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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 giugno 2007
    Una foto

    Guardo una fotografia
    c'è un vecchio ponte
    fatto di sassi su quella via
    di anime sorridenti.


    Attraverso col pensiero
    quel ponticello sopra un fiume
    che bagna quel paesaggio
    d'inverno.


    Solitudine d'un uomo
    che sta davanti all'immagine
    d'una fotografia
    d'anime sorridenti.


    Bionda come l'oro
    luccica nella foto
    una ragazzina di vent'anni
    che si muove tra la gente.

  • 30 giugno 2007
    Mia Madre

    Mia madre ha negli occhi
    un lampo di gioia
    ogni qualvolta mi vede arrivare.

     

    E se lontana mi scorge pensosa
    tristi diventano per muta domanda.


    E se di spalle nascondi lacrime
    per sofferenze che non conoscevi


    Ti avvinghiano in timido abbraccio
    che se pur per poco
    comunque riscalda.

  • 30 giugno 2007
    Rinascita

    Accecata da raggi cocenti
    eburnea ho addentato pomi
    recidendo gomena materna.


    Smeraldo intervallo
    quintane assolate
    di luglio vermiglio obolo
    all'oligarchia della quotidianità.


    Idioma cespicante
    sussultante per aritmia
    percorre tiepidi meriggi autunnali.


    Preannuncia albage algido inverno.


    Prima che diafani impenetrabili silenzi
    alienino l'autarchia dell'alba
    approdo tenue risveglio


    tocco materno
    su gota bambina.

  • 30 giugno 2007
    Apocalisse

    Sul colle dell'iniquità
    s'innalzano fantocci imbalsamati
    forgiati dal piombo fuso dei protervi.


    Massa informe avanza puro fango
    incede vento orma dell'Ebreo.


    Sul ciglio dell'eternità
    tremula nota d'aquiloni recisi
    monche colombe plananti.


    Surclassano rameico tramonto
    di sangue rappreso del Giusto
    pagine sbiadite di memoria.


    E i sensi passano
    squarciando la gialla acropoli.


    Carezza frusta
    vestigia di Babele! 

  • 29 giugno 2007
    Rosso e azzurro

    Mare,
    e dolcissimo vento
    dove io sono
    nascosta
    sotto mantelli di azzurro,
    ed ancora voglio restare
    se c'è stella ad aprire visioni
    tra lunghi sguardi di perfezione.
    Restare,
    nei tramonti appena forgiati
    che scaraventano sogni
    tra onde di grandi acque.
    Ovunque intorno
    salpano nuovi soli
    ed equipaggi di lune,
    per luoghi di petali notturni.

  • 28 giugno 2007
    Strappo.

    Strappo.


    Mi strappo di dosso la pelle
    lacero ogni brandello di carne
    inutile
    incredibile
    vana
    dissanguo le vene
    da questo insipido liquido.
    Nulla permette.

    Mi strappo peluria e accessori
    brandelli di convinzioni
    comiche
    ridicole
    anticamente sterili
    cancello le immagini
    da questa stupida retina.
    Nulla promette.

    Rinnego.
    Cancello.
    Mi svuoto.

    Mi strappo la vita.

  • 28 giugno 2007
    Ti odio perché ti amo

    I tuoi occhi mi hanno cercata, le tue labbra mi hanno baciata e il tuo sguardo mi ha rapita... quei tuoi occhi brillano dentro all'essenza più profonda di me, una parola li ha fatti risplendere come il mio amore per te... ti ho regalato il mio cuore per un anno e non lo volevi, e ora che lo vuoi io non riesco più a dartelo... perché? perché il ricordo di quei baci, non mi fanno provare più niente?! perché quel tuo "ti amo", non mi fa più disperare?! non ti amo più?! abitudine?! non lo so, so solo che ti odio perché ti amo.

  • 28 giugno 2007
    Sconosciuto

    Tu... sconosciuto, ti sei immesso nella mia vita e l'hai fatta tua.
    Poi hai deciso di restituirmela, ma ormai lei si era affezionata troppo a te.
    E ora ti sta chiamando, ma le tue attenzioni non sono più rivolte a lei e quindi non riesci a sentirla, perché fra le tue mani, hai un'altra vita.
    Un'altra vita da rovinare.
    Un'altra vita da distruggere, come hai fatto con la mia.

