo la Terra, dimora dell'uomo
    che egli ha abbellito
    con arte e maestria.
    Rispetto ogni cosa  in eguale misura,
    come l'uomo,così la natura.
    Ti guardo, Terra,
    e ti vedo un po' triste:
     a volte la vita osservo morire
     e la tua bellezza appassire.
    Amo la Terra ed ogni sua creatura,
    un animale, un bosco o una radura.
    Amo la Terra che ride nei fiori
    e mai si stanca di inventare colori.
    Amo la Terra, mamma paziente
    che mi nutre senza chiedermi niente.
    Ogni famiglia nel suo nido
    si é raccolta,
    ma forse poca gente s'é accorta
    che, mentre ognuno
    vive nella sua casina,
    la nostra Terra
    nell'Universo cammina.
     

     
  • 22 aprile 2014 alle ore 20:41
    Buona Pasqua a te che colori il mondo

    Buona Pasqua
    risorgere a nuova vita
    con tanta pace, tanto amore
    da riempire tutti i cuori.
    Cristo
    è risorto,
    è qui tra noi.
    Pace, ti distendi sul mondo,
    Alba di ogni speranza,
    dai bagliori d'un nuovo sole,
    vola, candida colomba,
    testimonia la Resurrezione!
    Una foglia vola portata dal vento
    e arriva leggera
    in un campo fiorito
    con i fiori più belli,
    magia di un giorno speciale,
    gioia di un momento sereno!
    Santa Pasqua
    infondi nel nostro cuore
    la consapevolezza
    del dono della resurrezione.
    Il nostro amore
    è come un umile fiore
    di campo o di montagna
    che sboccia nel sentiero.
    Pochi lo scorgono,
    lo raccolgono
    e si beano del suo umile profumo
    e della sua umile bellezza.
    La maggior parte
    neanche lo vede e lo calpesta.
    E' Pasqua,
    svegliatevi,
    il dono più bello
    per noi tutti
    è avere la pace e l'amore
    in fondo al cuore!

     

     
  • 20 febbraio 2014 alle ore 14:25
    Pasqua

    Un suono festoso
    di mille campane
    più forte più piano,
    si snoda dal piano,
    risponde dai monti
    in echi giocondi.
    Amatevi ! risponde il vasto coro
    delle campane dalla voce d'oro.
    Canto che piove dal cielo sulla terra,
    suono che viene a te,
    a dirti che la terra rifiorisce,
    in questa chiara alba di Risurrezione.
    Il tempo ha ripreso il suo cammino
    verso un domani migliore,
    e sopra la terra fiorita,
    cantate, oh campane sonore,
    ch'è bella , ch'è buona la vita,
    se schiude la porta all'amore.
    Campana festosa
    col tuo dondolio d'oro
    e don ..., don, don, don ...
    che dici, campana, al mio cuore?
    E' Pasqua! E' Risorto!
    E' tempo di pace, è tempo di amore.
    Buona Pasqua per tutti gridiamo
    perché tutti fratelli siamo.

     
  • 20 febbraio 2014 alle ore 14:20
    Auguri papà

    Grazie papà, per avermi dato la vita,
    per avere scelto me
    e per avere rinunciato ai tuoi sogni.
    Oh, papà, su dammi la mano,
    grande e forte mi sento con te!
    Tu in tutte le battaglie della vita
    ne esci vincitore.
    Aiutami, papà, nel mio cammino,
    a crescere, a conoscere me stesso,
    per poter poi essere grande e forte come te.
    Tu sei bello nell'anima, pieno d'amore,
    gioia, pace, pazienza, benevolenza e bontà.
    Papà, insegnami tu come si fa ad amare
    con tutto il cuore.
    La vita è come un grande sogno,
    da vivere intensamente
    per fare in modo che si realizzi,
    aiutami, papà, a fare in modo che nella vita,
    come nei tuoi sogni io mi realizzi.
    Papà, questa mattina
    ho chiesto al mio cuoricino:
    suggeriscimi tu un detto d'amore,
    per fare contento il mio papà.
    Con infinita dolcezza mi ha detto:
    Papà, "se mi tieni stretto al tuo cuore,
    il mio amico più caro sei tu!"

