Non resta che mordere

Non guardate, non vi piacerà, poiché non voglio piacere,
mai più,
se l’ho fatto non perdete tempo a comprendermi
non mi interessa, è solo fumo e vento,
senza sosta ho preso nelle mani i vostri fondi
neri ed appiccicosi acutamente gelati ed acidi,
me li avete regalati in tutti i modi,
gocciolati tra le lacrime,
mimati con i gesti,
donati con le parole,
nulla è stato risparmiato nulla,
da solo li ho presi e portati,  inghiottendo ed invecchiando.
Dovevo azzannare ed ho compiaciuto, fuggire e sono rimasto,
per una volta,  sfinito ho volto i palmi verso l’alto,
sconfitto,  ed aperto i miei vuoti,
nessuno è arrivato neppure al bordo,
di sicuro sono orrendi più dei vostri,
ma oramai è tardi per scoprirlo,
raddrizza la schiena e
mordi fino al sangue.