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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 settembre 2008
    Mio Angelo

    Ti amo
    e non esiste un granello di sabbia a questo mondo
    che non lo sappia.
    Persino i condannati
    nel loro ultimo respiro per allietarsi
    pensano a noi due
    e sereni s'abbandonano.
    Corromperei il tempo
    non per la bellezza futile che svanisce
    ma per quel tuo sguardo
    che mi tocca intenso ora
    e se fosse colore sarebbe nero come la pece
    da oscurare la notte
    e da infiammare il Sole!
    Sarebbe un peccato di Dio
    se non fosse eterno.

  • 29 settembre 2008
    In mezzo al mare

    Senti il rumore del vento,
    il brusio dell'iinocenza che s'infrange
    e tu piano che affondi
    ma è la pazzia che ti far stare a galla,
    la speranza che chi ti sta sulla sponda
    non abbia i tuoi occhietti neri,
    che questa volta
    sia l'ultima di tante
    che tenti d'esser uomo.

  • 29 settembre 2008
    Per Irne

    Zefiro ombra della mia parola di poeta dimmi tutto di lei
    Io affacciato alla tua margherita oh prato rinfresca le mie labbra di un suo bacio
    L’edera nel tempo non s’intreccerà alla mia torre il mio dramma
    È un cielo puntato di stelle che mi stringe il collo possibile amante lo sento selvatico nella zampa di lepre
    Creperò quando saprò del tuo fremito nella mia stella e tutto il mio amare
    È tuo non godere lo spacco della mia ferita il segno della gelosia
    Me l’ha procurato sanlorenzo tutti l’hanno visto nella luce della notte
    Lo spruzzare dei venti hanno spinto il profumo altrove venti di stelle nel nulla crudelmente affollati
    Mi ha rotto la bocca afferrato al momento inganno tentacolo per non baciarti
    Suturami nelle giunture tue quando ti stendi sul ricordo venuto dal nostro interno
    Io mi patriotto nei motti del giorno sempre più nell’ombra della gola
    Ove la parola si fa silenzio ove la parola si scortica per rendere pubblico il coraggio di formarsi
    Io sono Eleonora figliamadre unica nel tuo regno il mio tempo non ha stelle nera su di me l’acqua
    del tuo candeggio pastiglia
    La tua età è la mia sposa matrice e creatura i miei polsi paralizzati nei tuoi anni quanta semina
    distillerà la terra

  • 29 settembre 2008
    Epistola

    Se perdessi la capacità di soffermarmi
    sulla possibilità di una fantasia nella vuota veridicità
    del mio risveglio, allora smetteresti d’esistere
    e questo mio scriverti avrebbe fine.
    Seppure nella menzogna di una realtà che non soddisfa
    ritorno a perdermi nelle fantastiche avventure che leggevo
    quando ancora sapevo sperare.


    Abbiamo perso gli ideali nel cammino
    dei sogni di giustizia sociale
    ed Enrico se n’è andato,
    sì, avrei dovuto dirtelo prima,
    anche lui se n’è andato.
    La sua fronte era rigata di sudore,
    le vene gonfie di attese e parole:
    nella piazza i pugni si sono aperti,
    le vele rosse hanno perso il vento.


    Mi sono addormentata sul divano stanotte
    fissando una fabbrica di sogni d’acquistare a rate
    mentre mi chiedevo dove sarai arrivato
    e se nell’altro emisfero stai trovando quiete
    o solo bugie d’esistenza.
    Ma non temere per me,
    mi vestirò di sogni domattina
    partendo per un’avventura da timbrare
    senza meta né certezze.
    Silenziosamente attenderò una risposta
    alle domande che non ti ho posto.