     
  • 20 febbraio 2014 alle ore 14:09
    Mamma parola magica sulle labbra dell'umanità

    Mamma,
    Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
    ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
    Tu sei il miracolo della vita che alimenta amore e sacrificio.
    Il tuo nome mamma ha una virtù misteriosa
    di ricondurre al bene, di consolare e di proteggere.
    Nessun linguaggio può esprimere il potere,
    la bellezza e l'eroismo del tuo amore.
    Il tuo sorriso mi ha salvato da pianti e da dolori.
    Chi correva per soccorrermi quando cadevo?
    Tu mamma mia!
    Per la tua festa, dolce mamma,
    ho cercato tra i ricordi
    la storia più bella ascoltata,
    ma da me mai dimenticata.
    Da bambina mi chiesero dove fosse casa mia
    ed io risposi: " Dove c'è la mamma mia".
    Mamma, sei tu la storia
    più speciale nella mia vita!
    Come un aquilone senza corda
    e una farfalla senza ali,
    mi hai insegnato a volare con i sogni.
    Hai incoraggiato i miei passi,
    hai corretto i miei errori,
    hai protetto il mio cammino.
    Volano gli uccelli in lieta compagnia,
    su per l'azzurro del cielo profondo;
    canta con dolce voce mamma mia.
    Mamma, io rendo grazie a Dio
    per il dono di Maria che ai piedi della croce,
    per il testamento di amore del suo Figlio,
    estese la sua maternità a tutto il mondo.
    Auguri Mamma, è la tua festa!

     
  • 20 febbraio 2014 alle ore 14:04
    Auguri Papa Francesco

    Miserando atque Eligendo
    (misericordia e predilezione)
    Padre Santo,
    apri i nostri cuori
    e falli cantare d'amore.
    In questa valle di lacrime riservaci un angolo di silenzio
    per meditare su chi, per noi, ha dato la vita.
    Prega per la tristezza che invade questo mondo,
    illumina le nostre coscienze dal profondo.
    Padre Santo,
    prendi un raggio di sole,
    fallo volare là dove regna la notte,
    prendi la bontà,
    e donala a chi non sa donare.
    Padre Santo,
    ascoltiamo nel vento il tuo nome,
    sussurro lieve, sospiro d'amore.
    Veniamo a Te
    o voce nel vento,
    aspettaci,
    siamo deboli e indifesi,
    abbiamo bisogno della tua forza e della tua mano,
    abbiamo bisogno della tua saggezza.
    Lasciaci camminare nella bellezza,
    e fa che i nostri occhi sempre guardino
    il rosso e purpureo tramonto.
    Padre Santo, nostro Pastore,
    l'arcobaleno ci sarà per te anche nei giorni di pioggia.....
    Cammina sul sentiero dell'arcobaleno,
    cammina sulle note di un canto,
    e tutto attorno a te sarà bellezza.
    Padre Santo,
    sei stato scelto per essere Pietro:
    colui che per primo seguì Gesù
    e divenne guida di tutti gli altri discepoli.
    Padre Santo,
    vediamo il mondo attraverso i tuoi occhi,
    viviamo le emozioni attraverso il tuo cuore,
    impariamo ad amare camminandoti accanto.
    Auguri Papa Francesco

     
  • 20 febbraio 2014 alle ore 13:44
    Nodo d'amore

    Sei il sole che riscalda le mie giornate grigie,
    sei la luce del mattino e il tramonto della sera.
    Dubita che di fuoco siano le stelle,
    o che si muova il sole,
    o che le verità siano storielle,
    ma giammai non dubitare del mio amore.
    Ti amo nella profondità di ogni tuo respiro,
    di ogni tuo sospiro.
    Sei il re del mio cuore,
    lancia un bacio al vento,
    quando Cupido scaglia la sua freccia
    basta un istante per farmi battere a mille il cuore
    Un giorno quando il mio cuore si fermerà,
    la mia anima vivrà,
    ed inciderà in una nuvola il tuo nome.

     
  • 25 aprile 2012 alle ore 12:35
    Il pozzo dei miei pensieri

    In questo pozzo il mio pensiero si è tuffato,
    ho ritrovato un'anima quieta
    solo immagini
    di fantasie lontane, remote
    che non si son perse
    nel tumultuoso susseguirsi degli anni.
    Tanto amore dal profondo
    e intorno,
    l'esplosione d' un sorriso
    che mi riempie il cuore
    di gioia immensa;
    è un miracolo
    grande e infinito

     
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  • 06 luglio 2015 alle ore 12:27
    LA FORZA DELL’ACCOGLIENZA