  • 27 giugno 2007
    Numeri

    Era impossibile non ammirarti
    Anche se ormai anziano
    Dimostravi una forza d’animo magnifica.
    Espandevi luce introno a te.
    Ero sempre incuriosito
    Dalle tue storie.
    Le raccontavi la domenica,
    quando venivamo a pranzo da te.
    Storie della tua gioventù.
    Quel tatuaggio che avevi sul braccio.
    Mi affascinava.
    Lo tenevi quasi sempre nascosto,
    come se te ne vergognassi.
    Solo d’estate saltava fuori.
    E appena potevo lo toccavo.
    Una volta ti chiesi, con tutto il coraggio che avevo,
    “Nonno, ma questi numeri che hai qui, cosa significano?”
    Tu non ti perdesti in mille vaneggiamenti
    “Un tempo questi numeri erano il mio nome”

     

    Mi chiesi come era possibile una cosa del genere,
    visto che tu avevi il mio stesso nome.
    Solo dopo ho capito.
    Solo dopo mi son reso conto di quanto ero ingenuo.
    Di quanto doveva averti fatto soffrire
    Quella mia stupida e tremenda domanda.

  • 27 giugno 2007
    Noi... infinito mare

    L'eroicità di gesta mai compiute
    l'immensità di costellazioni sconosciute
    l'intensità del calore solare
    l'incommensurabile luce lunare
    nulla può Noi eguagliare
    e giammai emulare!
    Noi... infinito mare
    al qual lo scempio delle tempeste
    duolo non può arrecare:
    flutti eterei di emozioni trasvolano
    onde di essenza divina emigrano
    maree di eccelso "sentire" il sempre abbracciano.
    Noi... infinito mare 
    le cui dolce acque nessun può gustare
    sol l'anime nostre a lui piacque bagnare.
    Noi... infinito mare
    silente desina alle nostre spiagge
    solerte desta la nascitura aurora delle nostre anime.
    Noi... infinito mare
    qual prode il vuol varcare
    mai ritorno può trovare.
    Noi... infinito mare
    fonte di sì eterno ed amichevol amore
    navigar può sol l'unico nostro cuore.

  • 27 giugno 2007
    Se tu non torni

    Una luce tenue,
    occhi dietro una finestra,
    un tramonto qualunque,
    i cieli di una nuova notte,
    l'ipotesi di un'attesa,
    i se di un ritorno.

  • 27 giugno 2007
    Se la vita fosse un sogno

    Come attori annoiati,
    recitiamo un ruolo che non abbiamo scelto;
    nella vana ricerca di un copione che non esiste,
    percorriamo strade senza meta;
    Ci aggrappiamo con forza alla ragione,
    dimenticando che non basta per comprendere
    ciò che solo la fede può spiegare;
    Osserviamo indifesi la corsa sfrenata del tempo,
    derisi dal paradosso dell’età,
    che a vent’anni ci fa sentire onnipotenti,
    senza sapere che l’immortalità a volte si paga con la vita;
    Ma in certi momenti,
    anche solo per un attimo,
    qualcosa sembra cambiare,
    niente ha più senso se non quello di fermarsi,
    godersi quella scintilla divina,
    forse troppo luminosa da guardare,
    o troppo calda da toccare,
    ma non così veloce da passare inosservata;
    Quell’attimo da solo può dare un senso alla nostra vita,
    è la risposta ad ogni dubbio,
    il significato profondo di qualsiasi dolore,
    il motivo per il quale lottiamo ogni giorno,
    Perchè quell’attimo si chiama FELICITA’!
    Se la vita fosse un sogno,
    noi, i nostri pensieri, le nostre emozioni,
    saremmo soltanto la trama sbiadita creata da una mente superiore,
    la fervida immagine di un mondo che non ci appartiene,
    faremmo parte di quel copione che inutilmente andiamo cercando.
    Ma se la vita fosse un sogno,
    io voglio viverla lo stesso,
    anche ad occhi chiusi rincorrere il futuro
    credendo di poter cambiare il destino,
    guardare mio padre dondolarsi sull’altalena,
    regalare un sorriso a mia madre,
    abbracciare mio fratello,
    amare la donna che ho sempre desiderato,
    aspettare con impazienza il ritorno di un figlio,
    e poter scoprire un giorno di essere finalmente sereno.
    Quindi,
    se la vita fosse un sogno,
    non fate troppo rumore:
    c’è il rischio che qualcuno si svegli!