     


    *A mio nonno

  • 29 settembre 2008
    Per Irne

    Io iniziarmi servo che sottrae il verso all’utero
    per irne
    Me sciagurato nel sonaglio del carnale grecale
    Te corpo del mio corpo pubblicato dal bacio della spina sulla Rosa
    Oh me sconfitto mio pennino difendi il santuario o sacra inviolabile
    A squarciagola canto il tuo ciuffo ricciuto e quest’oscura notte non passa dalle tue labbra
    Oh regina sono pronto a scornare la forza del satiro ti mostrerò
    Incandescente il ferro nella forgia nell’urlo delle campane sulla basa latitudine navigare il mare
    Sgelerò nella tempesta dei miei ormoni mi ficcherò in un abbraccio sarà calma oh stringimi a te
    Dovunque amore cresce in me porta un passo di fiamma da questa parte
    Il marmo è morbido in esso certamente ci sei tu anima
    Non temo niente né leggi né condanne né tribunali né crepe di venature
    Anche la straziante lancia di fiele nella felicità
    Mi rannicchio in te nella differenza d’origine aquila abbttuta da adunatori di fulmini
    La mia ala è spezzata voglio guarire in te con le parole della mia poesia priva di significato.

  • 29 settembre 2008
    Vorrei morire

    Vorrei morire con il profumo degli aranci, di giorno,
    possibilmente senza nubi con un sole mite. Con la
    gente per strada a far finta di niente. Fumando l’ultima
    chesterfield. Col gel sui capelli, rasato e profumato. Con le
    mani nelle mani di colei che ha voluto amarmi. Bevendo
    l’ultimo caffè. Sorridendo al mio avanzare nella staticità di
    un inizio eterno.

    (Il passo della notte, Lupo Editore, Copertino 2012, IX, p. 41)

     

  • 29 settembre 2008
    Clochard

    ... Poesia è un gesto semplice
    uno sguardo umano
    la carezza di una puttana
    che scopri donna
    nei suoi grandi occhi neri
    mentre ti fa l'amore per quattro lire,
    uno scialle sui capelli,
    una vecchia ripiegata sul bastone,
    il tizio all'angolo della strada
    solo, con il suo cane...

  • 26 settembre 2008
    Impotenza

    Come un bambino
    goffo e bagnato
    nel cranio
    di una decisione
    adulta.

  • 26 settembre 2008
    Io senza di lei (a mia madre)

    Il silenzio è breve,
    l'istante di quiete
    si interrompe quando
    le bandiere della terra
    ripetono in coro che è
    l'ora di andare.
    Esco.
    Nasco.
    Vivo.
    Amo la luce che cade
    sul mio corpo
    il profumo di cielo
    che subito mi disseta.
    Mi viene naturale urlare.
    Sento voci ripetere
    all'infinito il mio nome
    e in lontananza un orizzonte
    pronto a proteggermi.
    Non so il perché,
    ma nello sguardo di una donna
    ho trovato calore.
    Mi chiedo come mai
    ha le mie stesse labbra
    il mio stesso viso.
    Mi aggrappo al suo seno
    riconoscente,
    rannicchiata nel suo cuore
    che batte.
    Sento qualcosa di unico,
    un legame forte spinto da un amore
    senza limiti.
    Io senza di lei, non sono più.

  • 26 settembre 2008
    Per Irene

    Dal tuo cantare auretta io gocciolo dal tuo suono traggo bacisogni colami dalle tue labbra

    Il ricamo del tuo nido nella boccamano mentre onduli col pizzo sangallo i tuoi seni

    Durerà a lungo questa festa abbasso la guardia dimmi se la tua lingua mi guarirà

    Sono fuori dall’onda le cime dei monti fanno la guardia alla mia notte nel tuo lago

    L’anima tutta intera la trovo nelle pieghe della seta nel tuo amante amore

    Sei albatros dalle lunghe ali sei traghetto di cibo all’insaziabile mia fame

    Affogami con schiuma di sesso sullo scoglio

    Ti dono merletti di lussuria avvolgo di baci le tue ginocchia sono così illuminato del tuo belvedere

    I tuoi sandali sono bianchi io sono il tuo colore un odore di foglie sotto le quali trovo i tuoi baci

    Lanciami palle di fuoco non mi fermerò nel giuoco delle mie mani

    Ove le tue hanno accarezzato mie piaghe sul capo già sospira non ci sei ancora arrivata

    Terrò alghe fresche sul nostro pescato ardore la tua striscia si verderizza della notte in me furore

    Saziami col tuo soffio ispirami verso all’improvviso alzati vento

    Portami da lei nella carnale ricchezza della luce

  • 24 settembre 2008
    Entropia

    Perdendomi nel caos primigenio
    slancio il mio cuore
    fra tumultuosi vortici di nulla,
    specchiandomi serafico
    nel celeste mare primordiale,
    mentre attraverso l'Orsa
    cavalcando un unicorno destriero,
    barcamenandomi fra nature morte e barlumi di speranza.