    Come comincia: Chiara e Giuseppe, fratello e sorella, ragazzi normali in un mondo diverso. Chiara è vitale ed estroversa, Giuseppe poco combattivo. Lei studia e lui lavora nella grande azienda di famiglia, vivono ignari di quanto accade intorno protetti dagli affetti della loro famiglia e chiusi in un paese piccolo e bigotto. Sfuggono i problemi dei loro coetanei e della società in cui crescono. Manca ai nostri protagonisti la capacità di lottare dei loro genitori e accettano passivamente il mondo come gli si presenta e gli si impone. I due fratelli sono esattamente il contrario del padre, Mario, uomo molto noto in paese per la ricchezza e la vocazione al dominio.
    Giuseppe conosce Maria, giovanissima commessa appena diplomata, allegra, energica e ottimista. Tra i due nasce una storia d’amore. L’amore tra Giuseppe e Maria non resiste però alle differenze sociali e culturali; Giuseppe cerca invano il consenso paterno e fugge da Maria quando questo consenso non arriva. Maria fugge, invece, dalla mortificazione. Il paese è piccolo e non le va di essere additata come quella “mollata”. Con pochi soldi nella tasca e uno zainetto, appena maggiorenne, Maria lascia la propria casa e quel paese che ormai le sta troppo stretto. Gli inizi sono duri e vivere arrangiandosi, in certi momenti, le sembra una mortificazione peggiore di quello che si era lasciata alle spalle. Ma la ruota gira e le speranze non vanno mai perse. Nella grande città, trova quasi subito lavoro come badante presso una coppia sposata da 50 anni e senza figli. Un lavoro “da straniera” che le italiane non accettano più. E proprio l’umiltà, accompagnata dalla vitalità, l’onestà e la dedizione di Maria conquistano i due anziani. Nasce un affetto inaspettato, da chi tutto sommato non le doveva moralmente nulla. La ragazza ha la possibilità di studiare. I risultati non tardano ad arrivare; laurea in Medicina prima e Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia poi.
    Chiara aveva chiuso una relazione affettiva in maniera piuttosto rapida, rendendosi conto che lui non era affidabile e soprattutto era un prevaricatore, come suo padre. Aveva deciso con consapevolezza e convinzione; quando poco dopo si era accorta di essere incinta, non aveva tentennato: la gravidanza era un motivo in più per non riaprire quella relazione. Il suo problema era se tenere il figlio oppure no. Si era laureata in Giurisprudenza, senza particolare passione, quasi per inerzia, per vivere tranquilla e non affrontare quei genitori che non le avrebbero dato pace; a dicembre aveva superato l'esame di avvocato e a luglio era rimasta incinta. Quando cominciava ad avere un po' di autonomia, anche economica, si era ritrovata incinta. Questo figlio le faceva provare un forte senso di deprivazione. La consapevolezza che l’avrebbe dovuto allevare da sola accresceva enormemente la sua angoscia. Ma ciò che più di tutto la terrorizzava era l’incapacità di affrontare Mario, suo padre. Aveva tenuto segreta ai suoi genitori la relazione con un avvocato divorziato, padre di due figli e ora si ritrovava in questa situazione. In fondo si era convinta di non avere scelta; mancavano i presupposti e non era il momento giusto per avere un figlio. Aveva mentito a tutti dicendo che andava via per una vacanza e invece, a Milano, si era rivolta ad un consultorio per capire come procedere all'interruzione di gravidanza. Il destino, a volte, gioca strani tiri e lì aveva incontrato la ginecologa: Maria. Erano passati più di dieci anni dall’ultima volta che si erano viste ma quella presenza l’aveva commossa e le aveva allentato quel senso di solitudine che l’attanagliava ormai da due mesi. L’amore è distruttore, pensava Maria, guardando il viso mesto di Chiara; il ricordo della sua passione, senza speranza, per Giuseppe faceva ancora male. Quell’incontro aveva riaperto la ferita. Aveva sofferto terribilmente, ma si era ripresa in tempo e aveva giurato a se stessa di evitare per il futuro di cedere al sentimento. Le vicende di queste due donne si incrociano sullo sfondo di un Paese che, in un momento duro quanto mai, soffre di un’atmosfera di sfiducia sociale che non permette di sentirsi accolti e, soprattutto, liberi di programmare il proprio destino. La precarietà di oggi è quasi peggio delle catene di ieri. Un’insicurezza a cui tanti, troppi, reagiscono con la violenza verso se stessi e verso gli altri, fino a volte a violare la vita stessa. La nostra storia però vuole insegnare che le cose possono andare in maniera diversa.
    Chiara scrive una lettera a suo padre che sorprende Maria. Il racconto della storia di Maria, una che ce l’ha fatta, le ha fatto comprendere che tutti possiamo farcela e, in ogni caso, abbiamo il dovere di provarci. Maria, in fondo, è apparentemente sola ma è sicura e felice ugualmente, perché ha costruito la propria libertà e la gioia nella riconoscenza delle tante ragazze che incontra giornalmente nel suo cammino. La mitezza di chi non ha ceduto alla rabbia quando si è sentita mortificata e violentata insegna a Chiara che anche lei ce la può fare.
    Chiara è ognuno di noi quando travisiamo l’idea di felicità e non ci guardiamo intorno per cogliere ciò che di buono il mondo ci offre. Chiara non sa ancora se terrà o no il bambino, ma adesso realmente sceglierà con libertà. E’ determinata a usare le armi dell’amore, sopportare il dolore, controllare la rabbia, rispettare la dignità umana.
    Olimpia Improta
     