  • 26 giugno 2007
    Ascolta

    Vorrai ascoltarmi?
    Che la ragione è sempre priva di sentimento
    e poi non ci sono parole verdi
    oppure azzurre
    come l'anima sa pensare
    quando vola
    quando vibra
    quando sogna:


    che squarci di cielo
    che lampi di seta
    che nubi diamante.


    Io voglio volare.
    E naufragare
    lungo rive molli di sabbia bollente
    e distesa al sole
    asciugare
    tutte
    ma proprio tutte
    le cocenti lacrime dei rimpianti.

  • 26 giugno 2007
    L'eterno morire

    Aprire gli occhi e non vedere il tuo volto,
    Accarezzare un corpo senza provare il calore della tua pelle,
    Ascoltare invano la tua voce leggera, sovrastata dal frastuono assordante della vita,
    Percepire soltanto, nel profumo di un fiore, la lontana tua presenza,
    Quando, ancora generose
    Le labbra tue sfioravano le mie,
    Così timorose nel pensiero di un gesto proibito,
    E tuttora invidiose di un momento fuggito,
    Quando, ancora consolanti,
    Le tue braccia circondavano i mie giorni,
    Un tempo colmi di presente,
    Oggi prosciugati da un passato
    Che il tempo crudele mi ha rubato,
    Quando, ancora condivisi
    I nostri sospiri alimentavano l’amore,
    E trascinati dal vento della passione,
    Lasciavamo bruciare
    Nel perenne fuoco dell’istinto,
    la fragile spada della ragione.
    Potrò ancora,
    Di notte sognare,
    E di giorno sperare,
    Quel sorriso ingenuo che di luce bianca illuminava il tuo volto,
    Quei gesti lenti e sicuri che rapivano il mio sguardo,
    Quel ventre casto, che palpitare faceva di desiderio la mia carne,
    Quei capelli soffici, che di seta avean la leggerezza e di rosa il profumo.
    Potrò ancora,
    Di notte sognare,
    E di giorno sperare,
    Perché un  solo attimo senza il tuo ricordo
    E’ eterno morire.

  • 26 giugno 2007
    La gioia del vento

    Spaziosamente annuvolato
    tra le ciglia della pioggia.
    Raccimolato tra le radici
    dei respiri d'ombra.
    Accovacciato tra le emozioni
    del sole mito.
    L'apertura di sensazioni
    ravvivante la vita.

  • 25 giugno 2007
    Sense-all

    Veemente
    noncurante magia
    dell'esser
    viziati da se stessi
    con apicale spasmo.
    Ne rapisce il senso
    d'oscurità permanente
    evocando vorticoso
    abbandono d'irrequietezza;
    sfocia in risorsa
    di cantico interiore;
    lascia trasparire
    l'immortalità
    del fuggitivo
    senza porsi
    alcun perché.

    E per il domani?
    Tatuaggio
    nella memoria
    solo da sbirciare...

  • 25 giugno 2007
    Senza luce

    Dimmi amico mio
    cosa del giorno potrei dirti.
    Proverei a cogliere
    gli aspetti del primo mattino
    guardando per te,
    i colori e la luce che ci circonda,
    le strade gremite di gente.
    E tu senti la brezza dell’aria  mattutina,
    il profumo delle piante,
    o il fastidio di fumo.
    Lo scalpitìo dei passi e i clacson
    delle auto.
    Ecco che frena una bici
    e te ne accorgi. Non è un bambino,
    questa volta, ma una ragazzina
    che ti chiede scusa.
    E del mare di giorno e di notte
    cosa potrei dirti.
    Della luna e delle stelle
    non mi chiedi
    ma del resto molto tu sai
    immaginare e sognare.

