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Autore

Roberto Fusco

in archivio dal 27 gen 2012

28 marzo 1965, Maruggio (TA) - Italia

mi descrivo così:
Sono professore di filosofia,  ma la "prassi" educativa mi permette di vivere

15 febbraio 2012 alle ore 16:43

Barbarie e barbarismi

Esistono luoghi sulla terra un tempo definiti umani. Chi ne parla narra di un mito che si perde nella polvere tanto è inverosimile.

Non ci restano annali, scritture, supporti ma un solo racconto che si dice tramandato di voce in voce.

Che sia il frutto dell'astuzia di un dio maligno quale ultimo tentativo mirato all'inganno?

Allego il pensiero più congruo che è il precipitato della pubblica discussione tenuta sull'argomento dal Comitato della Finanza:

un aborto del mercato quando i numeri coprivano senza scoprire e niente e nessuno si levava fuori dal coro "quel che conta infine

sono i numeri"  non importa a quale costo.

Numeri e costi che all'impazzata corrono nel perfezionamento del genere umano, illimitatamente e con progresso progressivo

sino al punto da non sapere il punto d'arresto, da non potere avere i numeri sufficienti per poter essere altro che numeri.

BARBARIE E BARBARISMI

Se ti trovi dalla parte di chi giustamente ritiene di essere nella parte dei giusti e ignora la giustizia dei penultimi

se l'affanno del mondo è l'affare della tua accumulazione primitiva, se il sudore e le lacrime sono vocaboli di un manuale di economia politica

la barbarie signore e signori è il vostro lasciapassare per l'inferno

Benvenuto nella barbarie del secolo ventiduesimo

a chi allontana le azioni cattive con pensieri degni di un inquisitore gesuitico per poi sinceramente fare ritorno alle cattive intenzioni

per chi almeno la santa domenica non ha dato riposo alla sua efferratezza da kamikaze

a tutti gli apostoli rei confessi dell'abominevole  maestria dello strizzare i cervelli dentro è fuori la vasca

impietosamente barbari

se dallo sfracello di un mondo in caduta libera senza mai toccare terra non ancora si osa a volere il cielo stellato che è dentro di noi

si chiami a raccolta l'esercizio della dissidenza incondizionata e si ammaestri pure contro il Leviatano

ai buoni Samaritani dell'uno e trino dio del Profitto

dai puttanieri di stato immeritatamente modesti ma incommensurabilmente smodati

la barbarie dal volto umano

albeggia sui volti svitati dei prezzolati dai valori direttamente proporzionali al proprio valore di scambio

serpeggia nello spirito di finezza dello sterminio chirurgico democraticamente orientato ad occidente

in chi sconfina dal suo orticello intrauterino per nome della Verità unigenita

si dichiara aperta la morte di Dio nel nome di quelli che lo hanno sputato d'amore infinito

amorevolmente barbari

nel doppio legame di chi cinge soffocando

nell'amorevole padre di famiglia e certosino esecutore del Finale Orrore

in noi ostinati a far girare l'occhio  dal male mortale come si cambia canale

e felicemente perversi ci si spinge a  morire e a far morire

in me e in te non siamo esclusi dal furore quotidiano che per comodo diciamo amore.

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