     

     
  • 06 luglio 2015 alle ore 12:24
    LA LUCE DOPO IL BUIO

    Come comincia: Scrivo per me in primis, e quindi sono la prima a dover essere convinta della trama. Sono molto severa con me stessa, in questo. In un certo senso devo riuscire a sorprendermi. Naturalmente non è una cosa semplice, ma quando accade la sensazione è bellissima, e so di aver scritto qualcosa di buono. Bisogna mettersi degli standard alti sempre, e non mollare mai finché non ci si arriva. Come si svolge la mia pazza giornata, che bella domanda! In effetti sono molto presa dalla mia quotidianità. Ogni mattina la sveglia e da quel momento non ho più scampo. Caffettiera sul fuoco, grembiuli e zainetti, divisa da indossare. Accompagno le mie piccole vandale all’asilo, per poi andare a prenderle quando esco dal lavoro nel pomeriggio che imbrunisce. Da quel momento in poi mi smisto in modalità mamma/moglie. Per fortuna mio marito mi offre tantissima collaborazione, non nei lavori domestici! Mi protegge da ogni preoccupazione che non sia quella di regina del focolare.  Anche così, chiaramente, il tempo che ho è piuttosto risicato e alla letteratura riesco a dedicare meno di quanto vorrei. Scrivo nei ritagli di tempo, e quando a sera ci mettiamo a letto e tutto tace, un lumino solitario si accende in casa: sono io che leggo, prima di crollare, irrimediabilmente! Mio marito torna regolarmente a casa presto nel pomeriggio, quindi accende il computer, il computer rimane sempre più acceso! E’ colpa di Facebook? I Social Network hanno rivoluzionato la nostra vita sociale, ma non solo. Hanno rivoluzionato anche il nostro modo di relazionarci con gli altri, amici, colleghi, partner. L’immediatezza del contatto facilita la conoscenza, ma può diventare un’arma a doppio taglio. E succede, purtroppo, che la nostra vita di coppia non sia più felice. Facebook, funziona come grande amplificatore di emozioni, di tutte le emozioni. La colpa dell’utilizzo della rete è nostra: siamo noi ad usarla, anche con tutto il nostro mondo interiore! Per ingannare il tempo sono andata su Facebook, ma non mi sono accorta che non era il mio profilo, ma quello di mio marito. Ho trovato uno scambio epistolare e vari messaggi in cui lui faceva il cretino con le sue colleghe. Ho sofferto molto, mi sono sentita derisa, tradita e presa in giro; ho cercato di capire cosa era successo veramente, e mi sono sentita in colpa con me stessa. Mio marito, uomo brillante e socievole, ha sempre negato. Vendicarmi e rendergli pan per focaccia? Ho aperto un profilo falso maschile, ho aggiunto gente a raffica prima di chiedere l'amicizia a mio marito e alle sue colleghe che hanno accettato pur non conoscendomi. Una sua collega ha cominciato a chattare con me,  ha cercato più volte di conoscermi. Mi ha fatto paura, sinceramente preoccupata dai suoi scritti,  ho intuito quanto sia doloroso esserne colpiti e ho avvertito compassione per i suoi pensieri e i suoi propositi. Era giunto il momento di chiudere il falso profilo presentandomi con il mio nome vero. Gli amici sono stati comprensivi e discreti, dalla collega di mio marito ho ricevuto un messaggio con tante ingiurie, bestemmie e maledizioni. In risposta le ho scritto: “Che il Signore ti benedica e ti protegga da ogni tuo male!“ Con la forza di volontà si può ottenere tutto quello che si vuole, basta crederci! Il dolore, la sofferenza e gli errori mi hanno aiutata a migliorare e a rendermi più forte e più combattiva. La delusione l’ho trasformata nella migliore opportunità della mia vita per cominciare un’esistenza bellissima, ricca ed emozionante. Ho aperto me stessa e il mio cuore al mondo, abbracciando tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza!
    Olimpia Improta