  • 25 giugno 2007
    Partenza

    Non fa più differenza
    la memoria del giorno
    allevata dalle nuvole,
    prima della follia di luna
    a mezzanotte
    a liquidare il tempo
    tra sguardi di dei notturni,
    alati o silenziosi.

    Prendimi pure tutta
    che non ho strette al cuore,
    e se mai ho avuto un  nome,
    non è più il  mio.
    Scacciami dal mondo
    e dalle sue scie notturne,
    spegnimi il fiato nel sonno
    tra sfere vorticanti
    alte e bucate.

    Io non ritorno.

  • 25 giugno 2007
    D'oro e d'argento

    Un sasso nel fondo
    fondale
    È una nave che Torna
    agli abissi
    Alla  notte che espande
    le onde a raggiera
    sull’acqua
    da flebile aria sfumata
    in un freddo
    silenzio d’argento

     

    Tutto questo vede
    la madre
    Posando il suo soffio
    di labbra
    Sulla sua tenera perla
    che sogna serena
    fra  nuvole azzurre
    di bianco cotone
    fra i  monti di panna
    e di verde speranza

     

    Stringendosi in seno
    il caldo colore dell’oro

  • 25 giugno 2007
    Grazie a Te

    Mi hai detto...  se credi in qualcosa non farti domande e buttati a farlo... ero da tanto tempo che volevo scrivere, ma avevo paura che qualcosa di troppo mi potesse uscire, ma tu mi hai fatto promettere di non mettermi pareti davanti al mio cammino e di portare a termine ciò che rispecchiava il mio sogno... leggendo le tue bellissime parole sono riuscita a scrivere dei pensieri, che potrebbero essere banali per certa gente ma che per me sono importanti... mia maestra grazie di avermi fatto aprire gli occhi... Ti Voglio Bene!

  • Forse esagero, forse troppo tempo il mio cuore era legato al tuo, forse ora lui non vale niente rispetto a te, forse è tutta una messa in scena... ma io non so se amo te o se amo lui... non so perché io preferisca stare con lui che con te... troppo tempo il mio cuore l'ho dedicato a te... troppo tempo è passato prima che arrivasse lui... io non posso dimenticarti, con te ho passato momenti che non scorderò mai... e forse, tu sei la persona che vivrà in me... e per sempre dovrò pensarti... sono condannata a pensarti per sempre...

  • 25 giugno 2007
    Il silenzio interrotto

    Ho provato ad ascoltarmi
    dentro una quiete
    dello schiamazzo marino.
    Seduta sul morbido cuscino
    di sabbia
    stringevo i pugni
    che strillavano il desiderio
    di comprensione
    e di esstenza.
    Cosa sono le emozioni
    che mi appartengono?
    Mi torni in mente.
    Mi sento una nullità
    per la rabbia immensa provata:
    non poterti mai avere.
    Un'onda ha spezzato
    il seguito dei miei pensieri:
    non voglio pensare più.

  • 23 giugno 2007
    Straniero in patria

    Cullato nel soave limbo
    dell'affetto incondizionato
    e svegliato dal freddo
    opportunismo non calcolato.
    Rabbia diversa
    coinvolgimento minimo
    ma enorme conferma
    a tutti i tuoi dubbi.
    Straniero in patria
    scappo da me stesso
    per non essere come
    volete.

  • 23 giugno 2007
    Apatia

    Bicchiere mezzo vuoto
    sintomo di nostalgia
    voglia di indefinito
    trascorso nei tuoi pensieri
    Senza impeto tranquillo
    nè calma sonora.
    Niente ti placa, tutto vuoi
    ma non vedi cosa.
    Mente annebbiata da
    un afoso e irrespirabile
    sentimento incontrollato.
    Non sei sazio, non sei
    in fondo
    felice.
    Ma solo sorridi
    piangendo.

  • 23 giugno 2007
    Urlo

    Lunghe lettere
    sfoghi sotto luci tremule
    e singhiozzi strozzati.
    Sfoghi curativi,
    caldi palliativi in cui
    annegare.
    Troppe parole scritte
    allora
    i sentimenti che tornano
    le emozioni
    che si ripetono.
    Poche righe adesso
    esprimono un boato
    dentro.
    Urlo così.