Il corpo è uno e le città distanti

Altrove è
dove mi sveglio con la voce giusta

la luna soffia sui crateri
quello che manca qui, in terra conosciuta.

E passano i giorni respirando
i turni si ripetono

rimbalzano tra altre musiche [delle conchiglie
di stasi e diacronia].

Il corpo è uno e le città distanti come il cuore
per essere sfarfallio ventilo con le mani

un promemoria d’epoche, ognuna spinge
nel non finito con orme di rinascita.