     
  • 06 luglio 2015 alle ore 12:22
    Partenza alle ore 17.30

    Come comincia: Non bisogna mai dare niente per scontato, tutti i nostri traguardi vanno riconquistati ogni giorno! Avvenimenti imprevisti, a volte lieti, a volte tristi, tendono a sconvolgere improvvisamente la normale routine del nostro quotidiano, annullando le nostre certezze e riportandoci ad una realtà inaspettata.
    Anche stamattina, come sempre nei giorni piovosi, devo fare i conti con il traffico. La segnaletica autostradale mi indica quindici chilometri di coda ed è ormai un po’ che procediamo a passo d’uomo. I miei nervi cominciano a saltare, alzo sempre più il volume della radio per cercare di distrarmi. Mi innervosisco. Mi agito. Mi volto a sinistra. L’immagine dell’altra carreggiata, mi riporta brutalmente indietro nel tempo.
    Quel giorno, lontano ormai dieci anni, ero rincasata molto prima del solito perché la baby sitter mi aveva dato buca. Riguardavo il lavoro fatto, davvero ottimo. Il mio antico orologio a pendolo aveva appena smesso di suonare i rintocchi delle ore 17.30, mi ero sbrigata prima del previsto e potevo finalmente riposare accoccolata sul mio divano. Ad un tratto, un lamento. Il cuore mi pulsò incessantemente! Mi alzai allarmata e mi avvicinai alla culla del mio bimbo; dormiva sereno e tranquillo, ma quel lamento mi aveva messo in ansia. Decisi di non parlare con nessuno dell’accaduto, temevo di passare per una madre eccessivamente apprensiva e, forse, un po’ lo ero.
    Il giorno dopo andai in ufficio, ancora fortemente turbata da quel lamento che continuava a rimbombarmi nella testa; tuffarmi nel lavoro mi consentì di distrarmi. Alle 20.00, ormai a casa, mi arrivò una telefonata; mio fratello mi avvertiva che il telegiornale aveva appena mostrato uno scontro tra un’auto e un tir; aveva perso la vita Francesco, il mio amico e collega con cui lavoravo quotidianamente. Il mondo mi crollò addosso: 23 anni sono oggettivamente troppo pochi per morire, ancor di più quando a casa ti attendono una bimba di tre anni e tua moglie che, dopo quindici giorni, darà alla luce il tuo piccolo bambino.
    Come in un film, mi tornarono alla mente tutti i momenti trascorsi insieme. Io e Francesco, lavoravamo insieme da tre anni nell’azienda della sua famiglia; io ero più grande di lui di dieci anni, lui era il figlio del mio datore di lavoro. Ero un po’ la sua tutor. Mille volte ci attardavamo al lavoro. Ore ed ore trascorse insieme a ridere e lavorare. Avrebbe voluto trascorrere più tempo con la sua famiglia o con i suoi amici a giocare a calcetto; ma io lo esortavo a lavorare per imparare e fortificare le fondamenta del suo futuro; lui mi ascoltava, perché si fidava ed imparava. Ero io che lo avevo esortato ad andare a quel colloquio. Una grande opportunità, come poteva perderla? Cattiva consigliera è stata la razionalità! A cosa erano serviti i sacrifici di Francesco? Le ore trascorse a lavorare? Le partite a calcetto non giocate, per costruire quel futuro? Se non fosse andato a quel colloquio, oggi sicuramente sarebbe tutto diverso.
    I sensi di colpa, mi assalivano; non riuscivo a liberamene. Notte e giorno, in un pensiero costante. Lacrime e ancora lacrime. E poi l’aiuto mi è arrivato da chi, in realtà, l’aiuto avrebbe dovuto chiederlo. “Bisogna ricominciare il viaggio, nonostante tutto”, mi avevo detto e abbiamo cominciato a scrivere un libro a quattro mani per raccontare ciò che di bello è stato. Io e Caterina, la moglie di Francesco.
     La nostra ripartenza come rimedio per ricominciare ma senza mai dimenticare ciò che ha lasciato un’esistenza breve ma eterna. Sulla copertina un’immagine stilizzata tratta da una foto del piccolo Francesco, il bimbo che non ha mai potuto giocare con il suo papà. Siamo ripartite dalle 17.30: l’ora dell’incidente! Il prologo, brevissimo, voluto da Caterina: “alle 17.30, laddove possibile, si suoneranno le note del silenzio in memoria delle tante, troppe, vittime della strada”.
    Il traffico era ormai smaltito. Ero arrivata in ufficio. Calmissima. Ancora una volta, come spesso negli ultimi anni, il suo ricordo mi era stato di insegnamento: un’ora di rabbia è un’ora di felicità persa e la vita, se anche durasse cento anni, non merita di essere sprecata.
    Lui non è passato invano.
    Olimpia Improta