  • 24 settembre 2008
    Le immagini della mia vita

    Le immagini della mia vita
    si aggrappano veloci
    al cuore,
    come onde che cercano
    uno scoglio.
    E mi ritrovo scalza
    a svuotare l'innocenza
    nei prati
    con gli occhi bagnati
    di felicità
    per aver scoperto in un fiore
    un sorriso amico.
    Mi affaccio timida
    sui binari dell'amore
    e mi perdo nel fascino
    di un cielo vagabondo
    che mi lascia cullare
    l' anima sotto le sue lenzuola.
    Intanto m'accorgo
    che i giorni si consumano
    l'inverno scappa e poi ritorna
    come i sogni
    che sembrano impauriti
    dalla fretta del tempo.
    Il pensiero di invecchiare
    non mi angoscia
    la mia ombra è sempre
    la mia ombra,
    che misera si inchina
    all' eterno
    per scendere a giocare
    con il silenzio.

  • 24 settembre 2008
    Per non morire mai

    In questo tempo
    dove i dubbi si rincorrono
    e le strade esplodono
    di polvere,
    la vita continua.
    Con la disperazione
    negli occhi
    con la pazzia tra le tempie
    l'aria sporca
    violenta le pelli
    radendo anime e cuori.
    Sanno di inverno
    le lacrime
    che balzano via
    con i volti nel fuoco.
    Finestre chiuse,
    portoni che aspettano
    una falsa pace
    e di nuovo mine
    che strappano sguardi felici.
    Solo la memoria
    soffia sulle carni spente
    urlando il disprezzo
    per la guerra,
    una preghiera per non
    morire mai.

  • 24 settembre 2008
    Il primo fumo (l'autunno)

    Quando il cielo
    faticherà a far nascere
    il giorno
    e l'aria sarà una spina
    sulla pelle
    io mi lascerò amare
    dalla malinconia.
    Guarderò l'autunno
    colorare di giallo
    la mia anima e le piante,
    mi porterò addosso
    il primo fumo delle case
    come un fazzoletto ricamato
    dal tempo.
    Davanti a me
    avrò una terra fradicia
    di nuvole,
    una terra orfana di calore
    che stenterà a respirare
    il gelido sapore
    di una nuova stagione.
    Allora il mio silenzio
    si abbandonerà ai ghigni
    rossastri delle foglie,
    diventando respiro
    e sudore di un'attesa.

  • 23 settembre 2008
    Oblio definitivo

    L’umido respiro la terra,
    stretta dal pensiero collettivo,
    ha perso per sempre.

     

    Giovane ingegnoso,
    l’ideale senza mercato
    avvizzisce in putrescente inutilità.

     

    Recisa,
    l’ultima mano tesa
    è venduta,
    souvenir del tempo andato,
    oblio che espande 
    nel frenetico ritmare del giorno
    a soffocare la voglia del cuore
    deluso e stanco
    di tornare padrone dell’io.

  • 23 settembre 2008
    Rom

    Antica presuntuosa ricchezza
    ti sbatto contro;
    superbo cristiano
    sprigiono orgoglioso
    la storia del vincitore.

     

    Cupo, profondo di tenebra,
    il mendico tuo sguardo,
    sfida altera in attesa,
    cattura il maschio mio desiderio
    già arrendevole,spoglio, smarrito.

     

    Ammaliante frattura


    dilegua confini di razza
    pregiudizi di censo;
    bambino redento
    rigenero, laico e fraterno
    mentre i tiepidi raggi
    di un sole universale
    ci avvolgono tutti.

  • 23 settembre 2008
    L'affanno

    Il giorno recidivo procede(va)
    urlante nel muto desiderio
    del sole. Questo, all'orizzonte
    si spegne(va) piano

  • 22 settembre 2008
    Ed infine...

    Ed infine lontani,
    divisi dal “sempre”;
    senza l’ansia di dover
    più sapere del domani o del quando.
    Mai storia fu più densa
    di nascosta e bruciante passione.
    Resta solo il ricordo:
    un’amara memoria di giorni
    in cui tu, come angelica grazia,
    mi ispiravi musiche e rime
    che d’incanto nascevan già tue.
    E mentre ormai,
    tutto ciò che fu gioia
    si converte in dolore,
    m'appari beffarda
    e,compiaciuta, m'irridi
    d'aver spento il mio cuore!

