Lettera a Mary

Forse non è necessario scriverti,
voglio farlo ugualmente.
Ti ho lasciata all’improvviso e da sola,
il buon Dio mi ha chiamato
all’appello sai, non si può tacere.
Sappi, però, non ti ho abbandonata,
abito il luogo dove tutto è splendore, armonia e amore.
Tu, piccola stella, fragile minuscola donna,
nello sconforto e nel vuoto,
quando lacrime la sera inondano, nel silenzio, il vuoto nido
e l’esistenza sembra non appartenerti,
sentore di primavera a me riporta e ti è negato stringermi,
quando il mare ti chiede dove mi sono imbarcato
fai emergere, allora, dalla mente e dal cuore il bene
che nel calice della tua essenza ho versato già dal principio.
Nel tuo vascello a salire volti nuovi e teneri cuori ho invitato
e vecchi amici imploro affinché la fiaccola tengano accesa!
Degli altri prima di noi rammentati,
nell’eterno amore siamo noi uniti,
tra discordie alcuni vivono, molti nella miseria piangono
e soffocati nell’indifferenza muoiono..
Tu, adorata mia sposa, non piangere
“ …  i poveri, i veri poveri anche di te hanno bisogno”.
Non privarmi mai del tuo sorriso, Mary.
Con te sempre,  e tu, amor mio, lo percepisci.  
Lucient

 Da "Anima di corallo ‐ 2015