Nell'istante di un risveglio

La solita squallida luce
entra dalle finestre di legno,
riga il cuscino di bianco.
Si dirada il buio e le lacrime secche dagli occhi via porta
e anche oggi dieci ore di sole
e poi
la Notte.

Fischia tra gli alberi il vento,
Settembre è ancor caldo e l'asfalto
sotte le suole va stanco.
Spia la luce i vestiti ammucchiati sul letto, le sedie
ed i poster impolverati
e scalda
la stanza.

Ascolto io, invano, là fuori
dei passi salire nell'ombra
che avvolge la scala, ma i tuoi
chissà quando ancora dovrò aspettarli vedere entrare,
per dirti che di te ho bisogno
adesso,
soltanto.

Mia simile, mia conoscente,
mia amica, mio amore...
chi sei non capisco, ma non dire niente.
La fuori gia brucia quel sole,

io resterò qua a dormire
avvolto dentro le lenzuole,
attendo il buio nuovo a consolare.
La fuori piove.