  • 22 settembre 2008
    I miei pensieri...al vento

    Affido i miei pensieri
    al vento,
    che li sussurri
    all'orizzonte lontano
    e li confidi alla Luna
    nelle notti silenziose.
    Affido i miei più intimi
    segreti
    alle stelle lontanissime
    e misteriose
    che li raccontino
    all'universo infinito.

  • 22 settembre 2008
    La mia paura di volerti bene

    Nella mia paura di farti felice
    Sono vicino a perderti, ma
    Non posso sopportare l'idea
    Di saperti lontano da me.

    Sarà la notte a prenderti
    E a cullarti con le sue stelle.
    Tutti i miei sensi avrai
    E potrai condividerli con me.

    La nebbia lentamente sparirà
    Dal mio sguardo verde chiaro
    Come gabbiano all'orizzonte
    Verso un più tranquillo porto.

  • 22 settembre 2008
    Desideri...

    Se tutte le notti di S.Lorenzo
    si accendessero di milioni
    di stelle cadenti
    non basterebbero
    a contenere
    tutti i miei desideri...

  • 22 settembre 2008
    Puzzle

    Voci incontrollabili
    in ogni angolo.
    Supponi sia la noia
    e l’abitudine.

    Casi, circostanze,
    evidenze.
    Sincronismi perfetti
    congelati nel calore
    del limbo che non si vede.
    Calamite sorte
    nel medesimo terreno,
    specchi riflessi che
    abbagliano.
    Coincidenze sublimi e
    fragili.
    Sintomi di eternità rapite.

    Un sussulto.

    Simbiosi di un puzzle
    troppo grande,
    incerto,
    indefinibile.
    Rintocchi asincroni
    di un tempo che sfugge.
    Bellezza di comporre
    un quadro magico
    ma indecifrabile.
    Tutto è a terra,
    ognuno riprende i suoi
    ad un passo dalla perfezione.
    Illusoria.

    Incastrati nei nostri incastri.
    Unici, cristallini,
    ma mai insieme.

    Inafferrabile realtà.

  • 22 settembre 2008
    Vivo nel ricordo

    Lacrime amare
    mi scavano il viso.
    Mi manca
    ciò che mai più riavrò.

    Tutto è successo così in fretta così presto,
    ma forse è sempre troppo presto,
    per il tempo che è stato
    e per quello che sarà.

    Mi angoscia il fragore del silenzio,
    quante parole che non ho potuto dirvi,
    quanto vorrei sentire ancora le vostre voci
    chiamarmi per nome.

    Vivo nel ricordo,
    di tutto ciò che è stato.
    Memorie,
    giorni trascorsi che mai finiranno.

  • 22 settembre 2008
    C'è crisi

    Auto sempre nuove e fiammanti
    c'è crisi
    centri commerciali stracolmi
    c'è crisi
    locali esclusivi
    c'è crisi
    borsette griffate
    c'è crisi
    sorrisi smaglianti
    c'è crisi
    dentisti contenti
    c'è crisi
    vacanze in villaggio
    c'è crisi
    televisori al plasma
    c'è crisi
    guide satellitari
    c'è crisi
    videotelefonini e sms
    c'è crisi
    gente di un certo livello
    c'è crisi
    tutti i giorni in palestra
    c'è crisi
    satelite e pay tv
    c'è crisi
    weekend in montagna
    c'è crisi
    weekend in campagna
    c'è crisi
    solo alberghi a quattro stelle
    c'è crisi
    centri benessere e spa
    c'è crisi
    appartamento in centro
    c'è crisi
    c'è crisi?!?
    c'è crisi?!?
    c'è crisi?????????

  • 17 settembre 2008
    La notte delle maschere

    Rideva la notte delle maschere
    Tribolata,
    ansiosa di piacere
    Ardente di baci e passioni
    Di una notte folle
    Mai più riconosciuta.
    Di balli sfrenati
    Godeva il viso,
    di baci di passione
    sgorgavano le labbra
    la notte delle maschere
    seguitava sino all’imbrunire.
    Ubriaca  di felicità