Hotel

Hotel

Stanza
come caverna vuota
fredda e senza storia
solo anonimi ricordi
di gente senza volto
cancellati da fresche lenzuola.

Il tempo mi ha tradito
come uragano vortice
travolto i miei vent’anni
eppure in questa stessa stanza
con te nella prima notte di nozze
ti ho amato con tutto l’ardore del giovane cuore.

Ora qui ti cerco scavando nel silenzio
un pianto represso di nulla l’anima dipinge
in frammentati riflessi, mutevoli sfumano
attratti dal sfavillante specchio
dove oramai vivo in ciò che mi nasconde.

Eppure allora, a te abbracciato in intima ora
nel dono d’amarti in perenne istante
i colori rimangono dipinti su candita tela
e poesia scritta su preziosi libri.

Dal lago fredda brezza serale
soffia sui miei cocci d’esistenza
cerco impossibile icona in questo vuoto
la tua immagine, è confusa nel ricordo
resta solo intatto stupore, m’appartiene
come un sogno colmo d’amore
tu resti l’unica che nel tempo rimani
pur astratta diletto dell’anima.

Bruno Gasparri