     
  • 18 settembre 2014 alle ore 17:46
    Principi, Principesse e lo Stregone Nero

    Come comincia: Per una volta Gatto Silvestro non prova a mangiare Titti: mi è semblato di vedele un liblo in soffitta!
    L'avventura è interessantissima, incantati dall'atmosfera magica e degli oggetti che vi si trovano in soffitta, Gatto Silvestro e Titti scelgono nella loro esplorazione un libro magico e misterioso. A loro il compito di raccontare la storia, poiché solo loro la conoscono tutta!
    C'erano una volta, in un castello meraviglioso, due sorelle principesse, di nome Chiara e Laura,  dotate di poteri soprannaturali. Le due belle principesse sono luminose, amano la musica e la danza. Proteggono il castello e gli abitanti in cui abitano. Il loro è un mondo attivo, dinamico, ricco di suspense. Si schierano per il bene e diventano invisibili, per i loro straordinari poteri magici.
     Ogni anno, nel castello, si svolge una cerimonia in occasione del compleanno del re. Per questa importante occasione, Chiara e Laura, aumentano la sorveglianza del castello con guardie del corpo. La maggiore pericolosità per gli abitanti del castello è la presenza dello Stregone Nero, che disprezza l'amore ed è costantemente impegnato nella ricerca del dominio e del potere.
    Vuole che tutto dipenda da lui, è un malvagio bandito del regno perché vuole impossessarsi del trono per diventare il nuovo re e lo Stregone più potente del mondo.
    E’ maestro delle arti oscure e passa il tempo ad approfondire lo studio delle tecniche magiche basate sul fuoco e sull' oscurità. I suoi incantesimi sono davvero impressionanti. Infatti si sente superiore agli altri, e va all’avventura per guadagnare potere su chi considera inferiore.
    Quella sera nel castello si terrà lo spettacolo di un balletto in onore del Re. Lo stregone non lo perderebbe per nulla al mondo! Per penetrare nel castello, si traveste da monaco, approfittando della credulità delle guardie. Da quel momento, lo Stregone Nero desidera solo, come gli è ora possibile, sedersi sul trono per impossessarsi dei suoi poteri magici ed essere il più potente.
    Le principesse, Chiara e Laura, non riescono a sottrarsi alla sensazione della presenza dello stregone. In cima alla magnifica scalinata osservano lo stregone seduto sul trono, determinate e di spirito, con il loro potere magico, per scoprire qualcosa di sconosciuto o di nascosto, diventano lastre di ghiaccio invisibili.
    L’ira dello stregone è così devastante che gli consente di catturare le giovani principesse. Alla fine, però, lo stregone va incontro al suo crudo destino. Il fato interviene, con l’aiuto di due coraggiosi principi, quando tutto sembra andare per il peggio.  Lo stregone scatena un’ultima disperata battaglia per portare a compimento la sua volontà, le sue azioni, il suo destino. I Principi provano a liberare Chiara e Laura, ma lo stregone li respinge con i suoi poteri.
    I due Principi vanno dal Re, il quale promette loro che se fossero riusciti a liberare le principesse sue figlie, avrebbero potuto sposarle.
    Solo i due principi, dal cuore puro, potranno salvare le principesse e riportare il re sul trono!
    La coalizione che muove contro lo Stregone Nero, è composta dai due principi e dalle due principesse. Per proteggere Chiara e Laura dalle armi magiche, i valorosi principi portano uno scudo incantato, grazie ad un incantesimo lo stregone si distrae e si addormenta. Le principesse confezionano un incantesimo meraviglioso e lo usano per impossessarsi dei suoi poteri, lo scrigno con il Vuoto ritorna per assorbirli. Usando ancora la magia, lo scrigno scomparve nel nulla e lo stregone rinchiuso nelle carceri segrete non fu più ritrovato. Il Re ritornò sul trono, e le due Principesse si sposarono con i loro Principi e vissero tutti felici e contenti.